Holger Rune è di nuovo sul campo a quattro mesi dalla rottura del tendine d'Achille e ha raccontato all'ATP il suo desiderio di rientrare nel circuito più forte di prima
di Samuele Diodato | 03 febbraio 2026
A quasi quattro mesi dalla rottura del tendine d’Achille (durante la semifinale dell’ATP di Stoccolma), Holger Rune è di nuovo sul campo. E questa volta non su una panca, colpendo da seduto come, come aveva fatto qualche mese fa emulando Thomas Muster nel 1989.
“È fantastico colpire su due gambe, perché finalmente posso dare forza alla pallina e non vedo l’ora di tornare”, ha detto al sito ATP il danese, tornato a camminare già da un po’, ma solo ora con possibilità di potersi affidare senza troppa paura ed entrambi gli altri inferiori. “Subito dopo l’infortunio ho pensato a cosa bisognava fare per andare avanti. Fortunatamente è andato tutto bene, il chirurgo e i fisioterapisti hanno fatto un ottimo lavoro e io ho una grande squadra”.
13 weeks since my Achilles rupture and surgery and rehab is going really well. Hard work seems to be rewarded step by step ?? #comebackloading #happy pic.twitter.com/U3sGdB4CPX
— Holger Rune (@holgerrune2003) January 26, 2026
Un team in cui figura anche Marco Panichi, ex preparatore atletico di Novak Djokovic e Jannik Sinner. E proprio sotto i suoi occhi, documentando il tutto grazie ai social, il tennista classe 2003 non si è mai davvero fermato: “Ho avuto bisogno di un periodo di pausa, prima andavo solo in palestra e le prime due settimane sono passate velocemente. Il programma è diventato intenso, mi tiene occupato”.
Già nel mese di dicembre aveva detto di volersi prendere il proprio tempo nel percorso di recupero, ma intanto il suo spirito competitivo continua ad emergere non solo in palestra, ma anche nella sfide a carte, nel tempo libero con amici e famiglia: “Ho sempre avuto questo ‘drago’ dentro di me, e ce l’ho ancora. Questo infortunio è un’occasione per dimostrare a me stesso quanto impegno sono disposto a metterci”, ha continuato.
“È bello stare con la famiglia, perché di solito non ho questa possibilità, ma mi manca anche l’adrenalina e cerco di tirare fuori la mia competitività negli esercizi. Sono forte e giovane, quindi credo che guarirò in fretta, ma ci vuole duro lavoro e intelligenza”. Per scegliere la miglior strategia verso il rientro, ha avuto contatti anche con altri atleti che hanno avuto lo stesso infortunio, tanto che ora definisce l’intervento “la scelta più naturale per accelerare il processo”. Anche se le linee restano rigide e “alcuni passaggi non si possono saltare”.
D’altronde, un “incidente” del genere cambia la prospettiva da cui si guardano le cose, e Rune non fa eccezione: “Devo ascoltare di più il mio corpo, certe volte ci si spinge troppo oltre. Non posso pensare solo al prossimo obiettivo, cercherò di guardare al quadro generale, è importantissimo per i miei obiettivi a lungo termine”.
A mancargli, non è solo l’adrenalina della competizione, ma anche l’emozione di stare in campo è il supporto dei tifosi. “La vittoria nel Masters 1000 di Parigi del 2022 (battendo Novak Djokovic in finale) resta memorabile, ma ora che posso concentrarmi di nuovo sulla palla penso che tornerò più forte per vivere altre settimane perfette nella mia carriera”.