Il bulgaro inizierà il 2026 da Brisbane con un team rinnovato: "Era il momento giusto per cambiare. Ho attraversato momenti difficili, ma se farò le cose giuste e rimarrò sano, posso avere le mie chance"
di Samuele Diodato | 30 dicembre 2025
“Ho attraversato momenti difficili, pensavo di non poter tornare a spingere col dritto, col servizio. Ma a poco a poco mi sono detto: ‘Ho ancora tempo, ho ancora fame’”. Si è presentato così, Grigor Dimitrov alla vigilia del suo 2026, che inizierà da Brisbane, in un torneo che giocherà per la decima volta e che lo ha già visto vincere nel 2017 e nel 2024.
A 34 anni, il bulgaro è sceso al n.44 della classifica ATP, e sta ora cercando di recuperare il terreno dopo la dolorosa beffa di qualche mese fa a Wimbledon, quando da ha quantomeno accarezzato il sogno di battere Jannik Sinner, trovandosi avanti di 2-0 nel computo dei set. Poi, però, nel quarto game del secondo set, il pettorale lo ha tradito, obbligandolo al ritiro e tenendolo fermo per cinque mesi, sino al tentativo, abbozzato, di rientro nel mese di novembre.
L'abbraccio tra Sinner e Dimitrov dopo l'infortunio del bulgaro a Wimbledon (Getty Images)
Ha vinto anche una partita, “Grisha”, nel Masters 1000 di Parigi, ma si è ritirato prima del secondo turno. Il vero “nuovo inizio”, dunque, è ora: “Non c’è un posto migliore per iniziare rispetto a Brisbane, mi sento bene fisicamente e mentalmente”, ha detto a Tennis Australia. “Sono grato per come sono andate le cose. Nella mia situazione era facile abbattersi, ma ho avuto le persone giuste al mio fianco, che mi hanno permesso di allontanarmi un po’ dal tennis per poi vedere tutto da una prospettiva diversa”.
Il riferimento, chiarissimo, è andato ai suoi cari e alla sua ragazza, l’attrice Eiza Gonzalez, con la quale Dimitrov ha trovato stabilità e felicità pur trovandosi in una spirale negativa sul campo. Già prima dei sei mesi di stop, infatti, il bulgaro aveva avuto grossi problemi dal punto di vista fisico, qualcosa di insolito per un tennista integro come lui: cinque ritiri nel solo 2025, e cinque ritiri consecutivi a partita in corso negli Slam, da Wimbledon 2024 a Wimbledon 2025.
“Ho cominciato a farmi delle domande sul mio corpo”, ha confessato. E così ha preso anche la decisione di ricominciare con una nuova “ricetta”, rinnovando per la prima volta in maniera massiccia il suo team, che per la verità è ancora in via di definizione. A settembre se n’è andato Jamie Delgado, mentre pochi giorni fa è diventata ufficiale la separazione da Daniel Vallverdu, suo coach da otto anni.
“Ho iniziato a lavorare con Xavier Malisse. Lui ora ha qualche questione familiare da risolvere, ma poi passeremo più tempo insieme – ha proseguito Dimitrov -. Non avevo mai fatto cambiamenti del genere nella mia carriera, ma credo fosse il momento giusto. Stiamo ancora sistemando le cose e credo che ci saranno nuove aggiunte al team”. Malisse, ex n.19 ATP nel 2002, è una figura ben conosciuta tra i coach, e negli ultimi anni ha lavorato anche con Alexei Popyrin e Tallon Griekspoor.
“Tornare in palestra è stato importante per me - ha asserito Dimitrov -. Sapere di poter reggere certi allenamenti mi ha reso felice, perché so una volta raggiunto quel livello posso tornare a competere e avrò le mie chance”. Fa le cose per gradi, il tennista di Haskovo, ma non si pone limiti: “Vincere il torneo per la terza volta sarebbe un sogno. Ogni volta scendo in campo con l’obiettivo di vincere. So che il ranking non è più mio alleato, ma se farò le cose nel modo giusto ed il mio corpo mi permetterà di superare le difficoltà, tante cose buone potranno accadere”.