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Assente da cinque anni da Shanghai l'italiano fin qui vincitore di tre titoli in stagione guarda al torneo proiettandosi verso il finale di stagione: "L'obiettivo è essere testa di serie in Australia. Sinner? Un'ispirazione"
03 ottobre 2024
"Sono passati cinque anni, il tempo vola", sospira Matteo Berrettini in conferenza stampa dopo la sua prima uscita vittoriosa allo Shanghai Masters, torneo dove mancava da ben cinque stagioni. "L'anno scorso è stato uno dei peggiori della mia carriera nonché della mia vita perché si soffre sempre quando non si è in grado di fare il proprio lavoro. Per questo oggi mi godo ogni momento trascorso in campo cercando sempre di dare il meglio".
Oltre all'ostinazione nel non volersi arrendere, a sostenere Berrettini nei lunghi mesi trascorsi lontano dal campo è stata anche la convinzione "di avere il livello per poter tornare a dire la mia. Il problema semmai era capire se fossi riuscito a trovare la costanza e l'integrità fisica necessaria per poterlo dimostrare - ha ancora aggiunto l'ex n.6 del mondo - Il tennis non è solo un torneo, e la stagione è molto lunga". Intanto la prossima fermata porta il nome di Holger Rune: "Ha giocato bene la scorsa settimana e ci siamo sfidati qualche mese fa a Cincinnati. Mi aspetto una bella battaglia, ma so di avere la fiducia per scendere in campo e poter pensare di vincere il match".
Alla fine, quando mancano poco meno di due mesi alla fine di questa stagione, i titoli messi in bacheca da Berrettini sono tre, cui si aggiunge il ritorno vittorioso in Coppa Davis con la maglia azzurra: "Sono soddisfatto, certo. Ho dovuto saltare alcuni tornei a cui tenevo molto, ma tre titoli più una finale a Stoccarda sono risultati che dimostrano che se sto bene possiedo il livello per stare qui". E allora perché non fissarsi degli obiettivi su cui misurarsi da qui a fine anno: "Sarebbe bello chiuderlo tra i primi 32 del mondo così da essere testa di serie in Australia - ha confidato Berrettini - è uno degli obiettivi che ci siamo dati come gruppo, ma la cosa più importante per me è continuare a restare integro e in grado di giocare. Davanti a me ora c'è questo torneo, e altri a cui tengo molto, spero possa esserci anche la Davis, e spero davvero di poterli giocare tutti".
Infine un'ultima considerazione su un altro ingrediente utile alla sua ultima resurrezione sportiva: "Avere un così folto numero di giocatori italiani di successo sul circuito mi ha aiutato a ritrovare le energie, senza dubbio. Anche l'anno scorso sono andato in Davis a fare il tifo per loro per ritrovarne un po'. Quel che sta facendo Jannik è incredibile e ieri ha dimostrato ancora una volta quanto alto sia il livello del suo gioco. Io, come credo tutti gli italiani, cerchiamo di prenderne ispirazione, ed è per questo che oggi ci sono così tanti giocatori italiani forti sul circuito".