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Scopri le curiosità su Ignacio Buse, campione più giovane a Winston-Salem e secondo peruviano nell'era Open con un titolo ATP all'attivo sul duro
di Alessandro Mastroluca | 30 agosto 2026
Ignacio Buse ha coronato una settimana memorabile a Winston-Salem. Grazie al successo in finale sul britannico Arthur Fery, arrivato per la prima volta a giocarsi un titolo ATP ma sconfitto 63 62, il 22enne è diventato il più giovane campione nella storia del torneo, superando Hubert Hurkacz, che aveva 22 anni e 6 mesi — un mese in più di lui — quando alzò il trofeo nel 2019.
Buse è ora soltanto il secondo tennista peruviano a vincere un titolo a livello ATP sul cemento, dopo Jaime Yzaga, che nel corso della sua carriera ha messo in bacheca otto trofei nel circuito maggiore.
Dodici mesi fa, il peruviano la posizione numero 135 nel ranking ATP. A maggio, ha vinto il primo torneo ATP, il 500 di Amburgo. Ora, grazie al trionfo a Winston-Salem, Buse è oggi numero 30 del mondo, il suo nuovo best ranking. Scopriamo meglio la sua storia.
Il cognome Buse a Lima non è irrilevante se si parla di tennis. A Lima il campo centrale del Club Lawn Tennis de la Exposición porta il nome della sua famiglia. L'Estadio Hermanos Buse (Stadio Fratelli Buse) è intitolato a Eduardo, nonno di Ignacio, che arrivò a giocare i tornei dello Slam negli anni Quaranta, e al suo fratello gemello Enrique. In questo stadio Buse vinse contro Nuno Borges la partita decisiva per il successo del Perù in Coppa Davis sul il Portogallo, nel match di World Group I dello scorso settembre: quel successo ha promosso il Perù per la prima volta ai Qualifiers, dove è stato fermato al primo turno contro la Germania.
Ignacio però non ha iniziato lì a giocare, ma al Country Club de Villa insieme al padre Hans, nome che racconta come una parte della sua famiglia sia di origine tedesca, “Ricordo sempre i momenti migliori con mio padre. Prima di iniziare l’allenamento giocavamo a mini tennis ed era una vera battaglia per me. A volte ero confuso dalla situazione, a volte mi arrabbiavo. Mio padre voleva solo allenarsi e io ero felicissimo di giocare a mini tennis contro di lui” ha raccontato Buse al sito dell'ATP parlando del padre che dal 2019 si è trasferito a Miami, al Royal Palm Tennis Club.
La fama della famiglia Buse si estende anche oltre il tennis. Suo zio, Gaston Acurio, è uno chef di fama mondiale con ristoranti in tutto il mondo e oltre un milione di follower su Instagram. “Ha anche una fondazione in Perù per chi vuole diventare chef ma non ha soldi. Li aiuta, li forma e poi lavorano in ristoranti in tutto il mondo. Per me, quello che fa è un esempio” ha raccontato Buse all'ATP.
Il diritto di Ignacio Buse (Getty Images)
Il talento tennistico di Ignacio Buse è emerso fin dai tornei junior. Da Under 18 ha raggiunto la posizione numero 9 del ranking mondiale nel gennaio 2022, ha raggiunto una finale al Roland Garros e una semifinale allo US Open, sempre in doppio, con il connazionale Bueno. A quel punto avrebbe potuto scegliere la strada dell'università negli USA, ma dopo aver incontrato difficoltà nell’ottenere il visto per studiare negli Stati Uniti, ha deciso di inseguire il sogno del tennis professionistico.
Nell’ottobre 2023 ha conquistato il suo primo titolo ITF World Tennis Tour a Mendoza, in Argentina, per poi vincerne altri due nei mesi successivi. Ha vinto anche due Challenger, nel 2025, a Heilbronn-Bad Rappenau e a Siviglia, e perso altre due finali in questo circuito.
Ha debuttato nel circuito maggiore in Coppa Davis, battendo il danese Budkov Kjaer nel 2023. Proprio in nazionale ha ottenuto la sua prima vittoria di prestigio, contro il cileno Nicolas Jarry, allora numero 20 ATP, nel 2024. “Non ero affatto il favorito. Io credevo in me stesso, ma non c’è dubbio che mi abbia dato un’enorme fiducia. Ero fuori dai primi 400 e la gente pensava che solo per averlo battuto sarei entrato presto nella Top 100. Ma non funziona così” ha detto a CLAY.
Per debuttare in uno Slam in main draw ha dovuto attendere lo US Open 2025. Quarto peruviano nel tabellone principale di un major negli anni 2000 dopo Horna, Miranda e Varillas, è stato sconfitto al primo turno da Ben Shelton. “Pensavo che sarei stato più teso di quanto in realtà lo sia stato, ho cercato di prenderla come una partita qualsiasi. È stata un’esperienza incredibile – ha detto al sito spagnolo Punto de Break - Mi ha sorpreso il livello di Ben, mi ha impressionato soprattutto la sua capacità al servizio. Non tanto la velocità: quanto la capacità che ha di gestire gli effetti”.
L'esultanza di Ignacio Buse per la vittoria contro Nicolas Jarry in Coppa Davis nel 2024 (Getty Images)
L'INGRESSO IN TOP 100
Entrato in Top 200 nel maggio 2025, Buse ha raggiunto il best ranking di numero 91 nel febbraio 2026, prima di sorprendere Fonseca a Rio. È il sesto peruviano in Top 100 del ranking ATP dal 1973, quando è stata introdotta la classifica computerizzata. Prima di lui ci erano arrivati Pablo Arraya (ATP n. 29 nel 1984 e fratello dell'ex Top 15 WTA Laura); Jaime Yzaga (n. 18 nel 1989); Carlos Di Laura (n. 92 nel 1989); Luis Horna (n. 33 nel 2004); Juan Pablo Varillas (n. 60 nel 2023).
La figura più celebre del tennis peruviano resta Alejandro “Alex” Olmedo, ex numero 2 del mondo e due volte campione Slam, che però vinse rappresentando gli Stati Uniti pur avendo mantenuto la cittadinanza peruviana.
Il giovane Buse ha scelto di proseguire la sua carriera in Europa. Si allena infatti alla TEC Carles Ferrer Salat Academy di Barcellona. “Le condizioni di allenamento lì sono semplicemente migliori”, ha detto. Per quanto non sia facile, continua a studiare online per laurearsi in economia aziendale e per imparare a cucinare, seguendo le orme dello zio, anche se da atleta non può che eseguire ricette meno elaborate.
A differenza di molti atleti, il calcio non lo appassiona tanto. “Seguo i risultati del mio club, l’Universitario de Deportes di Lima, ma raramente guardo le partite. Le seguivo di più quando mio cugino giocava in squadra. Ora che vivo in Spagna, tengo d’occhio anche il Barcellona” ha raccontato a Tennis.com.
Per il futuro non si pone dei limiti. “Non mi piace fissare un tetto. Perché non continuare a migliorare, a crescere come giocatore e come persona? Perché non credere che un giorno potrei competere con Jannik e Carlos?”, ha dichiarato nella citata intervista a CLAY.
Ha due grandi sogni: uno individuale, raggiungere una finale Slam, e uno da condividere. “Vorrei che il tennis diventi uno sport accessibile in qualsiasi parte del Perù – ha raccontato a Punto de Break - Lo vedono ancora come uno sport per persone ricche, quando in realtà è molto semplice: basta un campo, qualche racchetta, una rete e via. Sarebbe incredibile, mi piace promuovere il tennis”.