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Lo stadio intitolato al nonno, lo zio chef: chi è Buse, la speranza del Perù che sfida Berrettini

Scopri le curiosità su Ignacio Buse, sesto peruviano in Top 100 nel ranking ATP dal 1973, che a Rio ha eliminato Fonseca e affronterà Berrettini per un posto in semifinale

di | 20 febbraio 2026

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Ignacio Buse ha impedito al pubblico brasiliano di vedere Joao Fonseca vincere il titolo in casa, al Rio Open. Aiutato anche dai 43 errori gratuiti di Fonseca, è diventato il primo peruviano a centrare un quarto di finale in un ATP 500 da quando la categoria è stata introdotta nel 2009. “Joao ha due anni meno di me, gioca in modo incredibile. E credo che sarà tra i migliori, ma come tutti dovrà attraversare il suo percorso”, ha dichiarato a CLAY lo scorso luglio in un’intervista pubblicata anche su RG Media. “Vado molto d’accordo con lui, per fortuna. Anzi, mi hanno invitato a fare la preparazione pre-stagionale con lui prima della stagione 2025, ma il mio calendario lo ha reso complicato”.

Contro Fonseca ha firmato la sua terza vittoria in carriera contro un Top 50. Nel suo secondo quarto di finale ATP, affronterà Matteo Berrettini. Andiamo a conoscerlo meglio.

A LIMA UNO STADIO IN ONORE DI SUO NONNO

Il cognome Buse a Lima non è irrilevante se si parla di tennis. A Lima il campo centrale del Club Lawn Tennis de la Exposición porta il nome della sua famiglia. L'Estadio Hermanos Buse (Stadio Fratelli Buse) è intitolato a Eduardo, nonno di Ignacio, che arrivò a giocare i tornei dello Slam negli anni Quaranta, e al suo fratello gemello Enrique. In questo stadio Buse vinse contro Nuno Borges la partita decisiva per il successo del Perù in Coppa Davis sul il Portogallo, nel match di World Group I dello scorso settembre: quel successo ha promosso il Perù per la prima volta ai Qualifiers, dove è stato fermato al primo turno contro la Germania.

Ignacio però non ha iniziato lì a giocare, ma al Country Club de Villa insieme al padre Hans, nome che racconta come una parte della sua famiglia sia di origine tedesca, “Ricordo sempre i momenti migliori con mio padre. Prima di iniziare l’allenamento giocavamo a mini tennis ed era una vera battaglia per me. A volte ero confuso dalla situazione, a volte mi arrabbiavo. Mio padre voleva solo allenarsi e io ero felicissimo di giocare a mini tennis contro di lui” ha raccontato Buse al sito dell'ATP parlando del padre che dal 2019 si è trasferito a Miami, al Royal Palm Tennis Club.

La fama della famiglia Buse si estende anche oltre il tennis. Suo zio, Gaston Acurio, è uno chef di fama mondiale con ristoranti in tutto il mondo e oltre un milione di follower su Instagram. “Ha anche una fondazione in Perù per chi vuole diventare chef ma non ha soldi. Li aiuta, li forma e poi lavorano in ristoranti in tutto il mondo. Per me, quello che fa è un esempio” ha raccontato Buse all'ATP.

Il diritto di Ignacio Buse (Getty Images)

Il diritto di Ignacio Buse (Getty Images)

GLI INIZI

Il talento tennistico di Ignacio Buse è emerso fin dai tornei junior. Da Under 18 ha raggiunto la posizione numero 9 del ranking mondiale nel gennaio 2022, ha raggiunto una finale al Roland Garros e una semifinale allo US Open, sempre in doppio, con il connazionale Bueno. A quel punto avrebbe potuto scegliere la strada dell'università negli USA, ma dopo aver incontrato difficoltà nell’ottenere il visto per studiare negli Stati Uniti, ha deciso di inseguire il sogno del tennis professionistico.

Nell’ottobre 2023 ha conquistato il suo primo titolo ITF World Tennis Tour a Mendoza, in Argentina, per poi vincerne altri due nei mesi successivi. Ha vinto anche due Challenger, nel 2025, a Heilbronn-Bad Rappenau e a Siviglia, e perso altre due finali in questo circuito.

LE GRANDI PRIME VOLTE DI BUSE

Ha debuttato nel circuito maggiore in Coppa Davis, battendo il danese Budkov Kjaer nel 2023. Proprio in nazionale ha ottenuto la sua prima vittoria di prestigio, contro il cileno Nicolas Jarry, allora numero 20 ATP, nel 2024. “Non ero affatto il favorito. Io credevo in me stesso, ma non c’è dubbio che mi abbia dato un’enorme fiducia. Ero fuori dai primi 400 e la gente pensava che solo per averlo battuto sarei entrato presto nella Top 100. Ma non funziona così” ha detto a CLAY.

Per debuttare in uno Slam in main draw ha dovuto attendere lo US Open 2025. Quarto peruviano nel tabellone principale di un major negli anni 2000 dopo Horna, Miranda e Varillas, è stato sconfitto al primo turno da Ben Shelton. “Pensavo che sarei stato più teso di quanto in realtà lo sia stato, ho cercato di prenderla come una partita qualsiasi. È stata un’esperienza incredibile – ha detto al sito spagnolo Punto de Break - Mi ha sorpreso il livello di Ben, mi ha impressionato soprattutto la sua capacità al servizio. Non tanto la velocità: quanto la capacità che ha di gestire gli effetti”.

L'esultanza di Ignacio Buse per la vittoria contro Nicolas Jarry in Coppa Davis nel 2024 (Getty Images)

L'esultanza di Ignacio Buse per la vittoria contro Nicolas Jarry in Coppa Davis nel 2024 (Getty Images)

L'INGRESSO IN TOP 100

Entrato in Top 200 nel maggio 2025, Buse ha raggiunto il best ranking di numero 91 nel febbraio 2026, prima di sorprendere Fonseca a Rio. È il sesto peruviano in Top 100 del ranking ATP dal 1973, quando è stata introdotta la classifica computerizzata. Prima di lui ci erano arrivati Pablo Arraya (ATP n. 29 nel 1984 e fratello dell'ex Top 15 WTA Laura); Jaime Yzaga (n. 18 nel 1989); Carlos Di Laura (n. 92 nel 1989); Luis Horna (n. 33 nel 2004); Juan Pablo Varillas (n. 60 nel 2023).

La figura più celebre del tennis peruviano resta Alejandro “Alex” Olmedo, ex numero 2 del mondo e due volte campione Slam, che però vinse rappresentando gli Stati Uniti pur avendo mantenuto la cittadinanza peruviana.

BUSE FUORI DAL CAMPO

Il giovane Buse ha scelto di proseguire la sua carriera in Europa. Si allena infatti alla TEC Carles Ferrer Salat Academy di Barcellona. Le condizioni di allenamento lì sono semplicemente migliori”, ha detto. Per quanto non sia facile, continua a studiare online per laurearsi in economia aziendale e per imparare a cucinare, seguendo le orme dello zio, anche se da atleta non può che eseguire ricette meno elaborate.

A differenza di molti atleti, il calcio non lo appassiona tanto. “Seguo i risultati del mio club, l’Universitario de Deportes di Lima, ma raramente guardo le partite. Le seguivo di più quando mio cugino giocava in squadra. Ora che vivo in Spagna, tengo d’occhio anche il Barcellona” ha raccontato a Tennis.com.

 

SOGNI E AMBIZIONI

Per il futuro non si pone dei limiti. “Non mi piace fissare un tetto. Perché non continuare a migliorare, a crescere come giocatore e come persona? Perché non credere che un giorno potrei competere con Jannik e Carlos?”, ha dichiarato nella citata intervista a CLAY.

Ha due grandi sogni: uno individuale, raggiungere una finale Slam, e uno da condividere. “Vorrei che il tennis diventi uno sport accessibile in qualsiasi parte del Perù – ha raccontato a Punto de Break - Lo vedono ancora come uno sport per persone ricche, quando in realtà è molto semplice: basta un campo, qualche racchetta, una rete e via. Sarebbe incredibile, mi piace promuovere il tennis”.

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