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Dopo 8 anni di collaborazione con Navratil, il ceco (oggi numero 12 ATP) ha scelto l'ex allenatore di Auger-Aliassime, che crede molto nella nuova sfida: "Ha i margini per entrare nella Top 10, deve lavorare sulla costanza", ha detto a L'Équipe
di Samuele Diodato | 28 luglio 2026
In questa settimana che dà inizio allo swing americano, che culminerà con lo US Open (in onda gratis e in chiaro su SuperTennis) una delle notizie più curiose riguarda un cambio in panchina. Un po’ a sorpresa, il numero 12 al mondo Jiri Lehecka ha scelto il suo nuovo allenatore, e si tratta di un volto noto: quel Frederic Fontang che dopo Wimbledon aveva deciso – di comune accordo – di interrompere la decennale collaborazione con Felix Auger-Aliassime, attualmente numero 4.
Ad annunciare il nuovo inizio è stato lo stesso Lehecka sui propri profili social. Una ripartenza immediata, visto che i due si trovano insieme in quel di Los Cabos, dove il ceco giocherà come testa di serie numero dell’ATP 250 in programma (e nel main draw c’è anche Luciano Darderi.
Frederic Fontang, il nuovo coach di Jiri Lehecka (Getty Images)
Della nuova partnership, però, ne ha parlato soprattutto Fontang (56 anni) in un’intervista rilasciata a L’Équipe: “Il tempismo è incredibile: Jiri si è separato dal suo allenatore (Michal Navratil, che lo aveva allenato per otto anni) subito dopo Wimbledon, proprio come ho fatto io con Felix – ha raccontato -. Avevo l'energia, la salute e la benedizione della famiglia per continuare a fare ciò che amo e per far parte di un progetto con un buon potenziale per entrare nella Top 10, un giocatore con margini di miglioramento”.
“È un giocatore al quale so cosa posso dare, e credo di avere gli strumenti per farlo. Ho visto il suo potenziale di crescita e ha una forte etica del lavoro”. Quest’anno, Lehecka ha raggiunto la sua prima finale in un Masters 1000 in quel di Miami (perdendo da Jannik Sinner) e ha migliorato il suo best ranking (proprio come numero 12) a maggio.
Però, “gli manca costanza”, ha sottolineato Fontang. “Deve essere in grado di superare i momenti difficili durante la stagione. Per il resto, è un giocatore offensivo, esplosivo, efficace al servizio e col colpo successivo, ben equilibrato, veloce e mobile. Ma penso che possa migliorare nei suoi punti di forza. Non ho notato particolari punti deboli”.
Il coach francese ha ovviamente avuto anche parole al miele per Auger-Aliassime, allenatosi con lui sin da quando aveva 16 anni. “Sono stati 10 anni magnifici e non ho rimpianti, ci siamo lasciati in ottimi rapporti anche con la famiglia. Già un anno fa avevamo detto che ci saremmo separati se non fossero arrivati i risultati sperati”, ha spiegato.
“Poi è cresciuto ancora e abbiamo continuato, ma credo che la sconfitta ai quarti di finale del Roland Garros (contro Flavio Cobolli) possa essere stata la scintilla definitiva. Ha provato grande frustrazione perché c’era un tabellone apertissimo, con la possibilità di andare anche in finale. Ma lui”, ha concluso, “sarà in grado di fare il passo successivo”.