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Kouamé, 1ª vittoria in un 1000 a 17 anni: è il 7° più giovane di sempre

A 17 anni e 13 giorni, la wild card francese (n.385 ATP) ha vinto il suo primo match nel Miami Open dopo due ore 17 minuti contro Svajda, mostrando una maturità sorprendente: "Sogno di diventare n.1 e vincere Slam", aveva detto prima del torneo. Al secondo turno sfiderà il n.21 del seeding Lehecka

di | 19 marzo 2026

Moise Kouame (Getty Images)

Moise Kouame (Getty Images)

A 17 anni e 13 giorni, il francese Moise Kouamé è il settimo giocatore più giovane di sempre a vincere un match in un Masters 1000. Al Miami Open, in tabellone grazie ad una wild card, il n.385 del mondo ha sconfitto col punteggio di 57 64 64 il qualificato statunitense Zachary Svajda (n.96).

L’ultimo giocatore così giovane a vincere un match a questo livello era stato Rafael Nadal ad Amburgo nel 2003, mentre il più giovane di sempre è stato proprio colui che ora è nello staff di Kouamé, il connazionale ex n.7 ATP Richard Gasquet, che a Monte-Carlo, nel 2002, ottenne la sua prima vittoria a 15 anni. Nessuno, però, aveva vinto un match così presto a Miami.

Con questo successo, inoltre, il tennista di Sarcelles è il primo del suo anno di nascita a vincere un match in assoluto nel circuito maggiore. Superando, tra le altre cose, anche la tensione ed i crampi, ed uscendo dal campo reggendosi a stento in piedi dopo 2 ore e 17 minuti di battaglia. Gli organizzatori avevano predisposto anche una sedia a rotelle, per aiutarlo a fine partita, ma alla fine ha preferito uscire autonomamente, spinto forse anche dalla grande adrenalina.

Al secondo turno, ora lo attende la testa di serie n.21 del seeding, il ceco Jiri Lehecka. “Giocare a Miami sarà incredibile, nessun posto è come Miami”, aveva detto all’ATP alla vigilia del torneo, ed è molto facile ora credere che di quel posto e di questa giornata se ne ricorderà a lungo.

Non era il suo esordio, però, a livello ATP. Poche settimane fa, a Montpellier, si era infatti regalato la prima partita (persa poi dall’americano Aleksandar Kovacevic) passando dalle qualificazioni. E come allora, quando fu costretto ad annullare anche un match point nella prima partita, oggi ha mostrato la sua tenacia, specialmente nel terzo set.

Ha resistito, quasi claudicante, piegandosi spesso sulle gambe nei momenti di pausa. E ha portato a casa la partita sfruttando le incertezze dell’avversario, che secondo il perfomance rating gli è anche stato leggermente superiore (7.0 rispetto al 6.9 di Kouamé). Dopo aver vinto il primo set, infatti, Svajda ha avuto anche tre palle break consecutive sul 4-3 del secondo.

Il giovane classe 2009 Moise Kouame (Foto X @openoccitanie)

Il giovane classe 2009 Moise Kouame (Foto X @openoccitanie)

Non solo Kouamé si è salvato, ma ha vinto cinque giochi consecutivi fino al 2-0 del terzo. Un divario poi conservato fino alla fine, cancellando altre quattro palle break prima di salire sul momentaneo 4-2. Dando ulteriore prova della sua sorprendente capacità di gestione dei momenti chiave, nonostante l’età.

Tra le sue ispirazioni ha citato Novak Djokovic e “la sua resilienza”, anche se in patria – dove riempie gli stadi di appassionati curiosi di conoscerlo – lo paragonano a Roger Federer per la fluidità nei colpi. Kouamé, lasciando in secondo piano i paragoni ha sempre risposto di voler scrivere la sua storia, e oggi ha messo un altro tassello importantissimo nel suo 2026.

Considerando tutti i livelli, d’altronde, quella contro Svajda è già la 17esima vittoria (con 5 sconfitte) dell’anno, iniziato con due titoli ITF. A gennaio era n.833 al mondo, nel Live Ranking è già n.319, ma lo sguardo è già proiettato verso l’idea di frequentare palcoscenici come quello di Miami con costanza: “Il mio obiettivo è diventare il numero 1 al mondo e vincere molti titoli del Grande Slam. Mi alleno per questo. Ora è un sogno, e spero che in futuro non lo sarà più”.

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