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Halle, Fritz "stende" Zverev: in finale derby con Tiafoe

L'americano rimonta un set di svantaggio contro una versione un po' acciaccata del tedesco, complici alcuni problemi alla schiena. Domani giocherà la sua settima finale sull'erba contro Tiafoe, che ha lasciato quattro game ad Altmaier

di | 20 giugno 2026

Fritz saluta il pubblico (Getty Images)

Fritz saluta il pubblico (Getty Images)

Taylor Fritz si conferma tabù per Alexander Zverev, anche al Terra Wortmann Open, ATP 500 sull’erba di Halle. In semifinale, l’americano (n.9 del mondo e n.5 del torneo) ha superato col punteggio di 67(4) 64 75 il tennista di casa (n.3 al mondo e n.1 del main draw), battendolo per la settimana volta consecutiva, questa volta dopo 2 ore e 39. Un'altra maratona, dopo che ieri aveva impiegato 2 ore e 45 per rimontare anche Ben Shelton (n.5 e n.4 del seeding).

Il californiano era sotto 5-3 nell’head-to-head, nel 2024. A partire dal match di Wimbledon di quell’anno, però, non ha più perso, e ora si è imposto per la terza volta sull’erba, e per la seconda in Germania, dove contro “Sascha” aveva già vinto un anno fa la finale in quel di Stoccarda.

"Nel primo set ho giocato un buon tie-break, ma lui mi ha strappato un punto al servizio e ha vinto. Ultimamente mi succede spesso di dover lottare per vincere, e oggi ho notato che c'era qualcosa che in lui non andava, anche se non so cosa precisamente - ha confessato dopo il match -. Sapevo quindi di stare meglio di lui, da un certo punto di vista".

"La decisione di venire qui ha dato i suoi frutti. Ho scelto Halle perché sento di non essere mai riuscito ad esprimermi al meglio al Queen's", ha aggiunto, in relazione alla sua novità sulla programmazione di quest'anno. "Quando ho visto il tabellone, sono rimasto sorpreso da quanto fosse competitivo, ma sono convinto che quando gioco bene sull'erba tutto dipende da me, e non tanto dai miei avversari. Domani sarà ancora una volta diverso - ha concluso - perché potrò giocare più aggressivo: nei match come oggi è sempre difficile mentalmente, perché non vuoi mai sbagliare contro chi non è al meglio, e a volte si è troppo prudenti. Domani sarò libero di testa".

Giocherà la 22esima finale in carriera, la settima su questa superficie, e la seconda consecutiva dopo quella persa una settimana fa da Ben Shelton, proprio a Stoccarda. Da quando entrambi i tornei si disputano sui prati (2015) solo Roger Federer aveva disputato la finale in entrambi tornei tedeschi, nel 2018.

IL MATCH

Zverev esce meglio dai blocchi. Deciso al momento di spingere e solido in difesa, il tedesco di vede cancellare la palla break nel primo game con un ace di Fritz, ma nel terzo game riesce finalmente nel suo obiettivo. Lo scambio si allunga, lui si difende con uno slice, e lo statunitense attacca col rovescio una palla bassa, che però non supera il nastro.

Sale anche 3-1, Zverev, ma non è tutto oro quel che luccica. Già nel quarto game, infatti, la sua intensità scende, e sembra quasi avere la necessità di prendersi del tempo, tanto da beccarsi anche il “warning” per non aver rispettato i 25 secondi tra un po’ e l’altro. Una scelta non casuale, dal suo punto di vista. Il vantaggio, d’altronde, viene dilapidato subendo un parziale di 12-0 nei punti che porta Fritz avanti sul 4-3.

Il n.1 del seeding si piega in avanti tra un punto e l’altro, mentre la velocità di braccio continua a scendere. Annulla, con un lampo di qualità – scendendo a rete – la palla del 3-5 e sul 40-40 d’improvviso si ferma, sedendosi sulla panchina e chiedendo l’intervento del fisioterapista. Prova a muovere la schiena, da seduto, evidenziando un problema alla schiena sulla quale – dopo il torneo di Roma – ha confessato di aver avuto circa 40 iniezioni per arrivare al meglio al Roland Garros che poi avrebbe vinto.

Zverev dolorante alla schina (Getty Images)

Zverev dolorante alla schina (Getty Images)

La ricetta, oggi, non può essere un’iniezione, ma la pausa con trattamento medico sortisce i suoi effetti. Tanto che, al rientro, pur continuando ad avere un linguaggio del corpo non sempre incoraggiante, Zverev non solo arriva al tie-break, ma lo vince per 7 punti a 4 e senza mai perdere il servizio.

L’unico minibreak, sul 4-3 in suo favore, è un altro assaggio della sua classe, tenendo lo scambio lungo e poi venendo avanti con un approccio rovescio, chiudendo con uno smash vincente al 24esimo colpo del punto. Il servizio lo sostiene, anche se lui – dopo un’ora e nove minuti di battaglia – non esulta, e si avvicina comunque con preoccupazione al proprio angolo, consultandosi soprattutto col padre.

La voglia di lottare non gli manca, e il rendimento al servizio lo aiuta non soffrire troppo, anche se persistono dei momenti di grande fatica, con annesso piegamento sulle ginocchia, ad alleggerire il peso che avverte sulla schiena. Uno di questi istanti, però, è proprio quello che costa il secondo set, dove nonostante tutto l’avvio vede il punteggio in equilibrio.

Taylor Fritz in azione col rovescio (Getty Images)

Taylor Fritz in azione col rovescio (Getty Images)

La svolta arriva nel nono game, sul 4-4. Zverev, al servizio, sbaglia sui primi due punti, e Fritz sente l’odore del sangue: sullo 0-30, è lui questa volta a vincere uno scambio estenuante. Dopo il quale, il tedesco si ferma qualche secondo di troppo. Arriva un secondo “warning” che – come da regolamento – lo priva della prima di servizio, e con la seconda il n.3 al mondo non riesce a difendere il turno di battuta, cedendo poi anche il set dopo la chiusura al servizio dello statunitense.

Con le temperature caldissime di questi giorni ad Halle, la pausa prima del set decisivo si allunga, e riconsegna al pubblico due giocatori rinfrancati e concentrati, nonostante i famosi asterischi sulla condizione di Zverev. Che serve per primo, e fa corsa di testa senza concedere grosse chance all'avversario. Fritz, però, lo segue a ruota fino al 5-5, fino al momento chiave. Avanti 0-15 in risposta, l'americano piazza un gran passante su una volée in tuffo di Zverev, e poco dopo si ripete vincendo uno scambio a rete per lo 0-40. Il tedesco annulla le prime due palle break, ma sulla terza perde lo scambio da fondo con un dritto che finisce lungo.

A quel punto, Fritz fa quello che gli riesce meglio. Si affida al servizio, che ad eccezione del terzo game del match non l'ha mai tradito, e porta a termine un'altra vittoria cocente ai danni Zverev. Il n.9 al mondo non aveva mai battuto nessuno per 10 volte in carriera, e dal 2020 ad oggi si conferma il giocatore più costante sull'erba, con 43 vittorie e 13 sconfitte.

IN FINALE DERBY USA CONTRO TIAFOE

Dopo le sette vittorie consecutive contro Zverev, in finale Fritz cercherà l’ottavo sigillo di fila contro il connazionale Frances Tiafoe (n.26), che nella seconda semifinale ha sconfitto Daniel Altmaier (n.81) col punteggio di 61 63.

Già una settimana fa, l’americano aveva vinto in tre set sull’erba di Stoccarda ed oggi si è ripetuto portandosi sul 5-0 nel parziale degli scontri diretti. Quattro break, i suoi, per liquidare il tedesco senza mai cedere invece la battuta e guadagnandosi così la 12esima finale in carriera, la quarta in un ATP 500 e la seconda del 2026 – sempre in questa categoria – dopo aver perso contro Flavio Cobolli ad Acapulco.

Come Fritz contro Shelton, Tiafoe ha annullato match point (tre) nei quarti di finale contro Felix Auger-Aliassime. Il testa a testa, come detto, lo vede sotto 7-1, con il suo unico successo che risale alla primissima partita giocata nel 2016 ad Indian Wells. A livello giovanile, curiosamente, i tre precedenti erano andati tutti a Tiafoe.

"Ho sentito che il match è girato sul 2-1, quando ho fatto il break mentre lui era avanti 4-0, da lì è andata meglio. Sto giocando bene e riesco anche a muobermi molto bene su questi campi. Domani penserò a me stesso, anche se Taylor mi ha battutto nelle ultime occasioni. È una finale e bisogna dare tutto".

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