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Effetto boomerang: la Torcida per Fonseca tira fuori il "lato Djokovic" di Medjedjovic

Il tifo estremo e scorretto ottiene l’effetto opposto sul bellissimo nuovo campo del Foro Italico. E alla fine il serbo, figlioccio di Nole, manda a … dormire i sostenitori brasiliani dopo un match drammatico

di | 10 maggio 2026

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Tifare è giusto e sacrosanto. E’ anche bello e umano. Sempre che rimanga contenuto e corretto. E la Torcida dei seguaci di Joao Fonseca non è propriamente così. A Roma come in tutti i tornei del mondo. Tanto da essere continuamente ripresa dall’arbitro, che comunque non riesce a contenerla nelle antipatiche intemperanze soprattutto fra la prima e la seconda di battuta dell’avversario del nuovo asso del popolo giallo-verde.

Che agli occhi dei fans è visto come un vero e proprio nemico, da abbattere a tutti i costi e quindi con tutti i mezzi. Peccato davvero, perché finché l’affetto per l’eroe si limita a cori e coretti, canti e balli, applausi e anche boati, l’atmosfera sulla nuova, fantastica, Supertennis Arena, è davvero calorosa ed entusiasmante.

Ma quando tracima, ahinoi, praticamente da subito, e diventa travolgente con l’andar del match, soprattutto nel finale thrilling, anche gli spettatori neutrali si schierano con l’avversario di Fonseca. Magari meno empatico e fotogenico del brasiliano, meno pompato dai media e sicuramente meno famoso. Ma la cosa peggiore è che questo fenomeno boomerang carica all’inverosimile la vittima sacrificale, Hamad Medjedovic.

Joao Fonseca (Foto FITP)

Joao Fonseca (Foto FITP)

NEL NOME DI NOVAK

“Hame” o “Med” come lo chiamano sul Tour non è comunque uno qualsiasi: 22 anni, ha vinto le Next Gen 2023, un anno prima proprio del tanto decantato Fonseca, che ha tre anni di meno, è molto avanti in classifica, numero 29 contro 67, ha sicuramente più tocco, varietà e potenzialità, ma comunque deve sudarsi ogni “15” contro il serbo. Molto più sgraziato, con un dritto strappato e corsa caracollante, ma potente, essenziale, e un tennis che una volta si definiva “scostumato”. E non è solo serbo, e quindi tendenzialmente, deciso e determinato, ma è il figlioccio di Novak Djokovic.

Il campione di gomma che primeggia non solo per settimane al vertice della classifica (oltre 400) e Slam vinti (24), ma anche come migliore di tutti sotto pressione. Ancor di più col tifo decisamente contro. Un ulteriore esempio, insomma, per il ragazzo di Novi Pazar, sponsorizzato agli inizi proprio da Nole, che sicuramente dopo l’impresa di sabato sera al Foro Italico - dopo la frettolosa stretta di mano a rete con Fonseca - ha spedito al suo mentore il video che ha fatto in campo coi pochi tifosi serbi alle spalle e lui che urlava a pieni polmoni la frustrazione repressa nella bolgia-tortura, con tanto di  sberleffo al pubblico scorretto. Invitandolo, polemicamente, con le due mani unite sotto il mento e la testa reclinata ad andare, serenamente, a… dormire!

Internazionali BNL d'Italia, Hamad Medjedovic (Foto FITP)

Internazionali BNL d'Italia, Hamad Medjedovic (Foto FITP)

GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Non è stato facile, per Hamad. Abbandonato dall’arbitro. Quando ha protestato, ritardando la ripresa del gioco: “Devi dire loro di stare zitti e di lasciarmi servire. Io gioco”, il giudice di sedia ha provato a calmarlo, senza troppa fortuna: “Ascolta… ci sarà rumore. Ci sarà gente che parla. Sto facendo del mio meglio per controllarli.

Continua a giocare. Devi giocare”. Con Fonseca, affatto brillante, anzi, piuttosto monocorde e con poco vigore e poche idee,  si è lamentato del comportamento di Medjedovic accusandolo di infastidirlo coi suoi lamenti ad alta voce tra un punto e l’altro. A parziale scusante dei sostenitori brasiliani, nel terzo set è successo di tutto: Medjedovic è stato avanti, ma poi è stato anche sotto 6-5, prima di raggiungere il tie-break, vincerlo, ammutolire bruscamente la Torcida e poi togliersi il fatidico sassolino dalla scarpa.

“Il pubblico mi ha aiutato molto. I suoi tifosi mi hanno aiutato molto. Penso che siano stati… preferisco non commentare la cosa, ma mi hanno aiutato tanto. Credo di essere stato, come direbbe qualcuno, “totalmente focalizzato” dopo essermi trovato sotto 6-5 nel terzo set. Sono semplicemente rimasto in silenzio, volevo dare il massimo e così è stato. Sono davvero felice di aver passato il turno”. 

Tifosi, anche italiani, anche Sinneristi, attenti all’effetto-boomerang!

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