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Draper chiama Murray come coach per la stagione sull'erba

L'ex campione di Wimbledon seguirà il 24enne britannico costretto a rimandare il suo ritorno in campo a dopo il Roland Garros a causa di un infortunio al tendine del ginocchio

13 maggio 2026

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Jack Draper ha aggiunto il suo idolo Andy Murray al suo team per la stagione sull'erba. Lo scozzese, tre volte campione Slam, ha lavorato accanto a Novak Djokovic per sei mesi lo scorso anno, ma aveva detto di non voler tentare a breve una nuova esperienza da coach.

Ma per Jack Draper, che ha chiuso la collaborazione con Jamie Delgado, amico e poi allenatore dello stesso Murray, l'ex numero 1 ha deciso di fare un'eccezione. Dunque Murray tornerà in veste di coach a Wimbledon dove nel 2013 è diventato il primo campione britannico in singolare maschile dopo 77 anni.

Semifinalista allo US Open 2024, ex numero 4 del mondo, Draper ha prolungato la sua assenza dai tornei a causa di un infortunio al tendine del ginocchio. Costretto a saltare gli Internazionali BNL d'Italia e il Roland Garros, scivolerà fuori dalle prime 75 posizioni nel ranking ATP. Il britannico prevede di rientrare per la stagione sull'erba, ma non ha ancora definito la programmazione.

La scelta di Murray può per certi versi ricordare quella di Roger Federer che, seppur in un momento differente della sua carriera, decise di chiamare al suo fianco il suo idolo Stefan Edberg. Sicuramente avere accanto una figura con cui si è sviluppato questo tipo di legame può aiutare ad accettare in maniera migliore le sue indicazioni, a seguire la strada tracciata con maggiore convinzione e meno dubbi. Anche se poi arriva sempre il momento in cui l'effetto della fascinazione finisce, come ha spiegato il grande calciatore Zinedine Zidane parlando del suo primo periodo da allenatore del Real Madrid. In quel momento il bravo coach deve farsi ascoltare e seguire per la solidità e i frutti delle sue idee, non limitarsi a mettere sul piatto l'effetto attrattivo del suo passato.

Nel caso di Murray e Draper, il loro legame è sempre stato forte. Il 24enne parla dello scozzese come di un "fratello maggiore", sempre disponibile al telefono per dare un aiuto o un consiglio.

La forza del loro rapporto personale emerge in tutta la sua forza nel famoso video del 2023 girato dopo la fase a gironi di Coppa Davis: allora a Manchester la Gran Bretagna superò l'Australia, con una vittoria di Draper nel primo match contro Kokkinakis, e la Svizzera, anche grazie alla vittoria di Andy Murray su Leandro Riedi in quello che rimane il suo ultimo match in nazionale.

Oggi entrambi si trovano di fronte a una sfida che potrebbe rappresentare una svolta per entrambi. Nel limitato periodo trascorso in campo con Delgado, che in passato ha allenato anche Grigor Dimitrov, Draper ha modificato il movimento del servizio. E potrebbe continuare la sua evoluzione tecnica attraverso l'esperienza di Murray. Lo scozzese ha raccontato di aver imparato tanto nei sei mesi con Djokovic, anche se insieme non hanno alzato trofei. Se dovesse andar bene con Draper, chissà che in futuro non possa cambiare idea su una posizione da coach.

In più, nessuno meglio di Murray conosce le conseguenze delle grandi aspettative e le difficoltà che derivano dal sentirsi traditi dal proprio corpo. "Andy è arrivato al vertice del tennis e poi tutto gli è stato tolto all'improvviso. E allora ti viene da pensare: non saprò mai dove sarei potuto arrivare" ha detto il fratello Jamie, in uno dei momenti memorabili del documentario "Resurfacing", che racconta proprio il suo infortunio all'anca che l'ha portato all'applicazione di una protesi prima del suo rientro nel circuito nel 2019. Tornare in superficie, a respirare l'aria del circuito, è anche l'obiettivo di Draper. Sarà questa la sua sfida più importante, quella decisiva.

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