Gli avversari di Jannik Sinner raccontano cosa significa affrontarlo e quale potrebbe essere una strategia da applicare per tentare di contrastarlo
di Alessandro Mastroluca | 18 ottobre 2025
"Jannik Sinner, senza alcun dubbio, è il miglior giocatore del mondo sul duro" ha detto Carlos Alcaraz in occasione dello US Open 2025, prima di batterlo per la seconda volta su tre finali Slam consecutive nel 2025. "Jannik ha la capacità di non avere punti deboli. È pazzesco, il modo in cui riesce sempre a giocare al suo meglio. Sembra che tu debba guadagnarti ogni punto, ogni game. Ti fa soffrire dal primo punto della partita fino all’ultima palla. La sua capacità di restare sempre lì mentalmente, punto dopo punto, senza alti e bassi durante il match, lo rende davvero, davvero speciale. Il modo in cui si muove, il modo in cui colpisce la palla… è incredibile. È davvero difficile trovare falle nel suo gioco".
Quella del murciano, suo avversario anche in finale al Six Kings Slam, l'esibizione a Riad che vale per il vincitore un assegno da 6 milioni di dollari, è una sensazione condivisa da non pochi avversari dell'azzurro. Lo spiega, ad esempio, in dettaglio, Felix Auger-Aliassime, battuto quest'anno da Sinner a Cincinnati e allo US Open, nel corso di una lunga intervista al Changeover Podcast.
L'abbraccio tra Jannik Sinner e Felix Auger-Aliassime (Getty Images)
Contro Sinner, ha spiegato il canadese, "i primi colpi sono davvero fondamentali. Devi ovviamente servire bene, altrimenti contro uno che risponde così bene, finisci subito nei guai. E lo stesso vale sulla risposta: anche se ha migliorato molto il servizio, penso che non sia ancora il suo colpo più naturale. Devi cercare di mettergli pressione, o mettendo tante risposte in campo, oppure provando ogni tanto a rischiare contro la prima. Sulla seconda palla, devi avere un approccio chiaro, sapere cosa vuoi fare".
Negli scambi, invece, non c’è un posto sicuro in campo, ha ammesso Auger-Aliassime. "Devi solo sperare che sbagli lui, a un certo punto. Ma per me è chiaro che non puoi lasciarti sfuggire nessuna opportunità per entrare nel campo: è troppo forte - ha spiegato -. E poi non puoi aprirgli il campo senza velocità o senza un’intenzione precisa. Quando gli dai un angolo, devi assicurarti di farlo colpire in corsa e in una posizione scomoda; altrimenti, è meglio giocare al centro".
Qualche tempo fa sono stati ospiti dello stesso podcast Stefanos Tsitsipas, battuto da Sinner al Six Kings Slam, e Tallon Griekspoor, che l'ha sconfitto per la prima volta in carriera, anche se per ritiro, a Shanghai. Entrambe le interviste sono precedenti rispetto ai loro più recenti confronti diretti.
"Quando lo vedi giocare, è quasi come se avesse un secondo diritto al posto del rovescio da fondo campo. Lo vedi muoversi, poi, come se non avesse molti punti deboli. Non c’è davvero una grossa lacuna nel suo gioco" ha ammesso Tsitsipas.
Secondo l'olandese Griekspoor, "Sinner è incredibile, ma allo stesso tempo non ha le capacità e il gioco a rete che ha Alcaraz. Non ha la palla corta. Non ha il rovescio slice. Ha il rovescio in scivolata, certo. Le cose che fa sono incredibili. Un livello pazzesco".
Quando affronti l'azzurro, ha sottolineato, "devi essere molto, molto aggressivo. Devi servire estremamente bene. Devi colpire e avanzare, per farlo uscire dal suo ritmo. Come Alcaraz, Jannik è bravissimo a imporre il suo tennis: la partita si gioca alle sue condizioni. Per cui devi cercare di rendere la partita “tua”. Devi metterli a disagio. E credo che se giochi in modo molto aggressivo, rispondi velocemente, vai spesso a rete, lo metti costantemente sotto pressione, sia l’unica maniera per provare a batterli".