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Guarda il video integrale dell'intervista a Davide Vavassori, ospite nello studio di SuperTennis agli Internazionali BNL d'Italia con Giorgio Galimberti e Diego Nargiso
16 maggio 2026
Simone Bolelli e Andrea Vavassori possono diventare la prima coppia tutta italiana a vincere il titolo in doppio maschile agli Internazionali BNL d'Italia.
"Quest'anno siamo arrivati carichissimi perché abbiamo fatto comunque degli ottimi tornei, ma qui c'è sempre un'atmosfera diversa: gli italiani ci tengono tanto e fanno un po' fatica di solito a livello mentale" ha detto Davide Vavassori, padre di Andrea e coach della coppia azzurra, ospite nello studio di SuperTennis al Foro Italico insieme a Diego Nargiso e Giorgio Galimberti.
"Bole" e "Wave", ha spiegato, "sono quelli che stanno esprimendo il tennis più completo in assoluto. Giocano bene a tennis, sono completi e si completano. Sappiamo di essere molto forti, però nello stesso tempo dobbiamo cercare di migliorare, di essere un po' più intraprendenti per chiudere più velocemente alcune situazioni, per sfruttare di più i vantaggi che ci procuriamo" ha detto. Inoltre, "dobbiamo diventare un pochino più abili nel fare delle cose che ci piacciono di meno ma che rendono di più".
Nella finale contro lo spagnolo Marcel Granollers e l'argentino Horacio Zeballos, puntano al secondo titolo stagionale in un Masters 1000 dopo il successo a Miami. "Ci tenevano tantissimo i ragazzi, era il secondo obiettivo da raggiungere in questa stagione. Il primo rimane sempre lo slam, perché Simone ne ha già uno e noi siamo arrivati tre volte vicinissimi. E' stato bellissimo perché poi è stata una bella cavalcata, la finale l'abbiamo giocata veramente bene, poi c'erano delle motivazioni delicate sotto" ha detto.
Il riferimento è al padre di Bolelli, Daniele, a cui i due hanno dedicato la vittoria a Miami, scomparso a 71 anni una settimana dopo quella vittoria. Da padre, Davide Vavassori ha vissuto con ancora maggiore intensità quella situazione.
"Simone è stato incredibile, sono cose molto personali, noi cercavamo di fargli capire che eravamo tranquillissimi in qualsiasi decisione che lui prendesse in qualsiasi momento. Io conoscevo bene il papà perché l'ho visto spesso in diversi tornei, quindi l'ho conosciuto bene. Era una situazione difficile per tutti, abbiamo cercato di essere più sensibili possibili. Adesso ti rendi conto che una persona ci sarà sempre, perché sarà sempre con noi, però lui non c'è più".