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I.Wells: Cobolli batte ancora Kecmanovic e va al terzo turno

Nel suo match d'esordio, il romano (n.15 del seeding) replica la vittoria in tre set ottenuta ad Acapulco e si qualifica al terzo turno: affronterà uno tra Tiafoe (testa di serie n.21) e Brooksby

di | 06 marzo 2026

Il rovescio di Flavio Cobolli (Foto Abierto Mexicano)

Il rovescio di Flavio Cobolli (Foto Abierto Mexicano)

Esattamente ad una settimana dalla semifinale vinta nell’ATP 500 di Acapulco, Flavio Cobolli (n.15 ATP) esce ancora una volta vincitore dall’insidioso match contro Miomir Kecmanovic (n.58), al secondo turno del BNP Paribas Open, il primo Masters 1000 della stagione all'Indian Wells Tennis Garden. L’azzurro, testa di serie n.15, si impone col punteggio di 36 63 64 e vince così la prima partita in carriera nel torneo californiano (dove aveva perso all’esordio sia nel 2024 che nel 2025).

In Messico, Cobolli aveva vinto il primo set al tie-break, salvo poi dover fare i conti con il rientro dell’avversario, che si era anche trovato avanti 3-1 nel set decisivo. Questa volta, invece, alle difficoltà del primo parziale il romano ha risposto salendo in cattedra e senza più voltarsi indietro.

E ora può guardare avanti, curiosamente con altro possibile “déjà-vu” all’orizzonte. Al terzo turno, infatti, potrebbe rigiocarsi la finale di Acapulco contro Frances Tiafoe (n.22 ATP e n.21 del seeding), anche se lo statunitense è chiamato prima a vincere il derby a stelle e strisce contro Jenson Brooksby (n.41).

IL MATCH

Come già visto ad Acapulco, Kecmanovic cerca di limitare al minimo i colpi interlocutori sin dall’inizio, prendendosi anche qualche rischio nel tentativo di rimanere attaccato alla riga di fondo. I rischi non pagano, in effetti, nel terzo game, con tre gratuiti consecutivi che regalano a Cobolli il primo break del match.

Un vantaggio che, però, dura ben poco: il serbo riesce infatti a salire sul 15-40 con un bel passante nel game successivo, pareggiando i conti con un gran scambio chiuso col dritto vincente in campo aperto. Nella fase centrale del set, l’equilibrio resta intatto, anche se Cobolli lamenta – anche vocalmente – insofferenza per qualche errore.

Kecmanovic, non proprio conosciuto per essere un cuor di leone, è più penetrante da fondo, nell’ottavo game indovina accelera col dritto per portarsi 0-30. L’azzurro accorcia le distanze col servizio, ma poi commette due errori di rovescio che consegnano il break al suo avversario. Una “rottura” decisiva nell’economia del set, incassato per 6-3 da Kecmanovic anche annullando una palla del contro-break (con un errore di dritto del romano).

Lotta contro l’avversario e contro la negatività, Cobolli, che nel secondo parziale lancia un segnale importante nel terzo game, tenuto ai vantaggi. Il ventiseienne di Belgrado lo costringe spesso sulla difensiva, ma sul 2-1 in suo vantaggio l’azzurro riesce ad accendere anche il pubblico dello Stadium 6 infilando prima un vincente di rovescio e poi un super passante in allungo col dritto. Kecmanovic recupera dallo 0-40 al 30-40, ma sulla terza palla break cede la battuta andando fuori giri col dritto.

L’inerzia, da lì in poi, è totalmente dalla parte di Cobolli. Il break è subito consolidato sul 4-1, e nonostante due set point mancati sul 5-2, la pratica si chiude piuttosto agevolmente sul 6-3. I picchi di gioco, a Kecmanovic, non mancano. Ma lo storico dei due giocatori parla chiaro: uno, classe 2002, è in Top 20 anche grazie alla propria tenuta mentale, e l’altro, classe 1999 – proprio peccando in tale componente – è arrivato al massimo al n.27 (nel 2023).

Non a caso, le scorie del secondo set si notano ancora dal suo lato di campo, e danno all’italiano un grande vantaggio, un break propiziato da due doppi falli nel game d’apertura del serbo. Cobolli non deve far altro che tenere d’occhio l’avversario, e per ben tre volte tenta anche il colpo di grazia con un doppio break, ma senza fortuna.

Prima di chiudere, però, non manca lo spavento. Al servizio sul 5-4, la prima di servizio viene meno ed un doppio fallo lo porta a concedere una palla del 5-5. Ad aiutarlo a scrollarsi di dosso la tensione è un gran dritto inside-out che rimette tutto in discesa. Sulla parità, arriva anche il 12esimo della partita di Cobolli, che si chiude subito dopo con un errore di dritto del serbo.

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