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Costa: "Mai visto nulla di simile a Djokovic"

Il fisioterapista del serbo, in un intervento al podcast "Diário de um Treinador", ha condiviso alcuni dettagli sulla sua collaborazione con l'ex n.1 del mondo sottolineandone dedizione, intensità e cura maniacale per ogni minimo dettaglio

23 settembre 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

In attesa di rivederlo in campo a Pechino, torneo che in passato ha riservato lui grandi soddisfazioni, Novak Djokovic ha trascorso i giorni successivi all'eliminazione precoce dagli US Open cercando di risolvere "quel" problema che in estate ha continuato a tormentarlo - fatica, conati di vomito e progressivo sgretolarsi del fisico, dalla schiena alla spalla - e di cui nulla però ha voluto condividere con gli addetti ai lavori. Gli unici a conoscerne la reale natura sono gli uomini del suo staff, e tra questi il fisioterapista Carlos Costa, intervenuto di recente al podcast "Diário de um Treinador" in una puntata in cui - lui sì - ha rivelato e condiviso alcuni dei segreti che nel corso degli anni ha potuto osservare da vicino e che ai suoi occhi rendono il serbo un atleta diverso da tutti gli altri con cui in precedenza aveva collaborato. Nulla di nuovo sotto il cielo dell'ex numero uno del mono: intensità, cura maniacale dei dettagli, generosità, inarrendevolezza, amore per la competizione, concentrazione e una nuova dimensione con cui ora fare i conti, una nuova fragilità che a 39 anni lo ha costretto a dover rivedere ancora una volta i suoi piani nel disperato tentativo di restare al vertice.

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"Non ho mai visto nulla di simile a Novak Djokovic. La sua visione, ciò che mette in ogni singolo giorno in campo, e la sua intensità. Avevo visto qualcosa di simile in precedenza, ma mai con la costanza di Djokovic", ha esordito Costa sottolineandone la dedizione. 

"Presta attenzione a ogni dettaglio. Il tempo che ci vuole per dargli il suo asciugamano, se c'è qualcosa che non è pianificato, se c'è attrito. Arriva addirittura a creare test all'interno del team per scoprire se stiamo davvero cercando le migliori strategie di recupero e fornendo lui i migliori trattamenti. Ad esempio, ci ha chiesto perché Sinner fa allenamento per gli occhi e noi no. È costantemente alla ricerca di modi per essere il migliore al mondo - ha ancora aggiunto il fisioterapista spagnolo - A volte vede video o nota altri giocatori che fanno cose diverse nello spogliatoio, e chiede sempre perché non facciamo lo stesso. E la nostra risposta non può tardare troppo! Siamo costantemente alla ricerca di modi per migliorare."

Digiuno di titoli dall'anno scorso quando si impose sia a Ginevra che ad Atene, per Djokovic l'ultimo rande successo nonché ultimo allora che mancava alla sua bacheca, è stata la medaglia d'oro vinta ai Giochi di Parigi: "Quando ha deciso che doveva vincere la medaglia d'oro, tutto è stato pianificato nei minimi dettagli. Ha vissuto per quello dal momento in cui si svegliava fino a quando andava a dormire", ha confidato ancora Costa ricordando la vittoria in due set ottenuta contro Carlos Alcaraz. Una vittoria conquistata in virtù "di una personalità più forte della maggior parte delle persone. La sua personalità e l'intensità nell'allenamento sono molto diverse da quello che si vede normalmente, e questo è ciò che lo rende ciò che è. Ha una certa mentalità che gli permette di portare il suo gioco tecnico e tattico a un altro livello".

Una ferocia e una costanza che però non impediscono a Djokovic di esser anche generoso con i più giovani rivali planati sul circuito che a lui guardavano quando erano ancora in tenera età e in rampa di lancio verso il professionismo. Fu lo stesso Djokovic a confidare come in avvio di carriera non esitò a fornire a Jannik Sinner alcuni consigli, atteggiamento che lo stesso Costa ha confermato estendendolo anche ad altri giovani interpreti: "Ama aiutare i giocatori più giovani. Spesso interrompe l'allenamento per dare consigli ad altri giocatori, persino a quelli con cui compete nel circuito. Non molto tempo fa, Auger-Aliassime gli ha chiesto un consiglio e Novak lo ha aiutato immediatamente. Lo stesso è successo con Fonseca. La gente non ha idea di quanto aiuti gli altri giocatori."

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