La polemica scatenata da Brad Gilbert riguarda il posizionamento delle teste di serie. Meglio il sorteggio o il posizionamento automatico e fisso? Da Lewis Carroll al sorteggio ideato dal Wct.
di Luca Marianantoni | 29 novembre 2025
Una volta è il montepremi, un'altra volta è la durata degli incontri. Questa volta la polemica scatenata da Brad Gilbert - il re del "vincere sporco" - riguarda il posizionamento delle teste di serie nei tabelloni dei tornei. L'ex tennista e coach americano sostiene che, a livello di quarti di finale, non è giusto che la testa di serie numero 1 sia accoppiata alla 5 o alla 6, ma alla 8, ripristinando il concetto primordiale che sta alla base dell'invenzione delle teste di serie.
Facciamo un passo indietro di quasi un secolo. Il sistema delle teste di serie è stato introdotto a Wimbledon nel 1927 e poco dopo in tutti i tornei più importanti. Il primo suggerimento di cui si abbia traccia, per trovare un sistema che evitasse ai giocatori più forti di incontrarsi nei primi turni, si trova in uno studio di Lewis Carroll, l'autore di Alice nel Paese delle Meraviglie. Carroll, che era anche un grande matematico, ebbe l'intuizione che se in un torneo ci fossero stati i sorteggi integrali di tutti i giocatori, la finale tra i migliori si sarebbe potuta verificare solo saltuariamente.
I tennisti più forti del lotto dei partecipanti, chiamati appunti teste di serie, dovevano essere collocati in determinate posizioni del tabellone in modo, in linea puramente teorica, che i primi due si incontrassero soltanto in finale, i primi quattro in semifinale, i primi otto nei quarti, i primi sedici negli ottavi e, per i tabelloni che lo consentono, i primi trentadue al terzo turno.
Per tantissimo tempo gli accoppiamenti teorici delle teste di serie nelle fasi avanzate dei tornei erano bloccati: il numero 1 doveva incontrare il 16, la numero 2 il 15, il numero 3 il 14 e così via. Poi nei quarti il numero 1 contro il numero 8, il numero 2 contro il numero 7, il numero 3 contro il numero 6 e il numero 4 contro il numero 5. La somma dei numeri delle teste di serie doveva dare 17 agli ottavi e 9 ai quarti. Così proseguendo in semifinale la 1 contro la 4 e la 2 contro la 3. Ed è stato così agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros da sempre fino all'inizio degli anni 70.
Poi dal 1971, nel circuito Wct, la svolta e dal 1973 in tutti gli altri tornei. Per evitare che una stessa situazione di classifica e uno stesso campo di partecipanti producessero sempre gli stessi accoppiamenti, si è deciso di sorteggiare il posizionamento delle teste di serie numero 3 e 4, così come quelle dalla 5 alla 8, dalla 9 alla 12 e dalla 13 alla 16.
Così in semifinale la testa di serie numero 1 ha il 50% di possibilità di incontrare la 3 e il 50% di incontrare la quattro, così come ai quarti di finale può trovare la 5, la 6, la 7 o la 8.
Oggi però con la classifica del computer che cambia ogni settimana e soprattutto con le frequenti variazioni nel campo di partecipazione ai vari tornei, il problema pare anche non essere così rilevante e solo Brad Gilbert si preoccupa di tornare al vecchio sistema che però dava maggiori vantaggi ai giocatori meglio classificati. Essere numero 5 o 6 o 8 è la stessa cosa, ma forse in passato non è sempre stato così.
Infatti prendiamo ad esempio Novak Djokovic. Il serbo è stato ininterrottamente numero 3 del mondo dal 14 agosto 2007 al 4 maggio 2009 e questo, con il vecchio sistema, avrebbe significato due cose: dall'agosto del 2007 all'agosto del 2008 Nole avrebbe giocato in linea teorica tutte le semifinali contro Nadal, poi dall'agosto 2009 al maggio 2009 tutte le semifinali contro Federer.
Mats Wilander per tutto il 1984 fino al luglio del 1985 è stato numero 4 del mondo e quindi avrebbe giocato in semifinale sempre con John McEnroe, poi è diventato 3 e avrebbe giocato ancora all'infinito contro McEnroe perché lo statunitense era stato scalzato da Lendl e retrocesso a numero 2 del mondo.
Infine John McEnroe. Per tutto il 1979 fu numero 3 del mondo e questo vuol dire che avrebbe sempre affrontato Connors in semifinale e Borg soltanto in finale.
Oggi con Sinner e Alcaraz dominatori assoluti, ha poca rilevanza essere il numero 5 del mondo piuttosto che il numero 8. Per Sinner giocare con Auger-Aliassime piuttosto che De Minaur fa lo stesso effetto, ma magari in passato non era così. Una mina vagante del passato, come Robin Soderling che ha trascorso gran parte del 2010 e 2011 da numero 5 del mondo, magari poteva essere l'incubo fisso del numero 4 del mondo e di conseguenza del numero 1.