"Sono la miglior cosa che potesse succedere al tennis", ha detto a Marca. E sulla sua vita: "Mi pento di aver lasciato il tennis. Nel 2023 ho scoperto il cancro, ma ora sto bene"
di Samuele Diodato | 04 dicembre 2025
“Non mi perdo nessuna sfida tra di loro, è la miglior cosa che potesse accadere al tennis”. Potrebbero essere, queste, le parole uno di quei comuni appassionati che punta la sveglia a tutte le ore per vedere Jannik Sinner e Carlos Alcaraz l’uno contro l’altro. Invece, sono le parole di chi oggi “fa” l’appassionato, ma la storia del tennis l’ha anche scritta: Bjorn Borg, l’indimenticato “Orso”, 11 volte campione Slam.
Lo svedese, 69 anni, in un’intervista per Marca, si è “arresa” al fascino della nuova rivalità che domina la scena nel tennis. Non nascondendo una certa curiosità per i prossimi “episodi”: “Sarà interessante vedere come si divideranno i grandi titoli nel prossimo anno”, facendo dunque intendere che saranno ancora loro, secondo lui, a dettare legge nel circuito ATP.
Sinner e Alcaraz nella premiazione di Wimbledon 2025 (Getty Images)
Toccando anche tanti altri temi, tra cui quello dei Big Three, del suo addio al tennis (avvenuto per la prima volta a neanche 26 anni), e della cancro con cui ha dovuto fare i conti negli ultimi tempi, Borg ha anche espresso anche una leggera preferenza per Alcaraz e “per come sente la palla”, riconoscendo a Sinner di essere “più aggressivo”.
Dell’iberico, Borg ha parlato anche dal punto di vista umano, avendolo conosciuto in qualità di capitano del Team Europe in Laver Cup (ruolo rivestito dal 2017 al 2024): “È incredibile come persona e come giocatore. È il più veloce in campo: sono rimasto anche colpito dalla sua personalità e gli auguro il meglio”
L’altro “titolo” dell’intervista è il suo rimpianto nell’aver lasciato quella che resta la sua più grande passione: “Avevo perso la motivazione e non potevo continuare, ma mi pento di aver scelto un’altra vita, anche perché nel tennis avevo tanti amici”. Tra di loro, soprattutto ora che non giocano più l’uno contro l’altro, c’è anche John McEnroe: “È un rapporto amore-ordio, perché quando lottavamo tra di noi era difficile sedersi a cena, e non l’abbiamo mai fatto da soli. Ora però ci sentiamo spesso – ha confermato – anche se non parliamo dei nostri match. Lui sperava che la nostra rivalità durasse più a lungo”.
Borg e McEnroe sorridenti alla Laver Cup (Getty Images)
Nel suo nuovo libro, uscito pochi mesi fa, Borg ha rivelato per la prima volta di aver avuto il cancro alla prostata, scoperto nel 2023, proprio in concomitanza con gli impegni in Laver Cup: “Il mio medico mi aveva proibito di viaggiare, ma ho voluto esserci. Poi stavo molto male, e nel febbraio successivo ho dovuto sottopormi ad un intervento. Ora sto bene, ma devo sempre tenere tutto sotto controllo”, ha raccontato.
Sei volte campione al Roland Garros e cinque a Wimbledon, ha risposto anche alla fatidica domanda: “Se giocassi contro Nadal al Roland Garros e contro Federer a Wimbledon, perderei. La loro generazione gioca uno sport diverso rispetto al mio. Quella di Nadal, con 14 titoli, è la più grande impresa mai fatta nello sport. E poi Federer, che in ogni caso colpirebbe la palla più forte di me”. Tra i due “litiganti”, però, è il terzo a godere: “Il migliore dei Big Three è Djokovic – ha dichiarato – mentre Nadal e Federer vengono dopo, a pari merito”.