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Master1000 Parigi, Shelton mette fine alla rincorsa di Paul a Torino

E' del prossimo pupillo di Ferrero il derby a stelle strisce con in palio un posto in semifinale. Paul vede sfumare le sue esigue chance di qualificarsi per le Nitto AP Finals

06 novembre 2026

Ben Shelton (Getty)

Ben Shelton (Getty)

Derby americano con un altro americano spettatore interessato. E' quanto accaduto nel quarto di finale andato in scena a Parigi tra Ben Shelton e Tommy Paul, vinto in tre set dal n.4 del mondo col punteggio di 64 46 63. Un risultato che estromette definitivamente il n.14 del ranking dalla corsa a un posto per le Nitto ATP Finals vidimando invece ufficialmente il pass per Frances Tiafoe, che vivrà invece il suo esordio al Masters di fine stagione. Derby americano con un altro americano spettatore interessato. E' quanto accaduto nel quarto di finale andato in scena a Parigi tra Ben Shelton e Tommy Paul, vinto in tre set dal n.4 del mondo col punteggio di 64 46 63. Un risultato che estromette definitivamente il n.14 del ranking dalla corsa a un posto per le Nitto ATP Finals vidimando invece ufficialmente il pass per Frances Tiafoe, che vivrà invece il suo esordio al Masters di fine stagione.  

Un Shelton in palla quello ammirato nel primo set, ma ancora non sintonizzato su alti livelli sia nella battuta che nella costruzione del gioco. Paul ha opposto quel che aveva a disposizione: giocare d'anticipo, puntare il rovescio del suo rivale, badando a limare il numero dei gratuiti (6) ma incapace di affondare i colpi quando chiamato a completare il lavoro avviato da una prima che invece andava assicurandogli oltre il 90% di punti. Una sensazione che nel secondo set si è infine concretizzata con Shelton incapace di alzare i giri del suo repertorio e Paul ordinato e concentrato nel mantener fede al suo piano di gioco, ricompensato questo volta da un break in avvio mantenuto solidamente per tutto l'arco del parziale e di un vantaggio mai minacciato da alcuna palla break.Un Shelton in palla quello ammirato nel primo set, ma ancora non sintonizzato su alti livelli sia nella battuta che nella costruzione del gioco. Paul ha opposto quel che aveva a disposizione: giocare d'anticipo, puntare il rovescio del suo rivale, badando a limare il numero dei gratuiti (6) ma incapace di affondare i colpi quando chiamato a completare il lavoro avviato da una prima che invece andava assicurandogli oltre il 90% di punti. Una sensazione che nel secondo set si è infine concretizzata con Shelton incapace di alzare i giri del suo repertorio e Paul ordinato e concentrato nel mantener fede al suo piano di gioco, ricompensato questo volta da un break in avvio mantenuto solidamente per tutto l'arco del parziale e di un vantaggio mai minacciato da alcuna palla break.

Spettava quindi a Shelton l'onere di intestarsi il match e di riversare in campo quella differenza che status e potenziale imponevano lui. Una missione che, ancor prima che compiuta, era stata annunciata da una prima palla break annullata da Paul in avvio, poi rinforzata da statistiche questa volta in linea con quelle registrate da Shelton nel corso del torneo (quasi il 90% di punti con la prima e il 55% di punti in risposta sulla seconda) e aiutata da un calo del suo rivale, arrivata scarico sulla linea del traguardo dopo una settimana giocata di rincorsa e con un solo risultato a sua disposizione per alimentare il sogno di approdare a Torino. Per Ferrero il lavoro si annuncia intrigante, e ulteriori indicazioni arriveranno da un Master di fine stagione che giocato su campi veloci come quelli approntati a Parigi si direbbero congeniali per il gioco del suo nuovo pupillo. A Paul non resta che il rammarico. A Tiafoe non resta invece che ringraziare.

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