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I tre hanno avuto un 2026 sin qui scandito dagli infortuni e a Washington torneranno in campo in cerca di sensazioni smarrite e a caccia di punti preziosi da cui ripartire in vista dell'ultimo Slam della stagione
22 luglio 2026
La generazione è la stessa, si aggirano tutti tra i 22 e i 24 anni. Tempo per insidiare la diarchia Sinner/Alcaraz - in attesa che la loro rivalità riprenda il filo del discorso - in teoria ce ne sarebbe. Se non fosse che identico e sfortunato è anche il loro destino in questa prima metà del 2026. Lorenzo Musetti, Jack Draper e Arthur Fils. Due ex top10 i primi due, status a cui più volte si è invece avvicinato il francese.
Tra acciacchi e infortuni, entrate e uscite di scena, ricadute e attese, i tre hanno avuto sin qui una stagione di pochi lampi e molte ombre. Appena 20 le partite giocate dall'azzurro (13-7), assente dai campi dagli Internazionali d'Italia dove fu eliminato al terzo turno dal norvegese Ruud. Dieci in più sono invece le apparizioni in stagione del francese, vincitore di un titolo a Barcellona ma incappato nuovamente nei cronici problemi alla schiena che da tempo lo affliggono e anch'egli costretto a dare forfait al Foro Italico contro l'italiano Pellegrino salvo poi riapparire a Wimbledon dove uscì di scena anzitempo per mano di un altro azzurro, Matteo Berrettini. E infine Draper. Dopo aver salutato anzitempo il 2025 dopo gli US Open, il britannico è sceso in campo in sole 13 occasioni nel 2026 offrendo sprazzi di un talento che al netto del poco rodaggio è riuscito comunque a regalarsi un quarto di finale in quel di Indian Wells e una semifinale sul verde di Eastbourne salvo poi dover rinunciare allo Slam londinese, quello più atteso e per cui aveva reclutato al su fianco sir Andy Murray.
Con il circuito in rampa di lancio verso gli States dove prenderà il via lo swing che porterà i protagonisti nell'arena di New York, i tre sono ora chiamati a sciogliere definitivamente le riserve sulle rispettive condizioni e provare a racimolare quel po' di punti e piazzamenti necessari per non vedere compromessi ranking e poter proseguire sulla strada della completa ripresa senza la spada di Damocle di tabelloni spesso sfavorevoli.
Sulla mappa di Musetti, Fils e Draper c'è però cerchiata la data e la località da cui adesso ripartire: 27 luglio, ATP500 di Washington. Un torneo competitivo, tutt'altro che una passerella, col cemento a semplificare l'adattamento alle condizioni e temperature intorno ai 30° prive di quell'umidità che potrebbe incepparne i motori. Il tabellone si presenta insidioso, il contingente a stelle e strisce guidato da Shelton, Fritz e Tiafoe ci terrà a partire col piede giusto di fronte al pubblico di casa, e non mancheranno insidie sparse fin dai primi turni quali il ceco Mensik, il top10 De Minaur, il fresco sposo Tommy Paul o il rinvigorito Stefanos Tsitsipas, tornato ad alzare un titolo nella sua Atene la settimana scorsa.
Per quanto ostile possa però apparire come esordio, altre strade non ce ne sono per testare i rispettivi giochi in vista del doppio appuntamento con i Masters1000 di Montreal e Cincinnati previsti in agosto, ultime vere certificazioni prima del gran finale di New York. Restare integri resta la priorità, riuscire a far bene un legittimo auspicio. E se così fosse, ritrovate le sensazioni perdute, ecco che il carburante risparmiato nei mesi precedenti potrebbe rivelarsi alleato decisivo in un finale di stagione che, oltre agli US Open, potrebbe offrir loro ulteriori occasioni per rilanciarsi e, perché no, provare anche la folle rincorsa a un posto per le ATP Finals.