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Ecco gli aspetti chiave nella vittoria di Musetti sul tedesco, neo numero 1 del mondo, a Parigi. Proviamo a capire, dati alla mano, cosa potremmo aspettarci dalla sfida contro Van Assche anche alla luce del recente confronto a Lione
Alessandro Mastroluca | 05 novembre 2026
L'aria di Francia deve far particolarmente bene a Lorenzo Musetti. Dopo il terzo titolo ATP, il primo in quattro anni, a Lione, il carrarino ha fatto brillare l'azzurro alla Défense Arena. Ma altro che difesa, il suo tennis è offensivo quanto vario, velocità di pensiero e azione.
Partiamo dal servizio, uno dei punti forti della sua recente serie di vittorie indoor, culminata con il secondo successo in carriera contro un numero 1 del mondo, quell'Alexander Zverev battuto al termine della prima partita giocata dopo essere arrivato in vetta alla classifica. A Parigi, secondo l'algoritmo Tennis Viz che analizza i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations e per ogni colpo, in ciascuna partita assegna un "voto" da 1 a 10 in base alla sua qualità (attraverso profondità, ampiezza, impatto sul gioco dell'avversario), il servizio di Musetti ha meritato una valutazione di 9,1 contro Hurkacz e di 8,7 contro Zverev.
Contro il numero 1 ATP, ha vinto il 71% di punti quando ha messo in campo la prima. E' stato praticamente perfetto quando ha servito la prima a uscire. Notevole anche la qualità raggiunta quando ha servito contro il rovescio di Zverev, uno dei migliori del circuito: peraltro ha sempre ottenuto il punto quando ha servito al centro da destra.
La prima di servizio di Musetti contro Zverev a Parigi (Elaborazione Tennis Viz, dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations)
Particolarmente significativo il rendimento in risposta. E' rilevante quanto emerge se si tiene conto della qualità media del colpo in relazione alla posizione nella quale colpisce la palla. Contro Zverev, Musetti ha mostrato una familiare tendenza a posizionarsi più largo e più vicino alla riga di fondo da destra. Peraltro proprio nell'occasione in cui ha colpito più vicino alla riga e più lontano dal centro ha stampato la risposta vincente lungolinea che ha di fatto deciso il tie-break e indirizzato la partita. Da sinistra ha alternato, un po' più rispetto a precedenti sfide sul duro, la copertura dell'angolo sinistro con una posizione di attesa più centrale. Ma la vera differenza la fa l'8 pieno che si guadagna in termini di qualità media delle risposte giocate oltre due metri dietro la riga di fondo contro la prima di Zverev.
Un fattore importante, come nella finale contro Fritz a Lione (9) per un giocatore come Musetti, che non sempre riesce ad essere così incisivo in risposta e a prendere campo velocemente. Ma quando ci riesce, è in grado di impensierire ogni avversario.
La qualità della risposta di Musetti contro Zverev a Parigi (Elaborazione Tennis Viz, dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations)
Nelle due sfide giocate finora a Parigi, Musetti ha messo in mostra il suo tennis migliore, eseguito in velocità e senza tentennamenti. Lucida la sua analisi dopo la vittoria contro Zverev. "Sto usando più del solito lo slice, in particolare con il rovescio. La palla qui resta bassa e per chi se la vede arrivare non è facile andarci sotto con la racchetta e controllare il colpo. Quando funziona, poi, ho la possibilità di controllare lo scambio con il diritto" ha detto.
In effetti ha giocato solo poco più di un rovescio su tre in top-spin (35%), gli altri tutti con qualche forma di taglio. La metà li ha giocati in diagonale, ma è particolarmente interessante l'efficacia, dimostrata dalla concentrazione di pallini gialli (punto vinto) e verdi (colpo vincente) in occasione dei lungolinea. Si spiega anche così la valutazione di 8.6, con un determinante margine rispetto al 7.2 raggiunto da Zverev, che ha fatto sempre più fatica a rialzare le palle basse e velenose dell'azzurro.
Con il rovescio, Musetti ha creato le condizioni per poi affondare con il diritto, che ha giocato in un punto su quattro dal centro e una volta su quattro con i piedi ben dentro il campo. Se l'azzurro ha vinto complessivamente otto punti in più negli scambi da fondo, il merito è anche di questo mix di raffinatezza e pesantezza di palla.
Musetti affronterà il francese Luca Van Assche, che ha già sconfitto a Lione. Il francese, di madre bergamasca e padre belga, studente di matematica all'Université Paris-Dauphine, ha eliminato Learner Tien in una sfida tra pensatori del tennis. Contro lo statunitense, il francese ha fatto ricorso a strategie pazienti più che alla profondità, come emerge dal grafico che racchiude il piazzamento dei suoi colpi
Da dove Musetti ha colpito di diritto contro Zverev a Parigi (Elaborazione Tennis Viz, dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations)
Nella recente sfida di Lione, Musetti ha ricavato una buona percentuale di punti quando ha servito contro il diritto del francese. In risposta ha mantenuto la sua abituale posizione più distante dalla riga, con qualche eccezione contro i servizi a uscire da destra, ma in quell'occasione la qualità dei colpi giocati da più lontano ha raggiunto un voto medio di 7.4, secondo lo stesso algoritmo già citato.
Tanti i punti persi, in quell'occasione, quando la risposta si è rivelata corta e centrale (evidenziati dai pallini rossi nella grafica). Dunque sarà tanto più importante il livello di energia e dinamismo, come contro Zverev e Hurkacz. Certo, il francese ha un tennis decisamente diverso, non potente, più geometrico.
La direzione delle risposte di Musetti contro Van Assche a Lione (Elaborazione Tennis Viz, dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations
Ma è chiaro che la sfida territoriale sarà determinante. Nel confronto diretto a Lione, Musetti ha vinto i due set in cui ha giocato una percentuale più alta di colpi con i piedi dentro il campo. Se lascerà a Van Assche troppa libertà di manovrare e di allargare il campo, potrebbe non essere così scontato passare dalla difesa al contrattacco. Al contrario, controllando lo spazio, Musetti può dettare il tempo della sua partita. E al suo ritmo, suonare una musica di vittoria.