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Miami, primo squillo "1000" per Bolelli e Vavassori

Gli italiani si impongono in due set contro Heliovaara e Patten conquistando il loro primo titolo "1000" in carriera e salendo al terzo posto della Race per Torino

di | 28 marzo 2026

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (Getty Images)

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (Getty Images)

Simone Bolelli/Andrea Vavassori b. Harry Heliovaara/Henry Patten 6-4 6-2


Mentre ci si interroga affidando a nuovi e assai bizzarri format un restyling che poco ha a che vedere con il suo dna, ecco il doppio battere un colpo chiaro e forte da Miami a rivendicare per sé un'identità e un prestigio che né l'intrattenimento né la pretesa di farne uno show potranno mai colmare. Merito di Andrea Vavassori e Simone Bolelli e Harri Heliovaara e Henry Patten, finalisti in Florida e protagonisti di un match vinto in due set dagli italiani, giunti infine al loro primo successo in un evento di simile categoria. 

"Ovviamente siamo molto felici. Molto felici di aver raggiunto questo risultato - ha dichiarato Simone Bolelli a caldo dopo il match - Ci siamo davvero goduti questa settimana. Questo è un titolo che volevamo tantissimo da molto tempo. Abbiamo salvato due match point in un primo turno complicato e poi abbiamo vinto il torneo, ma penso che abbiamo giocato ogni partita sempre meglio. Oggi siamo entrati in campo con grande fiducia, abbiamo giocato un tennis molto aggressivo e ovviamente siamo molto felici del risultato".

"Li conosciamo, sono una squadra incredibile, sicuramente erano la squadra da battere quest’anno - ha riflettuto Andrea Vavassori subito dopo - Abbiamo perso contro di loro molte volte anche in partite importanti, quindi abbiamo studiato molto bene la tattica e siamo scesi in campo con un atteggiamento aggressivo. Penso che abbia funzionato, ma è stata soprattutto la nostra energia: volevamo davvero questo titolo per un motivo importante. Ce lo stiamo godendo. Quando Simone ha iniziato a giocare con me, ha detto che dovevamo vincere un Masters 1000, era l’unica cosa che gli mancava. E ce l’abbiamo fatta. Siamo davvero molto orgogliosi".

Bestie nere per definizione, capaci di imporsi in ben quattro dei loro ultimi cinque precedenti, il duo italiano è riuscito a sfatare due tabù in colpo solo grazie a un match condotto con autorità dall'inizio alla fine. Percentuali in battuta, freddezza quando chiamati a chiudere il game al deciding point, costanza in risposta e una chimica crescente che nel secondo set ha finito col fiaccare le velleità di rimonta del team finnico britannico. Se Vavassori a Indian Wells era riuscito a trovare ritmo e confidenza, una menzione particolare merita Simone Bolelli, giunto in Florida dall'Italia dove era stato trattenuto per questione familiari. 

Che il match potesse mettersi sui binari migliori lo si era intuito fin dal primo game, con il break che ha permesso a Bolelli e Vavassori di restare avanti nel punteggio e gestire con sempre maggior confidenza gli assalti lanciati dai loro avversari. Assalti che sul finire di parziale son diventati vera e propria resistenza, costringendo i nostri a sciupare ben sei occasioni di chiudere il set prima di esultare grazie a una solida prima del piemontese scappata via dalla racchetta del britannico. 

Identico il copione nel secondo set: break in avvio e italiani al timone con Heliovaara e Patten sempre più sfiduciati e frustrati, condizione emotiva riflessa da un gioco via via sempre più impreciso e arrendevole. Un sipario che nulla toglie al merito dei nostri, e che anzi ne rinforza ora la candidatura da protagonisti per lo swing sulla terra battuta. Oltreché lanciare un monito ai tanti rinnovatori che vanno innovando un format che continua a guardare al futuro restando fedele a sé stesso. 

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