Tutte le curiosità sull'olandese, avversario di Sinner al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai. "In quello che fa, è sempre incredibile", aveva detto dell'azzurro a luglio
di Samuele Diodato | 04 ottobre 2025
Quasi ad un anno di distanza dall’ultima volta, Tallon Griekspoor tornerà a sfidare Jannik Sinner, e lo farà al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai. L’olandese, n. 31 ATP, è nato nel 1996 ad Harleem e ha già sfidato per ben sei volte l’azzurro, ma senza mai riuscire a batterlo. Al massimo, per due volte, è riuscito a portarlo al terzo set, ma l’ultima sfida – nel secondo singolare della finale di Coppa Davis tra Italia ed Olanda – ha dato il punto decisivo agli azzurri per la terza Insalatiera della nostra storia, con Sinner vittorioso 76(2) 62.
Figlio di Ron, un ex pilota di motocross e di Monique, istruttrice di tennis, Tallon ha iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, ispirato dai suoi fratelli Scott e Kevin, due gemelli diventati professionisti, ma senza la sua stessa fortuna: “Avere un background del genere mi ha aiutato tanto. Fino ad una certa età, hanno sempre giocato meglio di me, e io mi allenerei sempre e viaggerei sempre con loro”.
A historic moment for @federtennis ??????@janniksin secures back-to-back #DavisCup titles for Italy with a 7-6(2) 6-2 win over Tallon Griekspoor ???? pic.twitter.com/99AbaCIZWg
— Davis Cup (@DavisCup) November 24, 2024
La svolta è arrivata però a 17 anni, quando ha deciso di trasferirsi in Belgio, seguito da Kristof Vliegen, ex n. 30 del mondo nel 2006. Vliegen è colui con il quale Griekspoor ha affrontato la maggior parte del percorso per arrivare dove è oggi. Un legame duraturo, il loro, spezzatosi per ben tre volte, di cui l’ultima proprio pochi giorni prima di arrivare a Shanghai.
Il suo idolo, almeno tra i tennisti, è sempre stato Andy Murray per “i risultati che ha raggiunto durante l’era di Federer, Nadal e Djokovic, per l’incredibile passione che ha e quanto per quanto duro lavora”. Un uomo e un atleta che incarna perfettamente il consiglio che papà Ron ha sempre dato al figlio: “Lavora duro, sii umile e sii te stesso”.
Al padre, lo lega evidentemente anche la passione in comune per il motocross: “La sensazione che ti dà guidare così veloce significa tutto per me”, ha raccontato, come riporta la sua bio sul sito ATP. Ma oltre al motocross, non bisogna dimenticare il “suo” sport, il tennis. Al quale gioca anche meglio, a tutti gli effetti, nel suo torneo preferito, quello di Rotterdam: “Ho giocato contro Wawrinka lì nel 2018 – ha ricordato -. Era sold out, l’energia che il pubblico mi dava era incredibile: questi sono i momenti per vivo e gioco a tennis, per giocare contro i più forti”.
E spesso batterli, anche, proprio a casa sua. Per arrivare in pianta stabile nel grande tennis, in realtà, ha avuto bisogno di tempo. Nel 2021, tuttavia, ha scritto anche la storia nel circuito Challenger, chiudendo con 8 titoli su altrettante finali ed un bilancio di 42-7. Da sempre giocatore molto completo, che non disdegna l’idea di essere aggressivo e scendere a rete, per Griekspoor, a fare la differenza è “l’età, e l’abitudine a scegliere il colpo migliore quando si sente di avere tante opzioni”, ha detto a Tennis.com in un’intervista durante gli ultimi Internazionali BNL d’Italia.
Dopo il 2021, infatti, un’ulteriore step in avanti è arrivato nel 2023, con i primi due titoli vinti a livello ATP (a Pune e ‘s-Hertogenbosch) e anche una finale. Rimane quella la sua stagione migliore, con un totale di 36 partite vinte ed il best ranking di n. 21 raggiunto all’inizio di novembre dello stesso anno.
Our champion ?? @Griekii | @atptour | #MallorcaChampionships pic.twitter.com/Gquq2dabfm
— Mallorca Championships (@MallorcaChamps) June 28, 2025
Su 15 vittorie in carriera contro un Top 20, per ben cinque volte – a partire dal famoso match con Wawrinka – ci è riuscito proprio in tornei che si disputavano in Olanda. Lo “scalpo” più prestigioso, però, è arrivato proprio quest’anno, ad Indian Wells, contro l’allora n. 2 al mondo Alexander Zverev. In una stagione in cui, peraltro, il bilancio complessivo recita 27-20, impreziosito dal terzo titolo della sua carriera, sull’erba di Maiorca.
Ora, però, lo aspetta una nuova sfida contro Sinner, di cui ha parlato in termini lusinghieri in un’intervista al podcast Changeover, lo scorso luglio: “Ho sempre avuto più chance contro di lui che contro Alcaraz – ha ammesso, ritornando con la mente alle due sconfitte al terzo set dello scorso anno, sul cemento di Miami e sull’erba di Halle -. Magari non ha le stesse opzioni di Alcaraz, ma in tutto quello che fa è forse il migliore. Ciò che rende difficile affrontarli è proprio il fatto che riescano sempre a fare in modo che si giochi alle loro condizioni”