Chiudi
Lo spagnolo, che tornerà in campo a Basilea per poi puntare a una convocazione per le Finals di Coppa Davis, farà ritorno a casa dopo un mese trascorso in Asia: "Mai avrei immaginato di conquistare qui due titoli"
18 ottobre 2026
"Non saprei bene come descrivere a parole ciò che ho ottenuto in questa trasferta cinese. Non avrei mai immaginato di conquistare due titoli dopo due mesi di stop". Quando arriva, il sapore della vittoria è sempre dolce. Ma ancora più dolce è quando colta in coda a un periodo di difficoltà che sembravano averne pregiudicato ogni possibilità. E' la consapevolezza la qualità migliore di Alejandro Davidovich-Fokina, a lungo in attesa di un primo titolo in carriera vinto infine quest'anno a Maiorca e di lì a breve infortunatosi alla schiena, una sosta di quasi due mesi che pareva averlo riportato alla casella di partenza con tutto un bagaglio di fiducia e condizione da ricostruire.
"Sono davvero, davvero felice - ha ancora aggiunto lo spagnolo - In questo momento non riesco nemmeno a descrivere quello che provo. Sono felicissimo. Ora ho un volo da prendere. Spero di poter bere qualcosa per festeggiare, ma temo che non sarà possibile".
Per quanto ancora mancasse alla sua bacheca un titolo in un Masters1000, Davidovich (che una finale di un 1000 l'aveva già giocata quattro anni fa a Monte-Carlo) prima di rompere il ghiaccio quest'anno a Maiorca aveva già disputato cinque finali in carriera sul circuito ATP. Un vissuto che tuttavia non lo ha messo al riparo da una comprensibile tensione una volta giunto all'ultimo appuntamento di un torneo di categoria così importante: "Sì, certo, oggi ero più teso, più nervoso. Lui ha iniziato molto bene. Nel primo set non riuscivo a trovare alcuno spiraglio per piazzare un colpo vincente; era ovunque. Serviva benissimo e rispondeva altrettanto bene - ha raccontato il fresco campione ripercorrendo le prime fasi del match - Io ho cercato di fare del mio meglio. Nel secondo set lui è andato in vantaggio di un break, ma ho continuato a credere in me stesso, cercando di capire cosa potessi fare per strappargli il servizio. Non è una situazione semplice: era la sua prima finale in un Masters 1000, e sapevo che non sarebbe stato facile nemmeno per lui. Sapevo che avrebbe avvertito la tensione e che magari avrebbe commesso qualche errore che prima non aveva fatto. Perciò dovevo restare concentrato, continuare a credere in me stesso su ogni palla e farlo correre; infatti, nel terzo set, si è visto che ha iniziato ad avere dei crampi. La chiave oggi è stata puntare sulla tenuta fisica: era la mia unica possibilità".
He is back & BETTER now ?? @alexdavidovich1 #RolexShanghaiMasters https://t.co/o7xK1QDzN8
— Tennis TV (@TennisTV) October 18, 2026