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Federico Coria, il fratello d'arte sfida Berrettini: "La pressione mi fa sentire vivo"

Federico Coria gioca contro Matteo Berrettini il suo primo match dopo sei mesi di assenza per un infortunio al gomito. Fratello dell'ex numero 3 del mondo Guillermo, racconta il suo rapporto con la pressione e la paura di fallire

di | 10 febbraio 2026

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"Ho convissuto con la pressione per tutta la mia vita. Ho iniziato a competere a 12 anni, quando mio fratello Guillermo era numero 3 al mondo. Ovunque giocassi, la gente veniva a vedere il fratello minore di Guillermo. La pressione mi faceva abbassare la testa e fissare il terreno. La pressione è necessaria perché mi fa sentire vivo", scriveva l’ex Top 100 Federico Coria nel 2021 a Behind the Racquet, il sito creato dallo statunitense Noah Rubin, numero 125 ATP nel 2018, per dare voce agli atleti che di solito non riescono a far conoscere le loro storie.

"La paura è la migliore e la peggiore delle emozioni. Senza paura non proverei nemmeno passione per quello che faccio, mi sarebbe impossibile competere. Nel tennis e nella vita devi affrontare i momenti difficili per prepararti a quelli belli. Qualcosa mi ha dato la forza interiore per andare avanti nei momenti critici della mia carriera" aggiungeva allora.

E' la forza che l'ha convinto a non mollare, a tornare in campo dopo sei mesi di stop per un infortunio al gomito e a ripartire dall'ATP 250 di Buenos Aires. Oggi numero 322 del mondo, giocherà contro Matteo Berrettini il suo primo match dall'ottavo di finale del Challenger di Bonn dello scorso agosto.

Il diritto di Federico Coria (Getty Images)

Il diritto di Federico Coria (Getty Images)

Non è certo la prima volta che Coria si è sentito messo alla prova. Per molto tempo, ha ammesso a Behind the Racquet, "non ho dato il 100%. Avrei avuto così una scusa se non avessi raggiunto i miei obiettivi. Ho capito che avevo paura di fallire". Nel 2019 cambia tutto. Si prepara come mai prima, si allena con serietà ma i risultati non arrivano. A 27 anni, con tanti dubbi e i conti in rosso, pensa di abbandonare il tennis. Ma prima, si concede un'ultima chance, al Challenger di Savannah. E lo vince.

Le tappe della carriera di Federico Coria

Cambia tutto. Nel 2020, al suo debutto in uno Slam agli US Open, Coria raggiunge il secondo turno. Quel risultato lo proietta per la prima volta in Top 100. Al successivo Roland Garros, quell'anno eccezionalmente spostato a fine settembre per la pandemia da COVID-19, fa ancora meglio: si spinge al terzo turno, fermato solo da Jannik Sinner.

Nel 2021 centra il secondo titolo Challenger a Prostejov e raggiunge altre due finali in questo circuito, a Milano e Salisburgo. Gioca anche la sua prima finale ATP a Bastad, battuto da Casper Ruud, e ha l'onore di rappresentare l'Argentina ai Giochi Olimpici di Tokyo. L'esperienza si chiude con una sconfitta al primo turno contro Mikhail Kukushkin.

L'apice della sua carriera lo raggiunge a febbraio 2023. A Cordoba, batte la testa di serie numero 2 Francisco Cerundolo e il campione in carica, lo spagnolo Albert Ramos Viñolas (testa di serie numero 3). In finale perde in tre set contro l'argentino Sebastián Baez. Grazie a questo risultato, il 13 febbraio 2023 entra per la prima volta nella Top 50, salendo al numero 49 del mondo.

Nel 2024 torna in semifinale a Cordoba e ne gioca un'altra a Buenos Aires, battendo tra gli altri Cameron Norrie (la sua quarta vittoria contro un Top 20) e Baez. Gioca prevalentemente nei Challenger. Raggiunge a fine anno la semifinale a Guayaquil, Maya e Montevideo, dove si gode anche la particolare esperienza di giocare in doppio con una stella del calcio mondiale convertito al tennis, l'ex centravanti della nazionale uruguayana Diego Forlan. Chiude così per la quinta volta di fila una stagione in Top 100 nel ranking ATP.

Nei primi tre mesi del 2025, nonostante i quarti a Santiago e la semifinale a Cordoba, esce dalla Top 100. Subisce un infortunio al gomito ad aprile e torna alle competizioni dopo un mese. Il dolore però ritorna. Ad agosto si ferma, poi si opera. E ora torna, con quella paura che lo fa sentire vivo. Pronto a una nuova sfida.

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