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ATP Shanghai, c'è Tsitsipas sulla strada di Darderi

Il greco continua ad alimentare il suo buon momento iniziato la scorsa estate con il ritorno in squadra di coach Patrick Mouratoglou: "Sento che in lui è scattato qualcosa"

08 ottobre 2026

Stefanos Tsitsipas in azione a Shanghai (Getty)

Stefanos Tsitsipas in azione a Shanghai (Getty)

Lunga è ancora la strada verso il pieno recupero. Di forma e status, ranking e fiducia. La direzione presa pare però quella giusta. Grazie alla vittoria in due set contro il belga Kimmer Coppejans al primo turno del Masters1000 di Shanghai, Stefanos Tsitsipas ha collezionato l'ottavo successo nelle sue ultime dieci uscite. Una striscia iniziata il 31 agosto, quando eliminò il favorito Arthur Fils al debutto degli US Open, e interrotta solo dagli stop impostigli da Ben Shelton agli ottavi sempre a Flushing Meadows e da Valentin Vacherot ancora agli ottavi in quel di Tokyo. Non male per chi, dopo esser uscito dalla top10 nella primavera del 2025, ha continuato a perdere posizioni nel ranking fino a rischiare di uscire dalla top100 (era il n.88 del ranking poco meno di quattro mesi fa) e che oggi pare aver ritrovato smalto e condizione. Ricongiungersi col proprio gioco pare ormai solo una questione di tempo. 

"Sento che quando gioco presto riesco a mettere in campo il mio miglior tennis - ha commentato il greco - Agli US Open colsi una bella vittoria contro Fils, e anche in quel caso scesi in campo per primo o secondo giocando davvero bene". Le premesse gettate dall'ex n.3 del mondo a Shanghai promettono bene: i punti ricavati dalla prima sono stati ben 31 sui 38 giocati (82%) e anche la seconda si è dimostrata solida lasciando a Coppejans appena quattro punti (79%). Cifre cui si aggiungono cinque ace e 23 vincenti, utili a schiudere le porte ad un secondo turno contro Luciano Darderi.

Esponente della 'generazione di mezzo', giocatori ancora troppo giovani per rivaleggiare ad armi pari con i Big Three e troppo maturi per tenere il passo delle nuove leve guidate da Sinner e Alcaraz, tra i suoi coetanei (Zverev, Medvedev) Tsitsipas è quello che ancora aspetta di togliersi la prima grande soddisfazione della carriera. Dopo un biennio in cui le sue vicende extra campo - relazioni sentimentali e burrascose, tanto negli affetti quanto nel suo box - parevano averlo prosciugato mentalmente, quest'estate il greco ha deciso di rompere gli indugi allontanando definitivamente papà Apostolos dal suo box e affidandosi a Patrick Mouratoglou, supervisore di un team che ha in Thomas Perrin il suo regista quotidiano. 

"In lui è scattato qualcosa", dichiarò la scorsa estate Mouratoglu al termine degli US Open, torneo dove non aveva mai raggiunto gli ottavi di finale prima d'ora. L'obiettivo dichiarato è tornare tra i top5, ma sui tempi per raggiungerlo non ci si è voluti dare per il momento alcuna scadenza. "La prima cosa che gli ho chiesto è di prendersi più cura di sé stesso - aggiunse ancora il coach con cui Tsitsipas si formò negli anni di gioventù - a New York lo ha fatto per tutto il torneo e mi piace il modo in cui sta evolvendo da quando lavoriamo insieme. Sento che vedremo una grande versione di Stefanos per il resto della stagione". Darderi è avvertito. 

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