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Il consiglio di Vincenzo Santopadre, oggi coach di Lorenzo Sonego, a Flavio Cobolli nel corso di Tennis Talk, format di approfondimento settimanale su SuperTennis
13 ottobre 2026
Flavio Cobolli non ha mai nascosto la sua ambizione di qualificarsi per la prima volta per le Nitto ATP Finals. E ha più volte confessato di sentire una certa, crescente pressione, dal momento in cui l'obiettivo è diventato più vicino.
"E' normale sentire un po' d'ansia, soprattutto quando è la prima volta che ti trovi in questa situazione: hai di fronte un traguardo che vuoi raggiungere e non sai se avrai altre chance. Rientra in quelle che devono essere le capacità e le competenze di un grande giocatore" ha detto a SuperTennis Vincenzo Santopadre, a lungo coach del suo grande amico Matteo Berrettini e ora allenatore di Lorenzo Sonego, insieme a Francesco Elia e Marco Gulisano, coach di Matteo Gigante e anche lui in passato accanto a Berrettini.
"Secondo me fa bene a dirlo perché è un modo anche per tirar fuori un po' di quell'ansia, di quella tensione" ha sottolineato Santopadre.
Quest'anno Cobolli è arrivato, al Roland Garros, a un set dalla conquista del suo primo titolo Slam. Ha poi raggiunto i quarti a Wimbledon, ma dopo la semifinale a Cincinnati il suo rendimento è calato. E' stato infatti battuto al terzo turno allo US Open, e all'esordio all'ATP 500 di Pechino e al Masters 1000 di Shanghai.
Nella Race è quinto con 3.540 punti, 700 in più di Novak Djokovic, decimo e oggi primo degli esclusi vista l'assenza di Jannik Sinner. I due ATP 500 contemporanei a Vienna e Basilea, e l'ultimo Masters 1000 a Parigi diventeranno decisivi. Flavio ha un margine di sicurezza, ma non può permettersi passi falsi.
"Il mio consiglio, forse banale, è di scordarsi completamente i risultati degli altri, perché non incidi su quello che fanno, ma consumi energie supplementari - ha sottolineato Santopadre - Capitano tante situazioni dove hai degli alti e bassi perché magari il tuo diretto avversario sta perdendo ma poi vince al terzo. La vivi in maniera molto partecipativa, in maniera intensa. Per tutto l'anno i giocatori sono abituati, anche per curiosità, ad andare a vedere i risultati degli altri nei tornei. Quello che deve fare Flavio secondo me è provare a staccarsi dal guardare i risultati, provare a dire giustamente che sente quella tensione ma non perdere di vista che comunque sta davanti e quindi al momento è più forte lui".