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Guarda l'intervista all'attore che ha interpretato il commissario Montalbano in tv
15 maggio 2026
"Quello con il tennis è un amore tardivo" ha raccontato a SuperTennis Luca Zingaretti.
Come tutti i tifosi italiani, anche Zingaretti è rimasto colpito da Jannik Sinner. "Due anni fa ho avuto la fortuna di parlarci da solo 40 minuti per un caso fortuito e rimasi colpito, tant'è vero che ho pensato per un attimo che si trattasse di un sosia, perché è un ragazzo di una semplicità disarmante" ha detto.
Da frequentatore costante del Foro Italico, conclude, "un po' mi ingelosisco quando lo vedo così pieno di gente anche quando le partite sono diminuite. Poi vedere tutte le scolaresche che la mattina vengono a vedere i campioni che si allenano, insomma mi sembra che ci sia un bel movimento tennistico in Italia che poi è quello che governato dalla Federazione ha portato l'Italia ad avere un plotone di giocatori ai primi posti mondiali nelle classifiche ATP e WTA.
Ex calciatore, arrivato a 17 anni nel Rimini prima di scegliere l'Accademia nazionale d'arte drammatica, Zingaretti ha vissuto una fase di intensa pratica tennistica "dai 30 ai 35 anni. ero come Verdone, che cercavo la gente per giocare - ha detto - Poi così come mi era venuta, dopo tre anni mi è sparita e ho ricominciato nel 2018 anche perché c'era un mio amico che giocava proprio qui al Foro Italico. Ho ricominciato e adesso è diventata quasi una febbre, più che una passione è un vizio" ha spiegato l'attore, particolarmente noto al grande pubblico per aver interpretato il commissario Montalbano.
In campo, racconta, "prediligo il gioco d'attacco ma sono molto falloso. Mi diverto. Questo, come hanno scritto prima di me fior di scrittori e giornalisti, è uno sport del diavolo, ha una tale quantità di variabili in gioco che è un po' come gli scacchi. E queste variabili devono combinarsi in modo da poter giocare, da poter fare un bel colpo o vincere una partita".