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Estoril, Faria sfida Darderi ai quarti: "È un torneo speciale per me"

Il portoghese (n.88 ATP) sfiderà l'azzurro (n.21 e n.2 del seeding) per un posto in semifinale: "Venivo qui da piccolino, è fantastico vivere queste emozioni da giocatore". Nel 2026 è già salito di 60 posizioni nel ranking

di | 23 luglio 2026

Jaime Faria in azione col rovescio (Getty Images)

Jaime Faria in azione col rovescio (Getty Images)

Jaime Faria ha fatto parlare di sé per la prima volta all’Australian Open 2025, quando dopo aver vinto al primo turno la sua prima partita in major, riuscì a strappare un set a Novak Djokovic, che l’avrebbe poi battuto in quattro set. Un mese dopo, il portoghese classe 2003 avrebbe raggiunto il suo best ranking al n.87. Se dopo un anno non è ancora è riuscito a migliorarsi (oggi è n.88), di certo significa che difficoltà non sono mancate.

Eppure, il giocatore che Luciano Darderi affronterà ai quarti di finale del Millenium Estoril Open (ATP 250 - montepremi 612.620 euro) sembra star vivendo una nuova ascesa, destinata probabilmente a portare, non solo più avanti del suo miglior best ranking, ma anche in pianta stabile nel circuito che conta.

Il portoghese Jaime Faria insieme a Novak Djokovic (Getty Images)

Il portoghese Jaime Faria insieme a Novak Djokovic (Getty Images)

Non a caso, per arrivare al n.87 un anno fa, aveva raggiunto i suoi primi due quarti di finale ATP prima a Rio de Janeiro e poi a Santiago. In Cile, anzi, aveva battuto proprio Darderi col punteggio di 63 64. Gli scontri diretti, tuttavia, sono sull’1-1, perché nel 2022 l’azzurro gli aveva lasciato appena un game nel primo turno delle qualificazioni del Challenger di Oeiras.

Gli ostacoli più duri da superare gli si sono parati davanti proprio dopo il buon torneo di Santiago. A causa di un edema osseo al piede sinistro, è rimasto al box per due mesi, rientrando in campo soltanto ad aprile. A maggio, poi, un’infiammazione al braccio destro – pur senza fermarlo del tutto – lo ha costretto a giocare anche contro il dolore.

Come ad Oeiras quattro anni fa, la sfida con Darderi si giocherà in casa di Faria, che ad Estoril aveva superato le qualificazioni due anni fa (perdendo all’esordio), mentre questa volta ha già vinto due partite. Ha superato in due set prima la testa di serie n.6 Botic van de Zandschulp (n.88 ATP) e poi il peruviano Gonzalo Bueno (n.180) regolandosi il pass un altro quarto di finale a livello ATP, il quarto della sua carriera. Dopo quelli dello scorso anno, infatti, in questo 2026 ne ha raggiunto un altro a Rio de Janeiro.

Il tennista di Lisbona ha raggiunto due finali a livello Challenger, a San Paolo del Brasile a Mauthausen. Il salto di oltre 60 posizioni (dalla n.151 di gennaio ad oggi) è arrivato soprattutto riuscendo a superare le qualificazioni in tutti e tre gli Slam stagionali, vincendo in ognuno anche il primo turno del tabellone principale.

Al Roland Garros, a riprova del suo grande feeling con la terra rossa, ha fatto anche di più. Ne ha vinte due, ha giocato il suo primo sedicesimo di finale in un major, sfiorando anche gli ottavi: si è arreso solo di fronte a Frances Tiafoe, non sfruttando un vantaggio di due set e di un break.

Un primo piano di Jaime Faria (Getty Images)

Un primo piano di Jaime Faria (Getty Images)

“Il livello non era altissimo, ma a volte non serve giocare a un livello altissimo, basta essere costanti. La prima vittoria nel tabellone principale qui significa molto per me”, ha raccontato dopo la vittoria contro van de Zandschulp. “Spero di poter giocare in questo torneo per altri 10-15 anni”.

“Venivo a vedere questo torneo sin da quando ero piccolo. Vivevo a cinque minuti di macchina da qui, e ci venivo a piedi quando i miei genitori lavoravano, ha anche raccontato all’ATP, Faria, innamoratosi del tennis all’età di 5 anni, quando il padre Nuno portò lui e suo fratello Vicente a vedere una partita d’esibizione con leggende come John McEnroe, Mats Wilander e Marcelo Rios.

“Qui ho giocato anche i tornei junior, under 16, under 14 o under 12. È un posto speciale per noi, l’unico torneo ATP in casa nostra. Ho sempre vissuto questo esperienza da tifoso, ed ora viverla da giocatore è fantastico.

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