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Learner Tien analizza il valore dell'intelligenza tennistica e spiega il suo approccio al gioco dopo il successo su Ben Shelton a Indian Wells
di Alessandro Mastroluca | 09 marzo 2026
Learner Tien continua a stupire. Il ventenne, campione in carica alle Next Gen ATP Finals, ha sorpreso il numero 8 del mondo Ben Shelton 76(3) 46 63 e per la prima volta ha raggiunto gli ottavi al BNP Paribas Open, il Masters 1000 di Indian Wells. Tien ha messo a segno quasi il doppio degli ace del più potente connazionale (15 contro 8), che però ha risentito degli effetti della malattia che lo aveva condizionato già nella vittoria all'esordio contro Reilly Opelka.
"L'intelligenza tennistica è una parte importante del mio gioco. Se dovessi definirla, direi che è un mix di problem solving e capacità di adattamento, che sono entrambe componenti fondamentali del tennis. Ognuno dei due giocatori in campo nel match ha un proprio stile, un suo piano partita. Ma dal primo punto, in pratica, ti adatti a quello che l’altro ti propone" ha detto dopo la partita Tien, che affronterà lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina per un potenziale quarto di finale contro Jannik Sinner.
In ogni sua partita, ha sottolineato, "non penso alla classifica o ai precedenti. Cerco solo di gestire il match e, che io sia favorito oppure no, cerco solo di competere il più duramente possibile. Provo ad affrontare ogni punto come se avesse lo stesso valore. A volte questo mi aiuta a togliere un po’ di tensione, però è impossibile dire che alcuni momenti della partita non sembrino più importanti di altri".
Learner Tien in azione (Getty Images)
Anche il suo allenatore Michael Chang ha sottolineato queste particolari qualità di Tien, capace in campo di fare pienamente onore al suo nome di battesimo, Learner, che vuol dire appunto "colui che impara".
"Learner ensa molto più della maggior parte dei giocatori in campo. È un grande combattente, cosa che la gente non vede finché non si trova davvero a giocare contro di lui", ha raccontato all'ATP Chang, che ha iniziato a lavorare con lui lo scorso luglio.
C'è un'evidente affinità tra l'ex numero 2 del mondo, che nel 1989 al Roland Garros diventò il più giovane vincitore di uno Slam in singolare maschile a 17 anni, e il mancino USA. "Anche io penso molto in campo. Mi piace cercare di capire come vincere le partite e come migliorare - ha detto - Per un allenatore, la combinazione di queste cose è molto divertente. Che io sia in campo con Learner o con i miei figli… è bello poter aiutare le persone a migliorare e vedere un sorriso sul loro volto. Tien poi ogni volta che va a un torneo è entusiasta di giocare. Non mi è ancora capitata una settimana in cui abbia voluto prendersi una pausa: ha sempre fame".
Da quando i due hanno iniziato a lavorare insieme, Tien ha conquistato il suo primo titolo ATP a Metz e ha sollevato il trofeo delle Next Gen ATP Finals. "È speciale quando hai quel tipo di passione, perché non so se tutti ce l’abbiano - ha concluso Chang - Il suo desiderio di competere contro i migliori giocatori del mondo non potrà che portarlo verso altri successi".