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Nel 2026 già 8 nuovi campioni ATP: sorride la Spagna

Merida si unisce a Davidovich Fokina e Jodar ed è il terzo spagnolo a vincere il primo titolo ATP nel 2026. In totale, sono già otto in sette mesi di stagione, solo uno in meno dell'intero 2025: un trend che non sembra affatto casuale

di | 21 luglio 2026

L'esultanza di Rafael Jodar (Getty Images)

L'esultanza di Rafael Jodar (Getty Images)

Kamil Majchrzak, Alejandro Davidovich Fokina, Zizou Bergs e ora Daniel Merida. Nell’ultimo mese o poco più, quattro tennisti hanno vinto il loro primo titolo ATP in carriera. Partendo da inizio stagione, col successo di Tomas Martin Etcheverry nell’ATP 500 di Rio de Janiero, fino ad arrivare appunto alla vittoria di Merida nel 250 di Umago, sono già otto in totale i nuovi campioni in questo 2026. Soltanto uno in meno rispetto all’intero 2025, che aveva introdotto nel “club dei campioni” nove giocatori.

VINCITORI PRIMO TITOLO ATP NEL 2026

  • Tomás Martín Etcheverry (Rio de Janeiro) – terra battuta – ATP 500
  • Mariano Navone (Bucarest) – terra battuta – ATP 250
  • Rafael Jódar (Marrakech) – terra battuta – ATP 250
  • Ignacio Buse (Amburgo) – terra battuta – ATP 500
  • Kamil Majchrzak ('s-Hertogenbosch) – erba – ATP 250
  • Alejandro Davidovich Fokina (Mallorca) – erba – ATP 250
  • Zizou Bergs (Eastbourne) – erba – ATP 250
  • Daniel Mérida (Umago) – terra battuta – ATP 250

VINCITORI PRIMO TITOLO ATP NEL 2025

  • Alexandre Muller (Hong Kong) – cemento – ATP 250
  • Joao Fonseca (Buenos Aires) – terra battuta – ATP 250
  • Tomas Machac (Acapulco) – cemento – ATP 500
  • Jakub Mensik (Miami) – cemento – ATP Masters 1000
  • Flavio Cobolli (Bucharest) – terra battuta – ATP 250
  • Jenson Brooksby (Houston) – terra battuta – ATP 250
  • Gabriel Diallo ('s-Hertogenbosch) – erba – ATP 250
  • Valentin Vacherot (Shanghai) – cemento – ATP Masters 1000
  • Learner Tien (Metz) – cemento (indoor) – ATP 250

Un parziale che racconta tanto sulla tendenza del circuito, almeno in questi ultimi mesi. Sei dei tornei in questione erano dei 250, con l’aggiunta di due 500. Soltanto in tre di questi, inoltre, erano presenti dei Top 10. Ce n’erano tre ad Amburgo (dove Buse non ne ha affrontati), tre a ‘s-Hertogenbosch (tutti sconfitti, uno dietro l’altro, da Majchrzak) e c’era il n.9 Flavio Cobolli a guidare il seeding ad Umago, senza però aver incrociato il futuro campione in carica.

Più indizi fanno una prova, e dimostrano – in primis – quanto sia alto il livello oggi sul circuito, ancor di più senza la presenza dei migliori giocatori al mondo in un determinato torneo. E senza di loro, in una competizione estremamente equilibrata, si aprono le porte per molti giocatori. Anche per chi, appunto, una coppa tra le proprie braccia non l’aveva mai avuta.

C’è spazio per tennisti esperti che riescono a trovare le condizioni giuste, come Majchrzak (30 anni), in Olanda. Ma anche per chi tante volte si era avvicinato da avverare il sogno, come le finali perse da Etcheverry (tre), Navone (due), Davidovich Fokina (cinque) e Bergs (due) prima di sfatare il tabù.

Fanno un po’ eccezione i più giovani del lotto. Jodar ha vinto la sua prima finale a 19 anni, e Buse ci è riuscito a 22. Ne ha 21, in ultimo, Merida, che però aveva perso a Bucarest la finale giocata contro Navone. Questi ultimi, peraltro, avevano tutti iniziato la stagione al di fuori dai primi 100 della classifica mondiale. Il peruviano ha guadagnato 77 posizioni ed oggi è n.35, Merida è salito di 106 scalini siglando il best ranking al n.59 e Jodar addirittura di 143 posizioni. Dal n.168 di fine 2025, è passato all’attuale posizione di n.25, ma con un best ranking già di n.23 registrato a giugno.

Nel 2026 già 8 nuovi campioni ATP: sorride la Spagna

Cinque nuovi campioni sono stati proclamati sulla terra battuta, e tre sull’erba. Ed ognuno di loro, nella superficie sulla quale si è imposto, ha delle peculiarità che sono un “plus” rispetto ad altre condizioni di gioco. Sia per caratteristiche prettamente tecniche (basti pensare alla folgorante ascesa sul rosso di Jodar), sia per motivi anagrafici. I tre più “anziani” (il 30enne Majchrzak e i 27enni Davidovich Fokina e Bergs) hanno vinto tutti sull’erba, un terreno sul quale l’esperienza risulta un fattore chiave. Per informazioni, chiedere anche a Jakub Mensik, sconfitto a Wimbledon – dove avrebbe tutto per fare bene – dal veterano Grigor Dimitrov.

Fa specie vedere come, tra gli otto, i due più giovani siano spagnoli. Per una nazione che sta trovando due risorse importanti da affiancare ad un Carlos Alcaraz sul quale stato fisico ci sono ancora molte incognite. E l’Italia? Lo scorso anno, tra i nove “eletti” trovò posto Cobolli, che quest’anno invece è entrato nella ristrettissima rosa di chi può fregiarsi della Top 10 e di una finale Slam.

Nel 2026 già 8 nuovi campioni ATP: sorride la Spagna

Chissà, però, che la seconda parte di stagione non possa essere foriera di bei momenti anche per altri nostri esponenti. Classifica alla mano, il più alto a non aver mai vinto un titolo ATP è ad oggi proprio un azzurro: quel Matteo Arnaldi che fino a poche settimane fa era uscito dalla Top 100, e grazie alla semifinale al Roland Garros ha ritrovato un posto dove merita, come n.34 al mondo.

Per procurarsi una chance, tanto passa anche da una programmazione oculata, dalla possibilità di scegliere dei tornei in cui potersi fare strada. Allo stesso tempo, però, il grande equilibrio che regna dietro a chi la fa da padrone – soprattutto gli attuali primi tre giocatori al mondo, quelli che invece si concentrano in primis sui major e sui Masters 1000 – rende azzardato ogni pronostico.

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