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Le parole del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi a SuperTennis dopo la vittoria di Jannik Sinner agli Internazionali BNL d'Italia
17 maggio 2026
"È il momento più bello di questi 25 anni che abbiamo vissuto alla guida della Federazione. Non c'è solo la vittoria di Jannik, c'è il Presidente della Repubblica che rappresenta tutti gli italiani e premia il nostro campione nel nostro torneo più famoso, con la storia più prestigiosa. Il torneo al quale tutti teniamo di più, gli spettatori, noi dirigenti, i tecnici e soprattutto i giocatori" ha detto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, commentando a SuperTennis il trionfo di Jannik Sinner agli Internazionali BNL d'Italia.
Sinner, aggiunge, "è una persona, un atleta che ha dei limiti che sono molto ma molto oltre quelli di tutti noi uomini normali. La cosa straordinaria è che è un ragazzo perfetto, semplice, ha grande famiglia e lo staff migliore del mondo: li ha scelti lui. E' un esempio irripetibile per tutti gli altri, a cominciare da Simone e Andrea che hanno vinto il doppio e che hanno avuto la gratificazione di ricevere i complimenti dal presidente Mattarella. Vale anche per i ragazzi che hanno fatto grandissimi risultati qua, Darderi, Pellegrino, ma anche Arnaldi e Bellucci, e poi via via tutti quelli che hanno fatto comunque ottime prestazioni, la Cocciaretto, la Basiletti, la Grant, e ne sto sicuramente dimenticando qualcuno. Le vittorie di Jannik sono il toccassana anche per quelli che devono recuperare la forma fisica come Musetti ma anche i giovani, Passaro, Gigante, Zeppieri, Nardi. Dà anche il respiro ai grandi giocatori, quelli con grande personalità che devono recuperare la forma, Matteo Berrettini, Jasmine Paolini, tanto per dirne due, ma anche Lorenzo Sonego. Riuscire ad avere un campione che trascina tutto il movimento è un grande vantaggio per tutti quanti, noi siamo felici, ne siamo onorati, siamo molto fortunati. Siamo dei passeggeri, fortunati di questo super aereo guidato da Jannik Sinner che continua a volare a quote stratosferiche. Un giorno diremo che noi c'eravamo".
Questo successo, che permette a Sinner di completare il Career Golden Masters, è il risultato di un percorso lungo, ha sottolineato il presidente della FITP. "La traversata nel deserto è stata lunga però alla fine siamo arrivati. Quel poco che ho fatto non l'ho fatto da solo, rappresento una classe di dirigenti della quale il tennis italiano può farsi vanto. Credo di avere il miglior Consiglio Federale nell'ambito dello sport italiano. A Jannik ormai manca solo il Roland Garros, ha vinto tutto, ma per noi lui doveva vincere questo, questo è il torneo che era scomparso quando noi siamo arrivati, che era raso al suolo, non esisteva più, lo volevamo vendere, lo volevamo disfarsene e piano piano invece l'abbiamo risanato, l'abbiamo ripulito, l'abbiamo rilanciato e oggi, se rappresento tutti gli italiani, possiamo dire che l'abbiamo vinto" ha detto.
L'unico dispiacere, ha ammesso Binaghi commentando il doppio trionfo di Jannik Sinner in singolare e di Simone Bolelli e Andrea Vavassori in doppio, è che questa storica doppietta al maschile, che nella storia del torneo si era realizzata finora solo nel 1934, sia arrivata nei primi Internazionali BNL d'Italia senza Nicola Pietrangeli. "Peccato non essere riusciti a condividere questa gioia con Nicola e Lea che erano i primi tifosi di questi ragazzi e di queste ragazze, perché se per noi il Foro Italico è stata la casa nostra, per Nicola e Lea erano ancora di più, avevano un significato ancora più profondo. Credo che sia giusto dedicare a loro questa vittoria".
Il segreto dei successi italiani di quest'epoca d'oro, conclude Binaghi, "è chiaramente Supertennis. Nessuno ha il coraggio di fare quello che noi abbiamo fatto e questo per noi è un vantaggio competitivo enorme, perché finché avremo questo canale e finché ci sarò io, questo canale ci sarà sicuramente, il tennis avrà un vantaggio competitivo enorme nei confronti di tutti gli altri sport in Italia, nei confronti delle altre federazioni del tennis del resto del mondo. Avremo in futuro ancora più responsabilità, ci sarà da lavorare di più, però è un momento di grande soddisfazione. Da domani si riparte più decisi di prima, in modo ancora più determinato. Ci sono tante cose da fare, il tennis italiano ha davanti a sé grandi prospettive, perché è una struttura sana che abbiamo costruito con principi sani. Credo che continueremo a sognare ancora per molto tempo".