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Tommy Haas: "La FITP ha svolto un lavoro straordinario per crescere"

L'ex n.2 ha elogiato il lavoro che ha portato il tennis italiano ai vertici: "Tanti ex tennisti sono in Federazione, un ambiente in cui si ama il nostro sport. La dirigenza ha capito come investire nelle strutture e nei coach"

di | 18 giugno 2026

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Negli ultimi dieci Grand Slam, l’Italia del tennis ha sempre avuto almeno un rappresentante nelle semifinali maschili. Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli sono diventati i volti di un movimento apprezzato tra gli addetti ai lavori di tutto il mondo, tanto da farne un modello da seguire.

Alla lunga lista di ammiratori si è aggiunto anche Tommy Haas, giocatore classe 1978 famoso per il suo rovescio ad una mano, l’amicizia con Roger Federer ed il best ranking di n.2 raggiunto nel 2002. “Quello che stiamo vedendo non succede da un giorno all’altro, ma è il frutto del lavoro della Federazione, e di una dirigenza ha una visione e sta riuscendo a trasmetterla”, ha detto il tedesco al podcast Behind The Athletes.

“Siamo arrivati ad un punto per cui ora si può giocare un torneo in Italia in ogni settimana, che sia un Futures o un Challenger”, ha continuato ponendo ovviamente l’accento sull’aspetto organizzativo ora che anche lui riveste un ruolo di primo piano, in qualità di direttore del Masters 1000 e WTA 1000 di Indian Wells.

“Un altro aspetto importante è che molti ex giocatori sono ora in Federazione, entrano in un ambiente in cui evidentemente si ama il tennis e vogliono continuare a farlo crescere. Diventa una sorta di simbolo nel paese – ha continuato -. Vivono di tennis e lo amano, e se si arriva ad avere qualche successo, come anche con Andreas Seppi e Fabio Fognini, le cose si muovono”.

“Conosco allenatori che sono ancora lì da 35 anni. La loro passione è diventato puro amore per questo sport, finché la dirigenza ha saputo cogliere la quest’opportunità. Hanno capito come investire nelle strutture, nei coach, rendendo questo sport accessibile a tante persone.

Jannik Sinner bacia il trofeo di Wimbledon 2025 (foto Getty Images)

Jannik Sinner bacia il trofeo di Wimbledon 2025 (foto Getty Images)

Il simbolo, più di tutti, resta il n.1 al mondo Sinner, che di quei famosi dieci Slam con almeno un italiano in semifinale ne ha vinti quattro. “Aiuta molto avere qualcuno da ammirare, e Jannik sta avendo un successo straordinario”, ha commentato Haas. È speciale vedere lui ed Alcaraz dal vivo ad Indian Wells: Carlos è imprevedibile ed è il mio preferito per le finezze; da Sinner sai cosa aspettarti, ma ogni volta che può dettare il gioco lo fa spingendo fortissimo, con un giusto posizionamento e la profondità di palla”.

Le chiusure a rete restano forse un fondamentale in cui può migliorare, ma l’azzurro ha già dato segnali aggiungendo qualche variante di tocco, secondo il 48enne di Amburgo. Quando giocano ad alto livello, specialmente Sinner, sembra trovare certe zone in cui non sbaglia. Quando non sbaglia con quella velocità di palla, quel controllo, stando attaccato alla riga su entrambi i lati, mi chiedo a volte come giocherei contro di lui e cosa potrei fare. Magari cambiare con lo slice, anche se oggi le condizioni di gioco sono un po’ cambiate”.

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