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A Tennis Talk si è discusso sulle prossime scelte del numero uno del mondo, uscito vittorioso da Wimbledon e atteso ora da due Masters1000 nel nord America. Da un lato la possibilità di allungare la sua striscia di vittorie consecutive nei tornei di questa categoria, dall'altra l'importanza di arrivare a New York con il serbatoio ancora carico di energie
22 luglio 2026
A Tennis Talk si è discusso delle scelte che Jannik Sinner intenderà fare in vista dello swing americano che si concluderà con gli US Open. Reduce dal secondo successo consecutivo a Wimbledon, ma con nella memoria ancora fresca la crisi occorsa a Parigi, pianificazione e gestione delle energie si riveleranno due fattori decisivi in vista dell'ultimo Slam della stagione.
"Probabilmente giocherà in Canada e vedrà come va il torneo, perché se fosse molto impegnativo, faticoso e pesante secondo me sul cemento gioca molto più istintivamente e naturale e quindi costerebbe lui anche meno fatica", esordisce Francesco Elia tenendo conto anche di una "condizione atmosferica non eccezionale perché in Canada non fa mai freddissimo mentre a Cincinnati sì".
"Per come si è sviluppata la sconfitta io non penso che sia stato un problema legato al trittico dei tornei vinti prima - ha aggiunto Paolo Lorenzi - La stanchezza la senti se fai una partita lottata al quarto o al quinto set e dopo tre ore e mezzo non c'è più benzina". Quel che è accaduto, ha riflettuto il direttore degli Internazionali d'Italia, "accade una volta ogni cento anni nel mondo del tennis". Terra o cemento che sia, l'evento non è da sottovalutare e concorde alla fine è lo studio sul "dover fare un minimo di attenzione sempre". Ma con cinque Masters1000 vinti consecutivamente, la posta in palio resta allettante e se in Canada dovesse arrivare anche il sesto sigillo "che fai, non giochi il settimo?".