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IW, Djokovic: "Fame e motivazioni non mancano"

Il serbo torna in campo in California dopo l'exploit in Australia e la finale persa contro Alcaraz: "Un risultato straordinario: dimostra che posso ancora competere ad alti livelli". E sul ritorno di Serena: "Fossi in lei anche io terrei il segreto"

05 marzo 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

"Bello essere di nuovo qui a Indian Wells, un torneo dove ho ottenuto notevoli successi e che è sempre stato uno dei miei preferiti, e non credo di essere l'unico giocatore a pensarla così: è davvero il paradiso del tennis, e speriamo di disputare un buon torneo". Pensieri e memorie di Novak Djokovic. Atterrato in California dove vanta ben cinque successi in carriera, il serbo reduce dalla finale giocata e persa in Australia ha fatto il punto sulle sue condizioni e su quali siano le sua ambizioni in vista della prima tappa del Sunshine Double.

"Mi sento bene, mi sto gestendo giorno dopo giorno e credo che le basi poste durante la pre season siano molto buone - ha aggiornato i media Djokovic durante il suo media day - La stagione però è lunga e occorre adattarsi strada facendo, c'è sempre qualche piccolo inconveniente lungo la strada, fortunatamente nel mio caso non è stato mai qualcosa di grave che mi abbia impedito di prender parte a questo torneo".

Smaltita l'agenda del suo recente passato e in attesa che il suo presente si declini a Indian Wells, è stato ancora una volta il suo futuro a tenere banco in conferenza stampa: perché giocare ancora, e per quanto tempo è ancora intenzionato a farlo, e fino a quando?

"Obiettivi e traguardi ci sono ancora: vincere, conquistare un altro Slam, e in Australia ci sono andato vicino. E' stato un gran bel modo di cominciare l'anno visto che non giocavo una finale Slam da Wimbledon 2024 e negli Slam avevo perso solo contro Carlos o Jannik: per me è stato un risultato fenomenale, ho dimostrato in primis a me stesso e poi agli altri di poter ancora competere ai più alti livelli e di poterli battere", ha riflettuto l'ex numero un del mondo.

"Quindi la logica mi dice: perché fermarsi se sento ancora questo fuoco e ho ancora qualità e motivazioni per farlo? La mia schedule ancora non è chiara, come non lo è stata negli ultimi due anni. Ruota intorno agli Slam, e poi devo decidere dove giocare, non solo da un punto di vista tennistico ma soprattutto dal punto di vista delle emozioni e di tutto ciò che mi ispira a tornare in un certo posto". 

Avanti, dunque. Anche per evitare di seguire l'esempio di Serena Williams. Ritiratasi quattro anni fa, l'americana dopo esser rientrata nel programma antidoping dal 22 febbraio potrebbe tornare a giocare in qualsiasi evento del circuito. Un'ipotesi su cui però lei stessa non ha ancora sciolto le riserve ma su cui Djokovic sembra avere le idee chiare: "Penso che stia tornando, ma non lo so, non ho ancora parlato con lei, ma la sensazione è che si stia preparando per farlo. Non sappiamo ancora dove e quando, se in singolare o in doppio, e anche io se fossi in lei lo terrei segreto. Potrebbe giocare un paio di tornei in doppio con Venus, sarebbe bello da vedere dal mio punto di vista e anche da quello dei tanti tifosi".

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