Chiudi
Alla vigilia del big match contro Alexander Zverev, Matteo Berrettini ha raccontato il primo incontro con Thomas Enqvist, entrato a far parte stabilmente del suo team
06 marzo 2026
“Bisogna accettare le difficoltà e godersi il processo che ti porta in campo. Ho bisogno di quel tipo di paura, di quella tensione che deve esserci per rendere al meglio". Fiero e orgoglioso del suo percorso, Matteo Berrettini si prepara così al primo duello stagionale contro un Top 10: al secondo turno del Masters 1000 di Indian Wells, sfida infatti Alexander Zverev che non lo batte in una partita completa (ritiri a parte) dalla finale del Masters 1000 di Madrid del 2021: cronaca in diretta sul nostro sito a partire dalle 20.
L'ex numero 6 del mondo, primo italiano finalista a Wimbledon, ha raccontato all'ATP come ha deciso di aggiungere al suo team lo svedese Thomas Enqvist, finalista all'Australian Open nel 1999, stagione che ha chiuso raggiungendo a novembre il best ranking di numero 4 ATP.
Si sono incontrati per la prima volta alla Laver Cup del 2021, dove Enqvist era vice capitano del Team Europe. “Ricordo la sua energia - ha detto Berrettini - Quando ero da solo a Boston la prima volta che sono andato lì, il mio preparatore atletico arrivò il giorno della partita, quindi praticamente mi sono preparato con Thomas, che ama il tennis e lavorare con i giocatori. Pensai: ‘Chissà, magari in futuro potremo lavorare insieme’. E' successo, ne sono davvero felice".
In carriera Enqvist ha vinto in totale 19 titoli in singolare, compresi tre torneo che oggi chiameremmo Masters 1000: a Parigi (1996), a Stoccarda (1999) e a Cincinnati (2000), dove completò la doppietta trionfando anche in doppio. Particolarmente significativo il successo a Stoccarda: in quel torneo, infatti, riuscì a battere quattro Top 10, incluso l'allora numero 1 del mondo Andre Agassi.

Che fine hanno fatto: Thomas Enqvist
Nel corso della sua carriera, Enqvist ha chiuso quattro stagioni nella top 10 e ha vinto almeno un titolo ATP per sei anni consecutivi, nonostante due interventi chirurgici rispettivamente per rimuovere un piccolo frammento di osso dal piede destro e per un infortunio alla spalla destra.
Terminata la carriera, è stato capitano svedese di Coppa Davis dal 2010 al 2012 e come coach ha lavorato prima con lo spagnolo Fernando Verdasco, poi per qualche mese nel 2022 con il greco Stefanos Tsitsipas.