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L'ATP cambia il ranking dal 2026: tutte le novità

Le novità che emergono dalla pubblicazione del Rulebook 2026 dell'ATP

di | 22 dicembre 2025

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L'ATP cambia i criteri per la composizione del ranking nel 2026. Dall'anno prossimo, il bottino di punti in classifica per ogni giocatore si calcolerà tenendo in considerazione i risultati nei quattro Slam, negli otto Masters 1000 mandatory (tutti tranne Monte-Carlo), e gli altri sei migliori risultati tra United Cup, ATP Tour 500, ATP Tour 250, tornei Challenger e ITF. 

Rispetto al 2025, la differenza sta nella riduzione da 19 a 18 del totale dei tornei che possono entrare a far parte della classifica, ottenuta facendo scendere da 7 a 6 il totale dei risultati ottenuta negli appuntamenti minori. Per chi si qualificherà, le Nitto ATP Finals saranno considerate come un torneo in più e il punteggio sarà aggiunto al bottino nel ranking a fine stagione.

Sinner nel Club dei Numeri 1 ATP: la cerimonia

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Nel corso delle 52 settimane, specifica il Rulebook, i cosiddetti "commitment players" potranno sostituire fino a tre piazzamenti nei Masters 1000 mandatory con il punteggio di tornei 500 o 250, solo se giocati successivamente al Masters 1000 da rimpiazzare, e a patto che il bottino del Masters 1000 non sia il risultato di una penalità. I giocatori costretti a saltare due o più Masters 1000 obbligatori, Slam o ATP Finals, possono anche sostituire fino a tre "zeri" nei Masters 1000: ma serve l'approvazione del Comitato Medico perché un giocatore sia autorizzato a sostituire lo zero per l'assenza in un Masters 1000 obbligatorio.

L'ATP ha ridotto anche i vincoli per la partecipazione agli ATP 500. Il numero di tornei obbligatori di questa categoria è sceso da 5 a 4, e in questo gruppo di eventi i giocatori possono conteggiare anche il Masters 1000 di Monte-Carlo. Resta l'obbligo di giocarne almeno uno dopo lo US Us Open. Ai fini degli obblighi di partecipazione e del ranking, Montecarlo è incluso in questa categoria.

L’impegno riguarda solo i giocatori in Top 30 a fine 2025, i cosiddetti “commitment players”. Chi si ritira da un ATP 500 ha uno zero in classifica (salvo assenze prolungate per infortunio), che può sostituire solo una volta nelle 52 settimane disputando un ulteriore torneo 500 nell’anno solare.

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