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Doha, Alcaraz piega Rublev ed è in finale

Per lo spagnolo arriva l'undicesima vittoria consecutiva del 2026 grazie al successo in due set ottenuto contro il campione in carica Rublev e dopo aver trascorso ancora una volta oltre due ore in campo

di | 20 febbraio 2026

Carlos Alcaraz (Getty)

Carlos Alcaraz (Getty)

Ha lottato e faticato, rimontato e litigato, ma alla fine aggiudicandosi la semifinale numero trentacinque della sua carriera contro Andrey Rublev  76(3) 64 - in quel di Doha, Carlos Alcaraz domani avrà l'occasione di andare a caccia del suo ventiseiesimo titolo e di allungare il gap che lo separa da Jannik Sinner, primo dei suoi inseguitori in classifica, relegato - che in caso di vittoria finale del murciano salirebbe a oltre tremila punti di distanza. Al numero uno del mondo è servita l'esperienza maturata nei turni precedenti quando nei due testa a testa francesi contro Rinderknech e Royer, ma soprattutto nel quarto contro Khachanov, si era ritrovato a dover fare i conti con avversari tutt'altro che arrendevoli costretto addirittura a dover rimontare un set contro il solido russo settimo favorito del seeding. 

"So di cosa sono capace, sono fiero di come sto approcciando ogni partita, sto provando a fare sempre meglio e sono orgoglioso di come stia maturando da questo punto di vista - ha dichiarato Alcaraz a fine match - Se si vogliono trovare delle soluzioni occorre trovarle quando si è calmi, oggi ne è stato un buon esempio: è una cosa su cui sto lavorando, a volte perdevo la testa e credevo di non star giocando al meglio ed era frustrante e non era quella la condizione migliore per trovare la soluzione. Oggi invece sono rimasto calmo, ho pensato lucidamente a quale era il modo migliore per uscirne".

A Rublev, che fino a ieri era uscito vincitore di un solo precedente dei cinque giocati in carriera contro Carlitos, va riconosciuto il merito di aver reagito a un destino che per quanto già scritto lo voleva vittima e sparring partner, incastrato e preda delle consuete fragilità. Il russo infatti, nonostante il break incassato in avvio di primo set, non ha mollato provando e infine riuscendo a ribellarsi a un epilogo fin troppo repentino: controbreak e ultimi game giocati senza paura e senza guantoni verso un tie-break risolto dallo spagnolo con un paio di prodezze. 

Rendersi conto di poter mettere alle corde il numero uno del mondo, pareggiarne il numero dei gratuiti (18-19, anche se al settimo game erano già 7 quelli concessi col rovescio dal russo) e tirarsi fuori da una situazione così complicata senza ottenere alcuna ricompensa in cambio, sembrava per Rublev la condizione peggiore per avviarsi verso un secondo set in cui Alcaraz, forte ormai del vantaggio e sempre più a suo agio con le condizioni della serata qatarina, ha potuto fin da subito dar sfogo a tutto il suo repertorio infiammando il pubblico convinto di poter così scivolare agevolmente verso il successo. 

Rublev però, al netto di qualche sfogo plateale e qualche racchettata autoinflittasi, ha continuato a recitare fino in fondo il ruolo di campione in carica recuperando il break concesso e costringendo Alcaraz a sudarsi ogni quindici ingabbiandolo in percentuali (a metà set era di appena il 60% il bilancio di punti estratti dalla sua prima) che continuavano a legittimarne le ambizioni. Tanto più dopo avergli strappato il servizio nel game del dentro-fuori del 5-4, con ben tre match point annullati e la possibilità di poter impattare sul 5-5. Col motore al massimo dei giri è però bastata una sbandata, un errore di valutazione, per far deragliare completamente i suoi piani di rimonta e vederlo infine cedere solo al sesto match point. Una vittoria attesa, dunque, per Alcaraz, l'undicesima consecutiva del suo 2026, ma che reca in sé un monito per lo spagnolo quanto uno squillo di riscossa per la concorrenza: se gli Slam restano per ora terreno di conquista per i Big2, la caccia resta invece aperta negli altri eventi del circuito. 

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