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Stoccarda, fine corsa Kyrgios

L'australiano cede in tre set al giapponese Shimabukuro al termine di un match giocato ad alta velocità in cui è emersa inevitabilmente la sua condizione ancora carente

di | 11 giugno 2026

Battle of the Sexes 2025: Nick Kyrgios (foto Getty Images)

Battle of the Sexes 2025: Nick Kyrgios (foto Getty Images)

Non era dunque vero tennis, quello dal quale Nick Kyrgios era emerso vincitore al primo turno del Boss Open di Stoccarda contro il francese Moutet. Tocchi, estro, lampi: tutto molto appariscente, ma di agonismo e lotta ben poco. Perché son agonismo, fatica e lotta al termine della giornata le spie rivelatrici della bontà d'ogni ritorno in campo dopo una lunga assenza. I colpi, così come la sensibilità, restano ancora intatti: la prova è tornare a farli splendere sotto pressione e col fiato corto. 

Missione che per Nick Kyrgios appare ancora lungi dal realizzarsi. Opposto infatti all'onesto nipponico Sho Shimabukuro (104) l'australiano ex finalista di Wimbledon ha finito col cedere in tre set col punteggio di 46 76(5) 64 al termine di un match costellato da due soli break. Il primo, nel primo game del primo set, è stato proprio Kyrgios ad intestarselo. Ma più che uno squillo, l'evento col passare dei game è andato ad affollare la statistica che vede proprio in quel game il momento più frequente in cui riuscire ad accaparrarselo. 

Da lì in poi il match è proseguito a ritmi frenetici con soli tre punti terminati oltre i nove colpi. Colpi che se atterrati in prossimità dell'australiano trovavano nel suo estro l'ingrediente necessario per venir eccitati il giusto: passanti incrociati, accelerazioni fulminee, volé eleganti e non ultimo il servizio dal basso con cui Nick è andato alla battuta per chiudere il primo parziale. 

Di tanto in tanto però, e qui sta il merito di Shimabukuro, se messo di fronte a qualche piccola rincorsa, colto in controtempo o allontanato dalla sua mattonella prediletta, Kyrgios ha cominciato a mostrare i primi scricchiolii, prima ben nascosti da un servizio implacabile (89% con la prima e 15 vincenti e 8 ace) e ora sempre più evidenti, tanto nel numero dei gratuiti offerti quanto nell'esecuzione sempre più approssimativa con cui l'australiano andava costruendo i suoi colpi. 

E così al tiebreak a spuntarla è stato proprio il nipponico. Tennista senza fronzoli ma dal gioco al fosforo che seppur aiutato da un servizio ugualmente contundente, ha preferito spostare oltre quei confini la sfida allo specialista che aveva di fronte. La ricompensa è arrivata pochi game dopo sotto forma di palla break, la prima per Shimabukuro e la seconda del match, subito convertita per un vantaggio che nei game successivi non è più stato messo in discussione. Il 91% di rendimento con la prima è stata l'assicurazione sul match firmata dal nipponico, un minor numero complessivo di gratuiti (17-18) la garanzia per riuscire a chiuderlo. La maggior parte del lavoro però il virtuale top100 l'aveva fatta silenziosamente, studiando il suo rivale e intuendone i limiti. Limiti che ora starà a Kyrgios cercare di limare prima che altri rivali si premurino di esplorarli al posto suo.

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