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Dubai: forfait Griekspoor, Medvedev ringrazia

L'olandese non recupera dall'infortunio rimediato in semifinale contro Rublev e così il russo uò festeggiare il suo titolo n.23 e la fine di una tradizione che durava da ben 22 successi

di | 28 febbraio 2026

Daniil Medvedev (Getty)

Daniil Medvedev (Getty)

Alla fine a spezzare il sortilegio è stata una fatalità. Grazie al ritiro annunciato da Tallon Griekspoor ancor prima di scendere in campo per la finale del Dubai Duty Free Championships (ATP500), Daniil Medvedev, dopo il successo ottenuto a Dubai nel 2023, può così festeggiare il suo 23° titolo in carriera, e bissare per la prima volta in carriera un secondo successo ottenuto nella medesima località. Sarebbe stato così altrimenti? E quanto tempo sarebbe dovuto passare per veder interrotta quella coperta stile patchwork che il russo andava componendo con titoli vinti ai quattro angoli del mondo senza riuscire mai a trovare la stoffa giusta per un bis? La risposta, ormai, soffia nel vento di Dubai. 

Ed è una risposta che fa di lui il secondo giocatore più titolato sul veloce (a pari merito con Jannik Sinner), issatosi a quota 21, ma con 51 titoli ancora da festeggiare prima di raggiungere il leader in classifica Novak Djokovic. Il forfait del prodigioso Griekspoor, che proprio contro il russo l'anno scorso aveva battagliato a Dubai uscendo vincitore dalla loro sfida ai quarti, permette a Medvedev di accorciare la distanza dal n.10 del ranking Alexander Bublik, ora in scia a soli 45 punti e di aggiungere alla sua bacheca anche il secondo trofeo del 2026 dopo quella vinto a gennaio a Brisbane. 

L'olandese nella semifinale vinta contro Rublev, pur non dando segni di sofferenza, aveva riportato un'infortunio alla caviglia e con il Sunshine Double alle porte e una condizione che gli aveva permesso di disfarsi proprio di Bublik e di Mensik, ha preferito non rischiare. Per Medvedev, anch'egli reduce da una semifinale vinta contro Auger-Aliassime e da lui definita come la "miglior prestazione del suo torneo", anche senza l'epilogo quella di Dubai resta comunque una settimana che conferma i passi avanti degli ultimi due mesi: fatti di progressi lenti e inesorabili - non senza qualche sfuriata di troppo - che dal tredicesimo posto lo hanno portato a ridosso di una top10 da cui manca dallo scorso aprile. A Indian Wells vanta due finali giocate perse contro Carlos Alcaraz nel 2023 e nel 2024. Chissà che quest'anno, rinfrancato nelle sue convinzioni, non decida di rilanciare la sua inedita tradizione proprio dal deserto della California.

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