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Jodar sembra rispecchiare la figura ideale per la ripartenza dell'ex allenatore di Alcaraz, ma in Top 10 anche Auger-Aliassime è senza coach. Sullo sfondo restano le suggestioni come "super-coach" di Shelton o un approdo nella WTA
Samuele Diodato | 16 settembre 2026
Quasi un anno dopo la separazione da Carlos Alcaraz, Juan Carlos Ferrero è pronto alla sua prossima avventura da coach. “È stato un anno molto tranquillo, sono stato con la mia famiglia e mi sono preparato per il prossimo anno – ha fatto sapere a Movistar+ -. Credo che nel 2027 tornerò nel tour, anche se non posso dire con chi”.
Parole che denotano come l’ex numero 1 ATP e campione del Roland Garros 2003 si sia lasciato alle spalle il passato con Alcaraz, dopo il quale aveva appunto deciso di allontanarsi momentaneamente dal tennis. È scontato che uno col suo background, pronunciando parole del genere, attiri ora tutta l’attenzione su di sé.
Anche perché, razionalmente, già un anno fa si era detto aperto a tanti scenari, da un ritorno al fianco del suo “pupillo” (con cui non ci sono stati reali litigi) ad una “valutazione” quasi doverosa anche in caso di un’offerta da parte di Jannik Sinner. Queste ultime, al momento, non sembrano però opzioni concrete sul piatto, soprattutto considerando la solidità del team dell’azzurro e del murciano. E tra i due c’è Alexander Zverev, da scartare quasi a priori per Ferrero, vista la rottura brusca tra i due durante un tentativo di collaborazione risalente al 2018.
L’immaginario collettivo, in maniera abbastanza naturale, accosta evidentemente a Ferrero l’altra grande speranza del tennis spagnolo, il classe 2006 Rafael Jodar, che alla prima stagione intera da “pro” è già arrivato ai piedi della Top 10 (oggi numero 14 al mondo) ed è ancora in lotta per un posto alle prossime Nitto ATP Finals di Torino.
Il “novello Rafa” è seguito sin dall’infanzia da suo padre, Rafael Senior, che non ha però una formazione specializzata sul tennis (insegnante di educazione fisica ed ex cestista). Questo aspetto è uno di quelli principali per cui Jodar rappresenta oggi forse l’indiziato numero 1. E già ad agosto, Punto de break ha riferito come nei piani del diciannovenne ci sia un ampliamento del team in vista del 2027, per continuare il percorso di crescita.
Rafa Jodar allo US Open (Getty Images)
Sempre secondo la testata spagnola, la rosa dei candidati era in effetti stata già ristretta a due nomi, rigorosamente entrambi spagnoli. E poco importa che Ferrero avesse inizialmente detto di gradire un profilo differente rispetto a quello di Alcaraz, un giocatore quindi già più “pronto”. D’altronde, le prospettive apertesi dopo l’ascesa folgorante di Jodar, lo rendono esattamente il tipo di giocatore per cui fare delle eccezioni, smentendo convinzioni precedenti.
Inoltre, l’approccio dell’ex numero 1 al mondo va ben oltre gli aspetti di campo. In questo anno di pausa dal tennis, ha ricoperto infatti un ruolo di mental coach per il golfista Ángel Ayora. Altro spagnolo, evidentemente, giusto per chiarire che la “forma mentis” del suo futuro assistito potrebbe intrecciarsi anche all’aspetto culturale e linguistico.
Il coraggio, tuttavia, non manca a Ferrero, come già provato col tentativo con Zverev, al tempo dei fatti totalmente inaspettato. Dunque, attenzione a non scartare tennisti stranieri. Atleti sempre d’élite, sia chiaro, come compete ad un allenatore che aveva creato con Alcaraz uno dei sodalizi più vincenti della storia, portando anche il classe 2003 a diventare il numero 1 più giovane della storia nel settembre 2022.
Classifica alla mano, il miglior giocatore al momento senza un allenatore è il canadese Felix Auger-Aliassime (classe 2000, n.5). Dopo Wimbledon, si è infatti interrotto lo storico rapporto con Frederic Fontang (oggi all’angolo di Jiri Lehecka) e oggi solo Sam Aliassime (padre di Felix) è presenza fissa nel suo angolo.
Nulla si può contestare ad Auger-Aliassime in termini di professionalità. Un aspetto esaltato da chiunque lo conosca, e anche da chi ha lavorato con lui dietro le quinte. Su tutti, nel 2022, Toni Nadal, un altro totem del tennis iberico. Altro motivo per credere che la scelta di Ferrero non sarebbe così campata in aria.
Con una piccola postilla: “Stiamo ancora decidendo il nome del coach – ha fatto sapere dopo lo US Open -. Nelle prossime due settimane si saprà il nome”. Resta da capire, quindi, se il nuovo coach comincerà a lavorare con lui immediatamente dopo l’annuncio, oppure se – come suggerito da Ferrero – tutto sarà rinviato all’inizio del 2027.
Sullo sfondo, oltre a Jodar e Auger-Aliassime, si profilano invece due vere sorprese. Una porta al nome di Ben Shelton, appena salito al numero 4 ATP dopo la finale dello US Open. È vero che difficilmente i tennisti statunitensi scelgono qualcuno al di fuori da quel tipo di formazione, ma Shelton si è sempre affidato esclusivamente al padre Bryan (ex tennista n.55 ATP), e conoscendo i precedenti non più rari di top player con i “super-coach” e/o “consulenti”, nulla si può escludere. L’ultima opzione sembra essere invece quella di un approdo di Ferrero sul circuito WTA, anche se qui è azzardato addentrarsi in ipotesi forzate.