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A Miami Cobolli e Darderi hanno esordito al secondo turno, e hanno finito per cedere contro Collignon e Landaluce. Arnaldi battuto al primo turno, in tre set, da Shevchenko
di Alessandro Mastroluca | 21 marzo 2026
Escono di scena all'esordio Matteo Arnaldi, Flavio Cobolli e Luciano Darderi al Miami Open, il secondo Masters 1000 della stagione che si sta disputando sul duro all'Hard Rock Stadium e si concluderà il 29 marzo (montepremi 9.415.725 dollari).
Si fermano dunque al secondo turno Cobolli e Darderi, dopo il bye al primo turno. Il romano, frenato anche da un problema alla spalla, ha ceduto 75 63 all'esordio contro il belga Raphael Collignon (72) che non aveva mai affrontato in carriera. Il 24enne nato in Argentina (18 ATP) è stato sorpreso 63 67(4) 64 dal qualificato spagnolo Martin Landaluce (151)
Arnaldi (101) è stato invece battuto al primo turno 76(5) 67(5) 62 dopo 2 ore e 32 minuti di gioco effettivo dal kazako Alexander Shevchenko (84).
Luciano Darderi, salito alla posizione numero 18, ha permesso all'Italia di festeggiare un record storico: per la prima volta, infatti, possiamo vantare quattro giocatori in Top 20. Il numero 4 d'Italia, però, non ama Miami dove non ha mai superato il secondo turno in tre partecipazioni.
L'ex numero 1 del mondo junior, campione dello US Open Under 18 nel 2022, ha invece un feeling particolare con questo torneo. Due anni fa, proprio a Miami, aveva sconfitto il connazionale Munar ottenendo la sua prima vittoria nel circuito ATP diventando il primo giocatore nato dopo il 2006 a vincere un match in un Masters 1000.
Oggi contro Darderi ha centrato la prima vittoria in carriera contro un Top 20 e grazie a questo risultato, suggellato con un bel passante di rovescio lungolinea sul match point, ha raggiunto per la prima volta il terzo turno in un Masters 1000.
Luciano Darderi in azione all'Australian Open 2026 (Getty Images)
Cobolli, che ha raggiunto questa settimana il nuovo best ranking dei numero 14 ATP, ha subito la terza eliminazione all'esordio in quattro partecipazioni a Miami.
Costretto due volte a chiedere un medical time-out per problemi alla spalla destra, il romano ha chiuso il match con 8 ace a 4 e ha realizzato otto vincenti in più, 26 a 18, ma non è bastato a superare il belga Collignon, anche a causa dei quattro break complessivi subiti.
L'azzurro, protagonista del terzo trionfo consecutivo dell'Italia in Coppa Davis a Bologna, nel primo set salva complessivamente 10 palle break in tre turni di battuta consecutivi, dal terzo al settimo game, ma finisce per cedere il servizio nell'undicesimo gioco. Collignon, forzato ai vantaggi nel primo game della partita, perde solo altri sei punti al servizio nel set e alla prima occasione chiude il parziale.
Nel secondo, Cobolli si ritrova sotto 0-3 con due break da recuperare. Accorcia sull'1-3 ma nell'ultimo gioco finisce per perdere servizio e partita.
Arnaldi, arrivato negli ottavi a Miami nel 2024, resta senza senza vittorie nel 2026 nel circuito maggiore ma ha mostrato evidenti segnali di ripresa contro Shevchenko: ha vinto il 72% di punti al servizio con la prima, ma solo il 44% con la seconda, ha messo a segno 20 vincenti in più (35 a 51) ma anche commesso 16 gratuiti in più (51 a 35).
Il sanremese, che prima del match aveva pubblicato sui social incoraggianti video dei suoi allenamenti, nel primo set manca tre palle break di fila nel sesto gioco, poi nel tie-break non difende il vantaggio di 3-1 prima, di 5-4 poi. Il kazako vince gli ultimi tre punti e chiude il parziale dopo 49 minuti.
Nel secondo set Arnaldi firma il primo break della partita e sale 2-0, ma perde il servizio per due volte di fila e si ritrova sotto 2-5. Shevchenko va a servire per il match sul 5-3, Arnaldi salva un match point e piazza il contro-break. Sul 5-5 il buio cala sul Campo 4: incontro sospeso per quasi 50 minuti e concluso sul Campo 3. Alla ripresa l'azzurro annulla altri quattro match point e allunga al tie-break. Stavolta è lui a firmare la decisiva rimonta da 1-4 a 6-4, prima di chiudere 7-5 e allungare al terzo set. Ma Shevchenko inizia con due break di fila nel terzo e nel quinto gioco, vola 5-1 e non c'è più storia.
Il diritto di Matteo Arnaldi (Getty Images)