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Masters1000 Parigi, per Djokovic si chiude la rincorsa alle Nitto ATP Finals

Il serbo cede in tre set all'australiano Hijikata - giocatore dal ranking più basso (n.83) ad averlo battuto quest'anno - e vede così sfumare le sue chances di approdare al Master di fine stagione

| 04 novembre 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

Altra giornata laboriosa in ufficio per Novak Djokovic conclusasi nel peggiore dei modi e con una sconfitta che lo estromette definitivamente dalla rincorsa a un posto per le Nitto ATP Finals. Battuto un tre set dall'australiano Rinky Hijikata col punteggio di 26 63 63, per il serbo la beffa è di quelle davvero pesanti da digerire. Perché arriva in una giornata in cui la Race si era aperta in virtù delle sconfitte maturate ieri da Rafa Jodar e Frances Tiafoe e, soprattutto, quella di Alex De Minaur per mano dell'argentino T.M. Etcheverry che in caso di successo sarebbe stato il suo prossimo rivale agli ottavi. 

Dopo le fatiche contro Vacherot, il match contro Hijikata si annunciava come quello ideale per il serbo per continuare ad alimentare la sua condizione senza stressare ulteriormente il suo fisico. Il break colto nel primo game cui sono seguite altre due palle break costruite e mancate nel terzo, sono state il biglietto da visita con cui Djokovic si è presentato in campo: deciso a non perdere tempo, e intenzionato a sciorinare una prestazione di alto livello e priva di fronzoli contro un rivale che mai in carriera lo aveva infastidito. La spalla ha risposto bene, dalla prima Nole ha ricavato quasi il 90% di punti nel corso di un primo set in cui ha furoreggiato in risposta, chiudendolo in poco più di trenta minuti senza mai togliere il piede dalla gola del suo rivale.

Tornato subito a bussare alla porta di Hijikata in avvio di secondo set, Djokovic ha provato a forzare un break con cui mettere in discesa il match incontrando però un rivale ripresosi dallo shock iniziale e per nulla disposto a cedergli strada. E così al serbo non è rimasto altro che attendere e selezionare bene il momento in cui sferrare il suo attacco, scenario individuato nel corso di un delicatissimo quinto game infine vinto dall'australiano, ormai ben dentro il match e scevro da qualsiasi condizionamento psicologico. Intraprendente e volitivo, autore di ben 20 vincenti nel parziale, Hijikata ha trovato infine soddisfazione centrando lui il break decisivo nell'ottavo game, subito consolidato, e riportando il match in parità.

Compreso che la vittoria non sarebbe arrivata se non al prezzo di uno sforzo notevole, Djokovic nel terzo set si è trovato nella delicata posizione di provare a dar fondo al suo serbatoio senza però riuscire né ad alzare in maniera adeguata il suo gioco e incontrando per contro un rivale pimpante, battagliero e dai nervi ben saldi. Variazioni e servizio hanno aiutato Nole a galleggiare senza alzare troppo i giri del suo motore fruttandogli ben tre palle break nel quarto game, tutte rispedite al mittente: uno scenario che ha lasciato in eredità al serbo quella frustrazione che, unita alla sempre più incombente stanchezza, ha finito col costargli il servizio al termine di un settimo game spettacolare deciso da un prolungato scambio fatto di lob, rincorse, volé e chiuso da un gratuito millimetrico dell'ex numero uno del mondo. 

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