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IW, Medvedev: "Sto giocando forse il mio miglior tennis di sempre"

Il due volte finalista di Indian Wells ha battuto il campione in carica Draper in due set: "Andiamo d'accordo e l'episodio del 5 pari non influirà sulla nostra relazione". Ora lo attende Alcaraz: "Il peggior rivale, so che dovrò giocare al massimo"

13 marzo 2026

Daniil Medvedev e Jack Draper (Getty)

Daniil Medvedev e Jack Draper (Getty)

Cronaca, first. Prima i fatti. E allora si torna all'episodio accaduto sul 5-5 del secondo set. Una chiamata di hindrance a carico di Jack Draper che ha concesso un punto al suo rivale, Daniil Medvedev, cinico nel riuscire a strappar lui la battuta nel momento più critico del match per poi chiuderlo nel game successivo al termine di un parziale durato quasi un'ora.

"Ora che ho più informazioni posso parlarne più diffusamente - ha esordito in conferenza stampa il russo - Forse avrei dovuto farlo prima e non aspettare la fine del punto e allora la cosa sarebbe stata diversa. Ma se guardate al mio primo dritto dopo quanto da lui fatto noterete che avrei potuto spingerlo di più, ero un po' distratto, al che ho detto al giudice: che dovrei fare, e che faccio se dovesse ricapitare? Lei mi ha detto che avrei potuto chiamare la video review e così ho fatto. Poi lei ha deciso quel che ha deciso e mi è stato assegnato il punto e me le sono preso. Le cose sono andate così. Mi ha distretto molto? No. Sono stato leggermente distratto? Sì. E' abbastanza per vincere un punto? Non saprei". 

Dopo quasi dieci anni spesi al fianco del suo storico coach Gilles Cervara, Medvedev ha da pochi mesi cambiato lo staff al suo fianco e in cabina di regia oggi siede lo svedese Thomas Johansson, ex n.7 del mondo con 9 titoli ATP in bacheca. Una decisione su cui è stato lo stesso Medvedev a fornire ulteriori dettagli, dimostrando però di non avere alcun rimpianto, a maggior ragione alla luce dei risultati da lui conseguiti nelle ultime settimane:

"Da un punto di vista generale non è cambiato molto, so cosa devo fare se voglio giocar bene a tennis. Ho trascorso molto tempo con Gilles e col resto del mio team e avere ora con me altre persone è diverso. Lui (Thomas Johansson, ndr) è stato un giocatore e a volte dopo i match discutiamo su come lui si sentisse quando giocava match simili in queste cornici, cose così. Ripeto, è diverso. L'avevo deciso l'anno scorso proprio di questi tempi, sentivo di averne bisogno e le cose stanno funzionando bene".

Quella contro Draper è stata la vittoria n.17 del 2026 per Medvedev. Al di là dei due titoli vinti - di cui uno, a Dubai, per ritiro del suo rivale Griekspoor - a destare attenzione è il livello di gioco d alui messo in campo. Tornato costante e preciso, aggressivo e cinico come nei suoi giorni migliori, e ben distante dalle intemperanze che ne avevano scandito la chiusura della scorsa stagione. Basterà per prendersi la rivincita contro Carlos Alcaraz?

"Sto giocando molto, molto bene. Sento che il campo è leggermente più veloce rispetto alle ultime due volte in cui ci ho giocato contro, anche le palle sono diverse. Credo quindi ci siano le condizioni ideali per mettere in campo il mio tennis migliore. Ma lui oggi è il peggior avversario che si possa affrontare, forse lui e Jannik, il dibattito è aperto, ma di sicuro dovrò giocare al massimo se voglio pensare di batterlo".

A chiudere la conferenza stampa è stata una definizione, inoltrata a Medvedev da un giornalista brasiliano, deciso a far sapere lui di quanta stima goda in Brasile per via del suo carattere e del suo atteggiamento. Doti che gli sono valse il soprannome di Malvadao, l'antieroe per antonomasia.

"Non ne avevo idea - ha risposta divertito Medvedev - In campo posso apparire così, ma nella vita non lo sono affatto. Però, sì, in campo posso assomigliare a un antieroe. Come dico sempre vorrei tanto poter giocare di più in sud America. Ho giocato due volte in Messico ed è stato bello, so di avere tanti tifosi laggiù. E però lì si gioca sulla terra rossa durante la stagione del cemento, in quei giorni ho vinto Dubai due volte ed è complicato per me andare lì". 

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