-
Atp

Il talento intermittente di Popyrin, avversario di Sinner a Doha

Grande promessa junior, l'australiano classe 1999 non ha mai trovato la continuità sperata, ma resta un giocatore insidioso per tutti nella singola giornata

di | 17 febbraio 2026

Alexei Popyrin (Getty Images)

Alexei Popyrin (Getty Images)

“Quando è la mia giornata, posso battere chiunque, ma ciò che è importante per me è trovare la costanza nel mio livello. Quando gioco con i giocatori alto livello, mi do sempre una chance per vincere, l’ho fatto spesso in passato, ma devo farlo anche con i giocatori più indietro nel ranking”. Non esiste modo migliore, per descrivere Alexei Popyrin, se non usare le sue stesse parole, pronunciate di fronte ai giornalisti al Roland Garros del 2025.

Classe 1999, l’australiano è oggi n.53 e affronterà Jannik Sinner (n.2) agli ottavi di finale del Qatar Exxon Mobil Open, ATP 500 di Doha. Un incontro al quale “Pop”, come lo chiamano gli amici, è arrivato battendo per 60 62 la wild card casalinga Mubarak Shannan Zayid. Così ha ottenuto anche la prima vittoria del suo 2026, interrompendo – a proposito di  mancanza di continuità – una striscia di sconfitte di 10 sconfitte consecutive.

Un Popyrin perplesso (Getty Images)

Un Popyrin perplesso (Getty Images)

Tutto era iniziato allo US Open, quando dopo la vittoria all’esordio contro Emil Ruusuvuori, Popyrin si era arreso proprio a Sinner col punteggio di 63 62 62. Da allora non ha più vinto, né sul cemento indoor di fine 2025, né nella tournée australiana di inizio anno (tra Brisbane, Adelaide e l’Australian Open), e neanche nel Challenger di Manama, arrendendosi al primo turno – a fine gennaio – al n.142 Ugo Blanchet.

Il talento non gli è mai mancato, e neanche la precocità. Nel 2017, è diventato il primo australiano a vincere il Roland Garros juniores dai tempi di Phil Dent (1968), arrivando anche al n.2 del ranking di categoria. Due anni dopo, da wild card, aveva vinto i primi due match in uno Slam, all’Australian Open, superando anche l’allora n.8 Dominic Thiem (ritiratosi dopo due set). Al terzo turno, a fermarlo al quinto set era stato Lucas Pouille, che poi avrebbe raggiunto la semifinale. Nel 2021, a Madrid, aveva anche eliminato in due set un diciannovenne Sinner, al primo confronto diretto. 

Il giovane Popyrin all'Australian Open del 2019 (Getty Images)

Il giovane Popyrin all'Australian Open del 2019 (Getty Images)

Quelle promesse di qualche anno fa, però, Popyrin non le ha mai mantenute. Non tanto per i problemi dal lato del rovescio, quanto più per il già menzionato fattore mentale che l’ha tradito spesso, ad eccezione del 2024. L’unica annata, forse, nella quale non può rimproverarsi nulla, avendo anche legittimato la sua etichetta di “spauracchio per i big”, almeno in certi contesti.

Per informazioni, chiedere a Grigor Dimitrov, Hubert Hurkacz ed Andrey Rublev. Tre che erano in Top 10 nell’estate di due anni fa, eppure hanno ceduto il passo alla potenza e alla solidità del russo, che si è aggiudicato il Masters 1000 del Canada, il suo successo più prestigioso, proprio superando Rublev in finale.

Popyrin story, dagli esordi al primo 1000

Popyrin story, dagli esordi al primo 1000

Il suo “momento d’oro”, poi, è proseguito. Allo US Open ha ottenuto la vittoria più importante della sua carriera contro Novak Djokovic (allora n.2) perdendo solo in ottavi. E più tardi, nel Masters 1000 di Parigi ha battuto per la terza volta in carriera un Top 5, Daniil Medvedev (al tempo n.5).

Il suo best ranking, comunque, l’ha firmato una settimana prima che i punti del trionfo canadese scadessero, ad agosto del 2025, arrivando al n.19 del mondo. La mancata difesa del titolo (con sconfitta ai quarti da Alexander Zverev), però, l’ha riportato suo malgrado immediatamente al n.36, classifica con la quale ha sfidato Sinner a Flushing Meadows.

Dallo scorso marzo, inoltre, c’è stato un cambio all’interno del suo team. Insieme allo storico coach Neville Godwin, non c’è più Xavier Malisse, bensì Wayne Ferreira, ex Top 10 ATP ed in passato anche all’angolo di Marin Cilic e Frances Tiafoe. Col sudafricano, Popyrin ha modificato l’impugnatura sul rovescio, lavorando sulle percentuali al servizio e sul piazzamento, così come sulle volée. “Le colpisce molto bene – ha detto Ferreira a “The First Serve” la scorsa estate – ma non le usa quanto dovrebbe”.

Piccoli cambiamenti che evidentemente non sono ancora automatismi nel tennis dell’australiano, se si pensa al prolungato momento negativo prima di Doha. Dove finalmente è tornato ad assaporare la vittoria (nonostante la caratura rivedibile dell’avversario), e ora potrà giocarsi il suo match contro Sinner con le spalle ancor più alleggerite.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti