Chiudi
La storia del numero 4 d'Italia che ha raggiunto agli Internazionali BNL d'Italia la sua prima semifinale in un Masters 1000
di Alessandro Mastroluca | 14 maggio 2026
Luciano Darderi ha fatto emozionare e gioire tutta l'Italia del tennis nella notte di Roma in cui ha sfiancato Rafael Jodar e ha conquistato la sua prima semifinale in un Masters 1000, agli Internazionali BNL d'Italia.
Nato in Argentina a Villa Gesell, circa 100 chilometri a sud di Mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires, ha iniziato a giocare con papà Gino, tra i migliori argentini alla fine degli anni ’80, sui campi del Club Harrods Gath & Chaves. “Ho iniziato a giocare in Argentina e col tennis è stato amore a prima vista. Fino all’età di 10 anni sono rimasto in Sud America, poi abbiamo deciso di venire in Italia. Ho capito subito cosa volesse dire allenarsi e dare sempre il massimo, oltre il risultato. Il tennis è una cosa che mi esplode dentro e che vorrei non lasciare mai” raccontava qualche tempo fa Luciano, che condivide la passione per questo sport con il fratello minore Vito Antonio, numero 193 nel ranking junior ITF.
A livello juniores Darderi esplode definitivamente all’alba del 2020, prima che il mondo intero si fermi, quando vince i tornei junior di Grado 1 di Cuenca, Lambare e Porto Alegre. E' l'anno del COVID, che si chiude comunque per Darderi con un appuntamento da festeggiare: viene selezionato come sparring partner per l’ultima edizione londinese delle Nitto ATP Finals. Si allena con Stefanos Tsitsipas, Matteo Berrettini, Diego Schwartzman e Novak Djokovic.
Nel 2021, dopo un naturale periodo di assestamento, la grinta di Luciano inizia a venir fuori. Conquista due titoli ITF in tornei da 15 mila dollari e a fine stagione, al sesto torneo Challenger in carriera, a Sao Paulo, centra la prima finale in questo circuito. Partito dalle qualificazioni, Luciano si presenta all’ultimo atto senza lasciare alcun set per strada, prima di cedere alla maggior esperienza dell’argentino Juan Pablo Ficovich.
Nel 2022 si dedica quasi esclusivamente ai tornei Challenger con buoni risultati anche in doppio: finale a Las Palmas in coppia con Matteo Arnaldi e a Tigre II assieme a Juan Bautista Torres. Poi tre titoli tra maggio e giugno: a Vicenza gioca con Francisco Comesaña, a Parma e Milano con Fernando Romboli. In singolare ottiene la prima vittoria in carriera contro un Top 100, il ceco Jiri Lehecka, battuto al Challenger di Iasi. A fine torneo entra nella top 200.
Darderi sviluppa un tennis da specialista della terra battuta, con aperture ampie e colpi molto carichi di top-spin. Nel 2023 a Cordoba, all'Estadio Mario Kempes, intitolato al centravanti della nazionale di calcio campione del mondo in casa nel 1978, vince la sua prima partita ATP. A livello Challenger vince 42 partite: in quella stagione solo gli argentini Francisco Comesana e Facundo Diaz Acosta fanno meglio. Si impone a Todi e a Lima, in Perù, dove batte due futuri Top 30, Alejandro Tabilo e Mariano Navone. Sul rosso, nel 2023, gioca 28 tornei su 31. Le uniche eccezioni sono state riservate agli Australian Open di Melbourne, al 500 di Acapulco e all'erba del Tempio di Wimbledon: tornei in cui ha vinto tre partite su sette.
Un anno dopo, proprio a Cordoba, vince il primo titolo ATP. Nei quarti supera l'austriaco Sebastian Ofner (primo successo su un Top 50) e due giocatori di casa negli ultimi due turni: Sebastian Baez in semifinale e Facundo Bagnis in finale. Un giorno prima del suo 22mo compleanno, diventa il 48mo italiano in Top 100 nel ranking ATP nell'era Open e il 22mo più giovane.
Remember the name: @lucianodarderi_#CordobaOpen pic.twitter.com/WcKPbjONBA
— Tennis TV (@TennisTV) February 11, 2024
Lorem ipsum
Pochi mesi dopo, a Madrid, supera per la prima volta un turno in un Masters 1000, battendo il francese Gael Monfils. Vince il Challenger di Perugia e chiude la stagione da numero 42.
Il 2025 è l'anno dell'ascesa: trionfa a Marrakech, in finale su Tallon Griekspoor; a Bastad, battendo un altro olandese, De Jong; e a Umag, contro lo spagnolo Carlos Taberner. Si aggiudica anche il successivo torneo di Umago battendo in finale Taberner. E' il terzo giocatore italiano a conquistare tre titoli sulla terra rossa nella stessa stagione, dopo Paolo Bertolucci (1977) e Matteo Berrettini (2024). Ma a sorpresa i primi risultati di rilievo negli Slam non li raggiunge sulla sua superficie migliore. Si spinge infatti per la prima volta al terzo turno in un major prima a Wimbledon, poi allo US Open.
A fine 2025 introduce nel suo team Guillermo Perez Roldan. "Stiamo cercando di essere più aggressivi nei momenti importanti, di servire molto bene, meglio che sulla terra battuta - ha detto -. Penso che la chiave sia sempre giocare in modo più offensivo e più deciso, perché ho giocato tantissimo sulla terra. Ma ora, giocando sul cemento, sto prendendo fiducia e credo di avere un buon diritto e un buon servizio per giocare su questa superficie" ha spiegato a SuperTennis all'Australian, lo Slam finora migliore della sua carriera. A Melbourne ha battuto l'amico Cristian Garin, contro Sebastian Baez e Karen Khachanov, due volte semifinalista Slam, a cui ha rifilato 17 ace, a conferma della sua evoluzione tattica. Tredicesimo italiano negli ottavi all'Australian Open in singolare maschile, si è fermato contro Jannik Sinner.
La terra battuta rimane comunque casa sua. In Sudamerica raggiunge la finale a Buenos Aires e vince il titolo a Santiago: in quel momento supera anche Carlos Alcaraz per numero di titoli vinti sul rosso da inizio 2024. Entra in Top 20 e contribuisce al traguardo senza precedenti per l'Italia che riesce per la prima volta a portare quattro giocatori tra i primi venti del mondo. Si dà un obiettivo chiaro: "Vorrei riuscire a entrare in Top 10 entro la fine dell’anno". La semifinale agli Internazionali BNL d'Italia può avvicinarlo all'obiettivo. E' già virtualmente numero 16, il suo best ranking.