-
Atp

Darderi: "Sogno la Top 10, Sinner mi spinge a migliorarmi"

Atteso dalla finale a Santiago, il n.21 è stato chiaro in un'intervista a CLAY: "Sono vicino alla Top 20, era l'obiettivo che avevo da inizio anno e non mi aspettavo di fare così bene in Australia". E poi ha parlato anche dell'ottimo rapporto con Sinner, Musetti e Cobolli

di | 01 marzo 2026

Luciano Darderi in azione (Getty Images)

Luciano Darderi in azione (Getty Images)

“L’obiettivo concreto è la Top 20, il sogno è la Top 10”. A più riprese, Luciano Darderi (oggi n.21 ATP) ha fatto capire di non volersi porre limiti, e nel 2026 lo sta dimostrando con i fatti, non solo con le parole. L’ha ribadita, la frase di cui sopra, pochi giorni fa in un’intervista realizzata a CLAY in quel di Santiago del Cile, dove il ventiquattrenne nato a Villa Gesell sta disputando l’ultimo torneo della sua “gira sudamericana”.

Non ancora lo sapeva, allora, che in Cile avrebbe raggiunto la finale, la seconda negli ultimi tre tornei dopo quella persa a Buenos Aires da Francisco Cerundolo. E stasera, contro il tedesco Yannick Hanfmann avrà non solo l’occasione di aggiudicarsi il titolo, ma anche di avvicinarsi ulteriormente proprio a Cerundolo, l’uomo che lo separa dall’ingresso tra i migliori 20.

“Era un obiettivo che avevamo per la fine dell'anno e siamo vicini a raggiungerlo – ha raccontato Darderi -. Non mi aspettavo che andasse così bene in Australia, soprattutto sui campi in cemento, quindi sono molto contento. Abbiamo lavorato davvero bene. E ora dobbiamo riuscirci”.

Darderi e Sinner al termine della sfida all'Australian Open 2026 (Getty Images)

Darderi e Sinner al termine della sfida all'Australian Open 2026 (Getty Images)

All’Australian Open, d’altronde, ha certificato la sua crescita anche sulle superfici al di fuori dell’amata terra rossa: sul duro, aveva raggiunto il primo terzo turno in un major (escludendo le altre superfici) nell’ultimo US Open, e nell’Happy Slam si è spinto subito oltre, tra i primi 16. A fermarlo, sono stati, uno dopo l’altro, quelli che chiama “due alieni”, Carlos Alcaraz negli States e Jannik Sinner in Australia.

Di questi tempi, sono praticamente imbattibili. Contro Sinner ero molto nervoso all'inizio, poi mi sono rilassato e ho giocato davvero bene. Nel terzo set, ho avuto cinque palle break, ho servito sul 2-0 al tie-break. Ti rendi conto che ti danno pochissime occasioni, ma se le sprechi, perdi la partita”.

“Sono sempre un livello superiore”, ha aggiunto, “colpiscono sempre la palla alta, giocano a una velocità molto elevata. Mi motiva a provare anche solo ad avvicinarmi a quel livello, a cercare di giocare alla pari, a dare il massimo. Mi spingono ad alzare il livello e quindi a migliorare la mia classifica. Tenendo fede alla sua fama di giocatore che non si cura molto delle cose superficiali, bada al sodo e cerca di imparare in ogni occasione.

682A404A-E4D5-448F-8D25-5066FAEFB832
Play

Ha assorbito qualcosa proprio da Sinner, e da una prospettiva privilegiata, quella di compagno di allenamento in off-season a Dubai. Smentendo anche chi pensa che il n.2 al mondo sia fin troppo serio: “È un gran bravo ragazzo. Quando ci alleniamo è molto concentrato, e a Dubai per le due ore di allenamento non ha parlato. Ma non lo fa per motivi personali, è solo professionale: dietro le quinte, è molto divertente.

Sinner, ovviamente, non è l’unico che stima e con il quale ha un ottimo rapporto: “Conosco tutti i ragazzi italiani ed argentini da quando ho 10 anni, quindi il rapporto è davvero ottimo”. Tra questi, ce n’è uno, suo coetaneo, che sta seguendo una parabola simile alla sua, e dopo il successo nell’ATP 500 di Acapulco debutterà da lunedì in Top 15. “Io e Cobolli abbiamo cominciato contemporaneamente a migliorare, giocando nei Challenger. Ci siamo sfidati nel mio primo torneo in Italia, quando avevo nove anni. Ci conosciamo da bambini, e a Monte-Carlo giocheremo insieme il doppio”, ha rivelato.

Luciano Darderi colpisce di rovescio (foto Getty Images)

Luciano Darderi colpisce di rovescio (foto Getty Images)

Poi Musetti, del quale Darderi ci ha tenuto a sottolineare il “livello incredibilmente alto” con una certa presenza costante nelle fasi finali dei Masters 1000 e degli Slam: “Davanti a lui ci sono Alcaraz e Sinner, che sono due giocatori sovrumani, Djokovic, che è una leggenda, e Zverev”.

Cosa serve per raggiungere il sogno Top 10? Una risposta che può sembrare banale, ma che banale non è: "Serve molta costanza, non infortunarsi, sfruttare le occasioni, lavorare bene e avere un pizzico di fortuna”, ha detto. “Devo attaccare di più, è fondamentale sul cemento, dove ci sono più tornei rispetto alla terra – ha specificato -. Questo mi aiuterebbe a farcela, e poi ovviamente giocherò anche sulla terra”.

La concorrenza sempre più alta sul circuito non ammette pause: "Bisogna stare attenti a tutto: pasti, fisioterapia, riposo, allenarsi bene, essere sempre al 100%. Tra allenatori, psicologi, preparatori e nutrizionisti, i team si sono ingranditi negli ultimi anni. I migliori fanno la differenza sotto ogni aspetto, e non vacillano nei momenti cruciali. La classifica premia sempre i più costanti”.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti