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Masters1000 Parigi, la finale sarà tra Shelton e Alcaraz

Il n.4 del mondo supera in rimonta il francese rivelazione del torneo e centra la sua sesta finale in stagione. Van Assche si consola con la sua prima semifinale giocata in carriera in un Master1000. Allo spagnolo bastano due set per imporsi su Ruud

| 07 novembre 2026

Ben Shelton (Getty)

Ben Shelton (Getty)

Era una partita che doveva prendere sul serio, Ben Shelton, questa semifinale del Masters1000 parigino, ultimo evento di una stagione che a breve lo vedrà impegnato a Torino per delle Nitto ATP Finals cui da tempo si era già qualificato. Proiettato quindi nel 2027, dove al suo box siederà il nuovo coach Juan Carlos Ferrero, lo statunitense aveva di fronte l'uomo del momento, Luca Van Assche, padrone di casa nonché rivelazione del torneo, alla sua prima semifinale in carriera in un Masters1000. Sempre sconfitto dai top10 (0-5), il francese aveva dalla sua entusiasmo e nulla da perdere nel rilanciare la sua sfida sorretto com'era da entusiasmo e fiducia.

Ed entusiasmo e fiducia son stati lui indispensabili per intestarsi una vittoria (57 63 64) che dopo un primo set condotto con autorevolezza, Shelton era riuscito a mettere in discussione pareggiando i conti al termine di un secondo set in cui, oltre al suo status, pareva aver ritrovato anche misura, concentrazione e lucidità. Tanto impeccabile il francese nel primo parziale - tanto nel gioco dal fondo quanto nella pulizia del suo gioco (8 vincenti e 7 gratuiti), altrettanto frettoloso il n.4 del mondo nell'insistere a sfidarne la tenuta e con lei un campo che se da un lato andava premiandone servizi e potenza (9 ace e 21 vincenti), dall'altro ne evidenziava l'imprecisione e la tendenza ad andar fuori giri quando incastrato sulla diagonale del rovescio e impaziente di risolvere col dritto i suoi problemi (ben 11 gratuiti per lui nel primo set).

"Luca stava giocando benissimo - dirà poi Shelton a fine match - Era costante e si muoveva molto bene e io ho iniziato a sbagliare, col dritto ho concesso molti gratuiti nel primo set e nel secondo l'obiettivo era di ridurli, provare a essere più solido e sfruttare la velocità del campo a mio favore anziché mettermici a lottare: ho trovato sempre più ritmo, ho iniziato a rispondere bene e a giocare sempre meglio col prosieguo del match".

Anziché attenderne il calo, Shelton nel secondo set ha puntato invece sul correggere i propri difetti. Maggiore tenuta nello scambio, resistenza, rinunciare in avvio a un pizzico di esplosività per insistere invece nella sua opera di erosione. E così, dopo un punto durato ben 28 colpi e con gratuiti sempre più in calo, ecco il break colto con un cross in dritto per il 4-2 subito confermato a suon di prime, preludio di una parità presto raggiunta.

E così al terzo set la curiosità era tutta rivolta su chi dei due fosse riuscito a ritrovare o a dar continuità a quella che per il match andava rivelandosi come la formula vincente per intestarselo. E proprio quando Van Assche aveva dato per primo la sensazione di riuscirci, sfruttando la prima e un passaggio a vuoto dell'americano, ecco invece il servizio abbandonarlo: dapprima con un doppio fallo con cui ha consegnato a Shelton il controbreak del 3-2 e poco dopo, nel corso di un settimo combattutissimo game, con un altro doppio fallo con cui concedere al n.4 del mondo la quarta palla game del gioco, infine trasformata. In vantaggio 5-3, rinvigorito e nuovamente in controllo delle operazioni, per Shelton chiudere il match è stata poi solo una questione di tempo. Lo stesso tempo che a Van Assche non manca di certo per proseguire nella sua crescita e confermare nel 2027 i primi squilli lanciati in un 2026 che resterà comunque da ricordare.

Carlos Alcaraz (getty)

Carlos Alcaraz (getty)

In finale affronterà Carlos Alcaraz, che ha battuto in due set Casper Ruud col punteggio di 64 64 riportando così il settimo successo contro il norvegese in otto scontri diretti. Tutto facile per il murciano, sempre in controllo del match sia dal punto di vista del gioco che della concentrazione che così tante volte in passato lo aveva tradito quando giunti all'ultimo rettilineo della stagione. Un break per set, percentuali rasenti il 90% con la prima e ben 27 vincenti per rilanciare una candidatura che va ben oltre il titolo che domani contenderà allo statunitense (3-1 i precedenti in favore del murciano) e che lo pone tra i favoriti anche per le Nitto ATP Finals. Non tutto il male vien per nuocere per lo spagnolo, fermo ai box per quattro mesi per un infortunio al polso, ma fresco e con energie a disposizione per affrontare in crescendo questi ultimi eventi: Parigi, Torino, Bologna in attesa di un 2027 in cui provare a bilanciare - come da lui auspicato - fatica e leggerezza, obblighi e relax. 

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