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Madrid, Musetti: "Altura, ricordi e fiducia: non vedo l'ora di iniziare"

L'italiano, che l'anno scorso riuscì a spingersi fino alla semifinale, è sbarcato a Madrid e non nasconde il suo ottimismo: "Mi sono allenato bene, so che i risultati prima o poi arriveranno"

22 aprile 2026

Lorenzo Musetti (Getty)

Lorenzo Musetti (Getty)

Sono solo 14 le partite disputate nel 2026 da Lorenzo Musetti. Dopo il ritiro ai quarti degli Australian Open contro Novak Djokovic, il toscano oggi n.9 del mondo ha dovuto fermarsi ai box per un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi due mesi. Inevitabile, quindi, che al rientro in campo a Indian Wells la condizione fosse ancora precaria. A beneficiarne fu Marton Fucsovics, vincitore contro di lui in due set al primo turno mentre a Monte-Carlo a sfruttare il momento fu il padrone di casa Valentin Vacherot, qualificatosi al termine di un match combattuto vinto anch'esso in due set. A Barcellona però la musica ha iniziato a cambiare, e a rendersene conto è stato proprio Musetti che così ha descritto la sua corsa in Catalogna conclusasi al terzo turno per mano del futuro campione del torneo, Arthur Fils: "Quella di Barcellona è stata una buona settimana - ha esordito l'azzurro parlando con l'ATP - Sicuramente c'è tanto da fare e su cui lavorare ma la cosa buona è stata riuscire a giocare tre partite di livello che mi mancavano da un po' di tempo e che mi fanno arrivare qui con un po' più di fiducia sia nel fisico che nella testa. Sono contento di giocare a Madrid dove l'anno scorso andò benissimo, è sempre stato un torneo affascinante ricco di gente appassionata e non vedo l'ora di iniziare a giocare".

Gli infortuni hanno insegnato a Musetti che la fretta in questi casi è sempre cattiva consigliera, e che ritrovare il proprio tennis e il proprio livello è sempre e solo una questione di costanza e pazienza. "Non ho giocato partite per più di due mesi e a Monte-Carlo è stata dura rientrare senza nessuna partita sulla terra - ha riflettuto ancora il top10 italiano - Ho avuto bisogno di adattarmi sia nel fisico che nella testa nell'accettare alcuni momenti della partita e che sarebbe stato difficile". Ma, ed è questo l'insegnamento che Musetti ha condiviso e che induce oggi a un maggiore ottimismo, "mi sono allenato molto bene e questa è la cosa più importante perché so che a un certo punto i risultati arriveranno".

Magari proprio a Madrid, prima tappa di un trittico che passando da Roma lo porterà a Parigi. Due tornei che l'anno scorso lo videro uscire di scena in semifinale sempre per mano di Carlos Alcaraz: "A Madrid sappiamo che le condizioni sono diverse, lo si avverte fin dal primo allenamento che la palla esce dalla racchetta più veloce. Occorrerà prendere degli accorgimenti perché anche i rimbalzi sono molto alti, ma è una situazione che viviamo ogni settimana: ci sono sempre nuove condizioni e dobbiamo farci trovare pronti". 

E così pare Musetti, atteso da un esordio contro uno tra il temibile polacco Hubert Hurkacz o il portoghese Faria: "Ci sono aspetti positivi e negativi nel giocare in altura: ad esempio quando devo rispondere a dei servizi molto potenti sul mio rovescio, non è facile trovare ritmo e forza, ma per il resto vedo solo aspetti positivi".  

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