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Nitto ATP Finals, oggi in campo Bolelli e Vavassori: "Vogliamo far bene"

La conferenza stampa di Simone Bolelli e Andrea Vavassori in occasione del Media Day alle Nitto ATP Finals 2025. Alle 18 gli azzurri sfidano Cash e Glasspool

09 novembre 2025

Andrea Vavassori e Simone Bolelli (Foto FITP)

Andrea Vavassori e Simone Bolelli (Foto FITP)

"Una grande emozione". Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno raccontato così la sensazione dominante alla vigilia della seconda partecipazione consecutiva alle Nitto ATP Finals. Gli azzurri giocheranno alle 18 contro Julian Cash e Lloyd Glasspool, i britannici numeri 1 del tabellone.

“Siamo molto contenti, era un obiettivo che ci eravamo messi in testa e lo abbiamo raggiunto. Vogliamo far bene a Torino" ha detto Bolelli. "Quest’anno siamo più pronti avendo già vissuto questa esperienza. Non vediamo l’ora di scendere in campo domani" ha aggiunto Vavassori, che aggiunge l'ulteriore soddisfazione di giocare questo torneo, uno dei più prestigiosi dell'anno, nella sua città natale. In una Torino che da cinque anni abbraccia le Nitto ATP Finals e assorbe gli effetti positivi della crescita del torneo  che alimenta la passione per il tennis. "Stiamo vivendo un vero e proprio boom in Italia, sono veramente felice di vedere sempre più appassionati” ha sottolineato Vavassori, eletto anche nel Players' Council, che si è dato come obiettivo quello di rendere il doppio sempre più popolare agli occhi del pubblico.

In questo ruolo, vorrebbe proporre di cambiare il format del doppio alle Nitto ATP Finals, cancellando il match tie-break al posto del terzo set. "Ho provato a intavolare il discorso, ma le tv vogliono avere la certezza che i singolari inizino alle 14 e alle 20.30. Magari però si potrebbe iniziare prima i match di doppio. Di sicuro è un peccato che un doppio possa finire dopo un'ora, soprattutto in un torneo importante come questo".

Rispetto alle Nitto ATP Finals, e agli altri tornei del circuito ATP, dove al posto del terzo set si gioca direttamente un tie-break a 10 punti, negli Slam il terzo è un parziale completo con eventuale tie-break sul 6-6. "Il punteggio è più realistico negli Slam" nota Vavassori. Bolelli è d'accordo. “Un evento del genere deve essere giocato con la stessa formula degli Slam e delle Olimpiadi, con un terzo set vero. Le regole del circuito ATP sono un po’ troppo casuali, perché le partite girano su pochissimi punti e per un evento così non vanno bene”.

Andrea Vavassori e Simone Bolelli in occasione del Media Day alle Nitto ATP Finals (Foto FITP)

Andrea Vavassori e Simone Bolelli in occasione del Media Day alle Nitto ATP Finals (Foto FITP)

Alle Nitto ATP Finals, il grande appuntamento di fine stagione con le otto migliori coppie di doppio dell'anno al via, nessuna partita è scontata. Nessun match è facile, indipendemente dal formato. "Anche se sei favorito sulla carta, non è detto che vinci - ha detto Bolelli - Se siamo di nuovo qui a Torino, significa che abbiamo mantenuto un livello molto alto anche se non abbiamo raccolto molto negli ultimi tornei. Credo che qui tutti i match saranno combattuti e duri. Proveremo a prenderci le nostre occasioni per quando le avremo. Dobbiamo cercare di arrivare freschi e carichi”.

Ottimista anche Vavassori, consapevole del proprio valore, della qualità di gioco che può esprimere con Bolelli, ma comunque realista e non disposto a troppi voli di fantasia alla vigilia dell'esordio alla Inalpi Arena. "Essere alle Finals per il secondo anno ci dà molta fiducia. Ci tenevamo tanto. Qui può succedere di tutto, l'abbiamo visto lo scorso anno: l'ottava coppia ha poi vinto il torneo".

Gli otto doppi finalisti delle Nitto ATP Finals (FITP)

Gli otto doppi finalisti delle Nitto ATP Finals (FITP)

Gli azzurri, in campo nella prima giornata delle Nitto ATP Finals, si proiettano anche verso il 2026. “Quest’anno si inizia qualche giorno più tardi e avere Natale a casa è buono, andrò al caldo, poi giocherò la United Cup con Cobolli e Paolini" ha detto Vavassori.

 "Avremo un mese forse cinque settimane massimo di stacco. Ci riposeremo 10 giorni massimo e poi ripartiremo” spiega Bolelli, che a smettere, proprio, non ci pensa. "Due tre anni buoni penso di poterli ancora fare, poi vedremo. Nella mia testa sono giocatore al 100%".

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