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Halle, Auger-Aliassime e Medvedev sono ai quarti

Il canadese lotta tre set prima di avere la meglio su Tien staccando per la prima volta il pass per i quarti ad Halle. L'accesso in semifinale passa ora da Tiafoe

17 giugno 2026

Felix Auger-Aliassime (Getty)

Felix Auger-Aliassime (Getty)

Con due finali in carriera all'attiva sul verde, entrambe giocate e perse in Germania (Stoccarda 2019, 2021), e un ranking da top10 da consolidare in vista del galà di Wimbledon, l'onere della prova nonché i favori del pronostico dell'ottavo di finale che lo vedeva opposto a Learner Tien (n.19) erano tutti dalla parte di Felix Auger-Aliassime, fresco n.4 del mondo e testa di serie n.2 del seeding. Il canadese è riuscito infine a spuntarla, migliorando il piazzamento qui ottenuto l'anno scorso, solo al termine di due ore e mezza di lotta col punteggio di 67(5) 75 76(5). Una fatica, come faticosa si sta dimostrando per molti questa transizione sull'erba: superficie che lascia poco tempo per adattarsi e dove tutto scorre via veloce.

In questo scenario, ad aiutare Felix è stato il servizio: fondamentale con cui ha chiuso con l'88% di punti ricavati dalla sua prima, più innumerevoli altri, figli di risposte steccate, fuori misura, finite a rete; un'artiglieria fondamentale a cui il canadese ha saputo abbinare un dritto altrettanto efficace che gli è valso ben 20 vincenti. Il resto è stata esperienza, sangue freddo, pazienza e attesa. E bravo si è dimostrato Tien nel non volersi spingere oltre i suoi limiti, interpretando l'erba da buon metronomo, con intelligenza e buon senso. 

Sul peso e sulla potenza dei suoi colpi avrà da lavorare, ma è un atteggiamento il suo che saprà mantenersi costante darà lui soddisfazioni contro rivali meno predisposti e meno pazienti. Per Auger-Alissime si è trattato della trentunesima vittoria in carriera sull'erba, utile ad alimentare la rincorsa a un titolo che su questa superficie ancora gli manca. Il prossimo ostacolo sarà Frances Tiafoe, rivale contro cui ha giocato tre volte in carriera ma mai sul verde e che come lui ha cilindrata e potenza nel braccio tali da poterne sostenere le iniziative. Per entrambi sarà un test che dirà molto, sia per la rincorsa al titolo in terra di Germania che per il prosieguo di questo swing.

Diverso l'andamento del match vinto invece da Daniil Medvedev contro il Terence Atmane. Il russo, seppur tra frequenti saliscendi, ha trascorsi pregevoli sull'erba: ha giocato due semifinali a Wimbledon, l'anno scorso qui ad Halle si è fermato in finale contro Bublik e può vantare inoltre un titolo colto in quel di Maiorca ormai cinque anni fa. Al russo sono bastati due set - 64 64 - per siglare il suo accesso ai quarti al termine di un match vinto più con la testa che col braccio.

Freddo, il n.7 del mondo si è aggrappato alla statistica nel primo game ottenendo un break poi difeso ben cinque volte nel corso dei successivi game salvo poi chiudere al primo set point il primo parziale. Ha un gioco che mal si addice all'erba, Medvedev, ma qualità e concentrazione nei momenti chiave hanno finito col far pesare la sua maggiore cilindrata. Tanto più nel secondo set, quando Atmane ha limato gli errori, acquisito confidenza e preso coraggio senza tuttavia riuscire mai a costruirsi una chance da break. 

Sornione, il russo ha atteso il momento giusto, individuato nell'ultimo turno di battuta del francese, per poi presentarsi lui al servizio e chiudere il match al primo colpo, forte di un 90% di punti ricavati dalla prima che ne confermano lo spessore, quando chiamato anch'egli ad aggrapparsi al fondamentale più necessario di questo swing. Contro il tedesco Atmane non è detto che basti, visto il successo da lui ottenuto contro un altro gran battitore quale è il polacco Hurkacz. Ma quello sull'erba è un tennis fragile e leggero, come i verdetti che va emettendo, e solo il prossimo match potrà o meno confermarne la bontà.

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