Valentin Royer è cresciuto tra Polonia, Repubblica Ceca e Serbia dove ha assorbito disciplina e etica del lavoro. A Hangzhou giocherà la sua prima finale ATP contro Alexander Bublik
di Alessandro Mastroluca | 22 settembre 2025
Valentin Royer giocherà in Cina, a Hangzhou, la sua prima finale ATP. Per questo francese viaggiatore che si è formato nell'Europa dell'est, non è forse un caso vivere la settimana finora migliore in carriera nell'est del mondo.
Vincitore di due Challenger quest'anno a Kigali, in Rwanda, altro punto sulla mappa che definisce la carriera di chi non ha paura di esplorare orizzonti nuovi per continuare a inseguire i suoi sogni, Royer è attualmente numero 83 del mondo. Ma salirà almeno alla posizione numero 75 essendo diventato il quarto qualificato a raggiungere una finale ATP nel 2025. Il 24enne ha vinto in semifinale il derby contro Corentin Moutet, numero 39 ATP, e firmato la sua terza vittoria in carriera contro un Top 50, dopo quelle su Stefanos Tsitsipas (allora numero 26), la sua prima in carriera in uno Slam, al primo turno a Wimbledon e sul numero 14 Rublev al secondo turno questa settimana.
"Questo risultato è soltanto il compimento del lavoro svolto" ha detto dopo la partita, come si legge su L'Equipe. "In campo cerco di essere il più calmo possibile, pur colpendo forte la palla. Mi muovo bene, posso giocar bene su tutte le superfici. Quando tutti i parametri sono al posto giusto, si crea un bel mix, che mi permette di battere giocatori d'alta classifica. Ho un'identità di gioco ben definita".
From qualifying to the final! Royer defeats Moutet 6-3 6-2 in the first Hangzhou semi-final ??#HangzhouOpen pic.twitter.com/ULlBnOzJFU
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Entrato in Top 100 solo quest'anno, Royer è consapevole di essere maturato tardi. "Ognuno ha il suo ritmo, io ho avuto alti e bassi, ho impiegato un po’ più di tempo ad acquisire una certa maturità mentale. Ho questa etica del lavoro e il fatto di non mollare mai in campo - diceva durante lo US Open, come riporta il quotidiano francese Le Figaro - Sono un gran lavoratore. Niente arriva per caso. Lavoro il più duramente possibile, nel modo migliore possibile, in modo un po’ più intelligente col tempo. Forse tra 10 o 15 anni si vedrà che la mia progressione è stata lenta ma molto lineare. Faremo i conti alla fine".
Valentin Royer in azione (Getty Images)
Questa etica del lavoro l'ha assorbita lontano dalla Francia. Figlio di un dirigente della distribuzione alimentare, nato alla periferia di Parigi, è cresciuto tra Polonia, Repubblica Ceca e Serbia, dove si è allenato per due anni nell’accademia dell’ex top 10 Janko Tipsarevic.
"La cosa che colpisce di più dell’Europa dell’Est è questa etica del lavoro. Non hanno paura di lavorare - ha raccontato Royer ad ATPTour.com - Spesso, quei ragazzi non giocano a tennis solo per divertimento, ma per vivere. Vogliono davvero avere successo nella vita attraverso il tennis. È un po’ come: o lavori, o muori. Mi ha trasmesso una disciplina lavorativa a cui, a volte, in Europa occidentale non siamo abituati".
Royer è poi tornato a Parigi per l’ultimo anno di liceo, ma il tempo trascorso nella capitale serba gli ha lasciato un segno profondo, soprattutto per i momenti vissuti sotto la guida di Tipsarevic. Ma, come ha spiegato all'Equipe, per maturare la disciplina che sempre più tifosi sono arrivati ad apprezzare, ha dovuto lavorare tanto. "Mentalmente sono una persona che va in tutte le direzioni. Nella vita di tutti i giorni, il mio cervello viaggia a 10.000. Penso a un sacco di cose contemporaneamente. È una cosa positiva in campo, perché sono "energetico", ho energia da vendere in campo - ha detto, come riporta L'Equipe - Ma bisogna saper contenere questa energia nei momenti di pressione durante un match, e questo è tutto il lavoro mentale che abbiamo fatto con il mio allenatore e il mio preparatore mentale. Ma non è sempre stato così. Ho rotto racchette, ho perso il controllo, ho insultato il mondo intero in campo!".
In finale affronterà Alexander Bublik, a lungo erronamente considerato il manifesto del talento che, come da proverbio, si abbina alla sregolatezza, che quest'anno sta facendo cambiare idea a tanti.
Campione sulla terra battuta a Gstaad e Kitzbuhel, vincitore dell'ATP 500 sull'erba di Halle, è il quarto giocatore ad aver raggiunto almeno una finale su tutte le superfici nel 2025 dopo Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e Alexander Zverev.
A clinical Bublik performance spoils the party...
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He defeats home favourite Wu 6-3 6-3 to reach the Hangzhou final! ?? pic.twitter.com/v4SIZDHutO