Grigor Dimitrov ha spiegato all'ATP cosa lo ha spinto a inserire David Nalbandian nel suo team insieme al coach Xavier Malisse
di Alessandro Mastroluca | 23 febbraio 2026
"È bello potersi relazionare con qualcuno contro cui hai giocato. Sono ritirati da oltre 10 anni, ma non è poi così tanto tempo. Stiamo ancora trovando il nostro equilibrio, perché è una novità per tutti noi, ma è molto chiaro cosa bisogna fare e come vogliamo affrontare il gioco". Grigor Dimitrov ha spiegato così all'ATP, alla vigilia del suo esordio all'ATP 500 di Acapulco, in Messico, la recente decisione di aggiungere l'argentino David Nalbandian al suo team guidato dall'ex Top 20 belga Xavier Malisse.
Dimitrov ha perso l'unico match giocato contro Nalbandian, nella semifinale del Queen's, sull'erba, nel 2012; ha vinto invece due dei tre confronti diretti con Malisse, nel 2013 a Monte-Carlo e Washington.
Malisse e Nalbandian fra loro si sono affrontati sette volte in campo. La prima rimane impossibile da dimenticare: vinse l'argentino in cinque set in semifinale a Wimbledon, l'unica mai raggiunta in uno Slam dal belga, prima di cedere nettamente in finale contro Lleyton Hewitt.
"Li conoscevo separatamente, aiuta anche averci giocato" ha aggiunto Dimitrov, che nel 2025 ha giocato un solo torneo dopo l'infortunio al pettorale sofferto mentre era in vantaggio di due set contro Jannik Sinner a Wimbledon, e nel 2026 ha vinto solo una delle prime tre partite giocate.
Il 34enne punta a ripartire da Acapulco, dove ha vinto il titolo nel 2014, la prima edizione sul duro nella storia del torneo. In quell'occasione ha sconfitto Andy Murray in semifinale e Kevin Anderson in finale, sempre in tre set.
"Sono arrivato prima. Volevo solo assicurarmi di scendere in campo qualche ora in più", ha detto Dimitrov, che debutterà contro Terence Atmane. "Gli ultimi mesi sono stati un po’ complicati. Non sono riuscito ad allenarmi quanto avrei voluto né a disputare più partite. Ho dovuto cambiare alcune cose, che mi piacesse o no. Era un lavoro che dovevo fare su me stesso, più dal punto di vista mentale. È normale, però, e sto cercando di trovare il lato positivo. Non ero mai stato davvero infortunato né avevo mai vissuto un periodo così lungo lontano dal circuito, quindi è stato qualcosa di completamente nuovo".
Il Messico, per il vincitore delle Nitto ATP Finals 2017, non ha una faccia triste. "Mi sento benissimo, ho ritrovato molti volti familiari degli ultimi 10 anni, è sempre una sensazione di umiltà. Mi sono sentito accolto dalla gente e allo stesso modo, durante le partite, voglio dare loro la stessa energia - ha detto -. Questo è un torneo molto interessante per molti giocatori, le condizioni non sono adatte a tutti, può essere difficile. Cercherò di offrire una buona prestazione".